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Pokémon, tra sogno e realtà, il confine si assottiglia sempre di più

Gli anni volano, la passione resta

Speciale
A cura di del
Acchiapparli tutti era il sogno di bambini e ragazzini alla fine degli anni Novanta, quando se ne contavano solo 151. A vent’anni e più dalla comparsa di queste piccole creature che si sono moltiplicate ed evolute senza sosta, le generazioni di aspiranti allenatori si sono susseguite a loro volta, seguendo più o meno costantemente gli sviluppi, le variazioni sul tema e tutte le diramazioni dell’infinita saga i cui natali sono stati dati da Satoshi Tajiri: Pokémon. Se ripensiamo agli esordi della storia, così semplice eppure così affascinante, e compariamo quella narrazione alla ricchezza e alle espansioni odierne, possiamo pacificamente affermare che di acqua sotto i ponti ne sia passata in abbondanza. Conservatore e progressista insieme, i creatori di questo universo parallelo al nostro sono stati in grado di adattare i diversi prodotti, in particolare quelli del settore gaming, alle tecnologie del momento, sfruttando le piattaforme più innovative e in auge, senza mai sbagliare, almeno dal punto di vista del ritorno di investimenti.

Pokémon, tra sogno e realtà, il confine si assottiglia sempre di più

Dopo diverse trasformazioni narrative e di interazione con il mondo Pokémon, dalle tradizionali storie per Game Boy, ad alcuni sparuti spin-off, come Pokémon Pinball o il recente Pokkén Tournament, passando per il rivoluzionario Pokémon Go! e il neonato Quest, siamo giunti a un nuovo punto di svolta nella saga. Se una volta la scelta era sul “colore” dei titoli (Oro e Argento, Verde Foglia e Rosso Fuoco, Nero e Bianco e così via) stavolta lo sguardo si volge al passato con una scelta innovativa sotto plurimi aspetti: Pokémon: Let's Go Pikachu! e Pokémon: Let's Go Eevee!. L’annuncio è stato diffuso da pochissimo tempo e ancora ci chiediamo cosa ci attenderà davvero in queste nuove avventure, anche se effettivamente non tutto sarà innovativo. In primis si parla di un ritorno alle origini nella terra di Kanto, già teatro di mille avventure anni fa, così come i piccoli protagonisti appartengono alla prima generazione. La scelta è ricaduta sull’amato compagno di avventure di Ash Ketchum, nonché simbolo imperituro del brand nipponico, e su un volpino affascinante ed elegante, dalle svariate evoluzioni possibili. Ed è proprio su questo argomento che spunta la sorpresa: pare che in questi due nuovi titoli per Nintendo Switch, i nostri mostri tascabili starter non potranno mutare le loro sembianze, ma sarà possibile solo catturandone in natura un esemplare simile. La tradizione però si è unita all’innovazione, soprattutto dopo il successo di Pokémon Go, che ci aveva fatto brillare gli occhi dandoci la netta sensazione che questi esseri fossero parte del nostro mondo. Grazie a questo primo esperimento che ha sconvolto ogni modalità di gioco nota fino ad allora e che ha infranto quella sottile ma quanto mai presente parete tra finzione e realtà, ora Game Freak si fa forte di tali successi e continua a percorrere la strada dell’immersione nel mondo Pokémon come se fossimo davvero a Kanto, legando in modo indissolubile ed esplicito il titolo per mobile con queste nuove uscite.

Pokémon, tra sogno e realtà, il confine si assottiglia sempre di più

L’aspetto più palese dell’annullamento tra reale e virtuale sarà il futuro simil Joy-Con a forma di Poké Ball classica, grazie al quale avremo la netta sensazione di star davvero catturando dei mostri, oltre che poterli portare con noi, proprio come se fossimo Ash o Misty (per ricordare i primissimi allenatori della saga). I più recenti giochi di questo prolifico e ampio universo sono la testimonianza di quanto il solco lasciato nell’immaginario collettivo e nelle emozioni del pubblico sia così profondo da permettere che la fantasia incroci sempre di più la realtà. Forse questo è quello che abbiamo sempre desiderato: poter osservare da vicino le dinamiche della vita nel mondo Pokémon, che sembra decisamente più allettante e meno crudele del mondo reale (ammettiamolo, cominciare a viaggiare per il mondo a soli 10 anni senza altre preoccupazioni per la testa è molto affascinante, seppur oggettivamente non credibile). Il sogno “pokémoniano” è ora sempre più accessibile e aperto a tutti, soprattutto a quelli che hanno a lungo sospirato e immaginato di voler mettersi nei panni degli eroi a caccia di Pokémon “tosti e prorompenti, tutti differenti”. A noi, popolo di allenatori solo in potenza, che abbiamo guidato questi avatar per lungo tempo, le cui dimensioni sullo schermo sono cresciute in parallelo con quelle delle console che l’industria ha messo nelle nostre mani, è data ora l’opportunità di transire in atto. Mettiamo da parte ogni considerazione sulle mere manovre di marketing che possono aver indotto The Pokémon Company e il resto della ciurma alle spalle di questi titoli a far unire le forze tra titoli di diversa natura e datazione e riflettiamo sulla possibilità che ci viene data ora.

Pokémon, tra sogno e realtà, il confine si assottiglia sempre di più

Riconosciamolo, tutto quanto sta succedendo non può che farci commuovere, rivendendoci seduti a guardare alla tv, dopo la scuola, una puntata dell’anime nei lontani albori degli anni Duemila, o aggrappati al nostro primo Game Boy mentre dei pixel si muovevano sullo schermo, distinguendo a fatica qualche casa, gli altri allenatori e i mostriciattoli che si sfidavano tra loro, accompagnati da colonne sonore a 8-bit, diventate uno dei marchi riconoscibilissimi della saga. Potremo mettere la mano nella nostra tasca o nel nostro zaino, estrarre una Poké Ball e saperla contenente i nostri compagni di vita, da una vita. Che sensazione vi dà? Per noi, è superefficace.

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