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Reky

La freschezza estetica del disegno tecnico incontra elaborati problemi di logica, per un gioco minimalista con appena un tocco di colore

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Il mercato mobile oramai ha raggiunto una sua identità molto precisa, i porting di titoli console/pc in miniatura con controlli scomodi sono quasi un lontano ricordo, ed è normale godere di videogiochi specificatamente pensati per l’approccio mobile, mordi e fuggi, di partite da una sessione in metro o in attesa del nostro turno all’ufficio postale (ed in tempi di Covid pure quelli sono un lontano ricordo).

Reky è un puzzle game logico, contornato da un aspetto minimale con alti contrasti e colori accesi ed una sproporzionata quantità di cubi da muovere per poter raggiungere l’obiettivo unico di questo rompicapo: portare il nostro blob nero alla fine del percorso, nell’unico portale contornato da una linea nera. Il codice che mi è stato concesso è per la versione Steam, e Reky, ricollegandomi alla prefazione, altro non è che la nuova frontiera del porting, quello da mobile a console casalinga/pc (il geniale What The Golf? ne è un esempio).

Quindi abbandonati i comodissimi controlli touch, ci armeremo di mouse per affrontare i puzzle che i Beyondthosehills hanno ideato per noi.

In maniera semplicistica, la nostra materia grigia andrà usata per muovere il blob in un percorso fatto di cubi semovibili. Per poterli muovere in una determinata direzione sarà necessario che questi cubi assumano un colore specifico (il tutorial molto chiaro ad inizio gioco sarà molto esaustivo e sicuramente molto più comprensibile di queste parole).

Il gioco scorre facile per i primi 20 livelli, poi le cose man mano si faranno sempre più complicate, e saranno necessari vari tentativi per poter comprendere il percorso giusto da far compiere al nostro blob, che sarà in grado di “rubare” la colorazione dei cubi per poterla donare ad altri cubi, così da poterli muovere nel corretto ordine. Gli sviluppatori hanno volutamente, nei livelli più avanzati, inserito un’elevata quantità di cubi, spesso superflui, ma le colorazioni disponibili saranno sempre quelle necessarie per completare il percorso, non ci saranno colori inutili poiché altrimenti avrebbero reso ancora più astruse le connessioni logiche da realizzare. Purtroppo in molti livelli Reky pecca di intuitività, e spesso ci troveremo a creare il corretto percorso tramite un tedioso processo di trial and error, ergo la struttura puzzle viene meno. Un minor quantitativo di livelli (ce ne sono più di novanta) probabilmente avrebbe permesso ai ragazzi greci di concentrarsi più sulla struttura dei tali cancellando la sensazione di ripetitività che sorgerà da metà gioco in poi. Less is more.

Nei livelli finali si assapora un senso di familiarità più che di unicità, in quanto molti asset logici e strutture verranno riproposte in maniera sequenziale ad altre, andando a creare percorsi completabili con un numero minimo di 300 mosse! Decisamente esagerate se si punta a completare ogni livello con il minimo numero di movimenti (in questi casi la comoda funzione di rewind, un po’ come l’annulla dei programmi grafici, vi verrà in soccorso in caso di un click di troppo). Un altro strumento che vi verrà in aiuto saranno le chiavi jolly, in totale ne avrete 5, e vi sbloccheranno i livelli troppo difficili da completare permettendovi di continuare la vostra scalata verso il picco della montagna, e saranno recuperabili andando a completare la sfida saltata.

Stilisticamente parlando, come accennato in apertura, Reky percorre la via del minimalismo moderno ispirato ai primissimi spot dell’Ipod, dalla paletta cromatica decisa ai contrasti ben marcati, dalla campionatura sonora ricercata alla snervante traccia ambient/zen di sottofondo riprodotta in loop. Consiglio: disattivate la musica di sottofondo e rilassatevi con il pianoforte di Satoshi Iwamizu, decisamente più utile alla causa.

VOTO: 6,2

In conclusione, Reky è un puzzle game cartesiano che svolge il suo compito principale, ovvero intrattenere per partite mordi e fuggi, motivo per cui la versione mobile meriterebbe un mezzo punto abbondante in più. Purtroppo la struttura portatile mal si sposa con il pc gaming, che fa delle sessioni lunghe e tutte d'un fiato il suo modus operandi principale, e tutti i difetti di Reky vengono a galla in maniera forse eccessivamente severa, andando a rovinare parzialmente l'esperienza di gioco. Consigliato esclusivamente a chi stravede per il genere.

Pro

  • Estetica piacevole
  • Allena la mente
  • Alcuni livelli ispirati...

Contro

  • ... e molti altri decisamente no
  • OST da disattivare