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Red Colony 2

Robo-Whore from the Outer Space Vs. Nicole the Curvy Milf

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Capelli cotonati, abiti molto provocanti, tacchi a spillo, curve esuberanti, zombie, dinosauri, spazio profondo. Red Colony 2 è sfacciato e sfacciatamente ruffiano. E lo è così naturalmente che fa subito simpatia, nonostante la semplicità dell’impianto e il riferimento più che marcato a Resident Evil e in parte a Dino Crisis.

Si tratta di un survival in due dimensioni con armi per lo più dalla distanza. Si trova qui e là una mazza da baseball che in tre utilizzi si distrugge però è più frequente imbattersi in ricariche di pallottole ed è comunque facile procurarsele presso stampanti 3D, futuristiche ma non troppo, che agiscono da distributori commerciali.

L’aspetto ultra-sexy della protagonista e di alcune comparse femminili si motiva con forzata coerenza: si tratta di prostitute. Fatalmente la fatale protagonista, Nicole, riceve in dote dalla professione un paio di figli… ché su quel pianeta avevano sì le stampanti 3D e tutto, ma non avevano a quanto pare strumenti né strategie anticoncezionali.

Nicole è prostituta onesta, anzi è un’onestissima prostituta mamma. E proprio la maternità la spingerà al centro dell’intreccio: mentre si batte per salvare la figlia, fatta prigioniera da soggetti non chiari, si ritrova a fronteggiare il figlio, la cui mente e il cui corpo sono sotto il controllo di una robot seducente venuta da lontano (una robo-whore, come Nicole l’appellerà con bel guizzo di ironia!). E strada facendo Nicole si imbatte in un più che classico laboratorio di ricerca genetica, da cui derivano il virus che rende zombie e i dinosauri redivivi. Originalità, poca. Ma – ancora – il gioco mantiene un sua lievità, una gradevolezza che oserei dire ingenua, nonostante la carnalità esibita.

Nicole è la cotonata prost... protagonista di Red Colony 2

I dialoghi sono coerenti con l’impianto, a tratti raggiungendo punte di sottile demenzialità, a tratti provando a dare respiro al racconto altrimenti asfittico.

Diversi i puzzle ambientali, talvolta logici e soddisfacenti, talaltra da ricerca dell’ago nel pagliaio. Parecchie anzi troppe le note scritte da consultare; non danno lo spessore desiderato e tuttavia appesantiscono la fruizione.

Le mappe dei diversi settori visitabili si rimediano piuttosto facilmente durante l’esplorazione. Alcune aree non sono accessibili da subito ma si sbloccano in modo fluido quando necessario.

Ho collezionato i quattro diversi abitini che Nicole può cambiare. L’ultimo vale davvero il prezzo della ricerca. I succinti vestitini della nostra si strappano al decrescere della salute: siate dunque parchi con i medikit!

Fra i vari elementi presenti nel racconto vi è – degnamente rappresentato – il grottesco. Se un dinosauro vi acchiappa, vi stacca la testa con la brutalità che gli compete. E risulta forte dover eliminare amici e conoscenti in alcune fasi del gioco. Uno di questi a un certo punto dirà a Nicole qualcosa come: “Da qui non passi. Tranne che tu non voglia ammazzarmi”. Ebbene…

VOTO: 6,5

Red Colony 2 è un gioco leggero e semplice ma che sa dare soddisfazioni, sia visive, sia di gameplay. Ammicca a destra e a manca ma si dimostra credibile come gioco di serie B. Risulta breve il giusto, dato che le meccaniche tendono a ripetersi. A me ha dato qualche oretta spensierata. Non è poco.

Pro

  • 5 easy pieces (sexy milf, zombies, dinos, outer space, mistery)

Contro

  • Troppe cosine da leggere, in contrasto con la leggerezza del tutto
  • Alcuni puzzle cervellotici