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Nobunaga's Ambition: Taishi

35 anni tra shogun e daimyō

Recensione
A cura di del
In principio fu l’ambizione, accompagnata successivamente dalle tenebre, dai conquistatori e dall’ascensione al potere. Questa storia è cominciata ben 35 anni fa, quando Koei apriva le porte di un franchise che ha portato sulle console più svariate una serie di titoli così diversi, ma così simili tra loro, che hanno permesso di esplorare in lungo e in largo il glorioso passato della terra del Sol Levante. Siamo giunti ora a un nuovo capitolo, Nobunaga's Ambition: Taishi, l'ultima versione autonoma della serie Grand Strategy, dedicato agli eventi chiave dell’Era Sengoku in Giappone che ci permette di esplorare così un periodo storico non troppo ampio: dall’anno 1545 al 1582. L’epoca storica non varia molto rispetto a quella presentata nel titolo precedente, Nobunaga's Ambition: Sphere of Influence – Ascension, uscito circa un anno e mezzo fa e anch’esso dedicato agli eventi che hanno segnato il XVI secolo giapponese. In questo capitolo, rivivremo puntualmente la storia vissuta in queste quattro decadi, scegliendo da quale anno cominciare la nostra partita e attraversando ciascuno di questi in ogni sua stagione, constatandone anche i cambiamenti climatici. Ovviamente al variare del momento storico in cui cominceremo la partita, cambierà anche l’andamento del gioco, come si può notare già dalla mappa. Questa infatti si modifica in base all’anno selezionato, mostrando le diverse situazioni storico-politiche in terra nipponica a seconda dei fatti storici intercorsi. I giocatori saranno in grado di rivivere i momenti che portano alla frattura del Giappone: dalla formazione dei vari clan capitanati dai cosiddetti daimyō all'emergere del primo Shogunate.

Nobunaga's Ambition: Taishi

35 anni e non dimostrarli...letteralmente
In occasione del 35° anniversario della serie, Nobunaga's Ambition Taishi festeggia questa ricorrenza proponendo un gameplay storico di simulazione rimanendo fedele al franchising ormai di vecchia data. Questa scelta permette ai giocatori di rivivere alcune delle più epiche battaglie e degli importanti eventi del periodo in questione, dove i signori regionali combattevano ferocemente per ottenere la supremazia, rivendicare il dominio e unire le terre. Per fare questo, avremo a disposizione un’ampia gamma di opzioni tattiche per creare strategie che consentano modalità innovative per ottenere un vantaggio rispetto all'avversario, concentrandosi non solo sulle campagne militari, ma anche sulla gestione delle strutture produttive e delle rotte commerciali nell’espansione continua del territorio e nell’aumento della forza dell'esercito. Questi elementi sono ulteriormente migliorati grazie a una novità (forse l’unica) rispetto ai capitoli precedenti: si tratta dell'introduzione del sistema Resolve. In questo modo, ogni ufficiale avrà un proprio insieme di aspirazioni utili a descrivere meglio le azioni all’interno delle situazioni e il gameplay cambierà di conseguenza, con nuove tattiche necessarie per raccogliere punti di vista opposti o simili. Con il sistema Resolve gli agenti mostreranno un aspetto più umano e personale, fornendo ai giocatori una visione più profonda della simulazione storica della serie. nuovo sistema di battaglia a turni in 2 parti; la Planning Phase, fase di pianificazione, mette in pausa l'azione in modo che i giocatori possano elaborare strategie per decidere la prossima mossa. Questa fase è seguita dalla Execution Phase, per mettere in pratica quanto elaborato in precedenza e dare il via alla battaglia in tempo reale. Al contrario, una delle funzioni ereditate dai titoli precedenti è la presenza del Concilio, qui ampliato per consentire a ciascun funzionario in servizio di approvare nuove politiche. Grazie a questo sistema, un ufficiale che ha una propria serie di ambizioni, deciderà di essere d'accordo o in disaccordo con le politiche citate, potendo sceglierne solitamente fino a tre tra quelle ritenute più adatte alla propria strategia e per uscire vincitori dalle varie eventuali guerre che dovremo affrontare.

Nobunaga's Ambition: Taishi

Chi va piano, va davvero sano e lontano?
Il portato culturale giapponese è palpabile sin dalle prime animazioni che ci introducono al gioco, grazie a un filmato che ci mostra indomiti guerrieri dai lunghi capelli scuri raccolti in code di cavallo, armature scintillanti e una colonna sonora che non può che infuocare gli animi per prepararsi a una serie di battaglie e strategie. Di fatto però non avremo a che fare con ritmi ansiogeni o difficoltà di gioco eccessive, soprattutto se siamo già adusi alla saga in questione: le differenze, considerando soprattutto il titolo precedente, non si faranno notare troppo, sfortunatamente nemmeno per quanto riguarda alcuni difetti di forma notati già nell’episodio precedente. Probabilmente si tratta di un titolo più godibile in versione PC, poiché le icone delle azioni e del menu in basso a destra risultano troppo piccole rispetto ad altri due tasti dalle dimensioni sproporzionate, ai lati della cornice inferiore dello schermo. Inoltre le azioni animate che accompagnano la narrazione sono piuttosto scarne e quasi assenti, un aspetto che tende a far diminuire l’attenzione durante la partita, già di per sé appesantita dai diversi tutorial lunghi e macchinosi che ci vengono proposti all'inizio del gioco.

Nobunaga's Ambition: Taishi Nobunaga's Ambition: Taishi
  • + il sistema Resolve permette di vivere un'esperienza di gioco un po' più fluida
    + analisi storica puntuale
  • - lo schema di gioco ricalca fin troppo gli episodi precedenti
    - gameplay in sé ripetitivo, piatto e senza particolari innovazioni
voto
7

Koei sembra quasi aver lanciato il titolo più per ricordare al mondo il compimento dei 35 anni dalla nascita della saga, che per ringraziare i giocatori (soprattutto i più fedeli) con uno stile di gioco che potesse essere veramente rivisitato, rimanendo fin troppo aggrappati a una tradizione dal sapore più che ermetico, quasi stantio. Nemmeno la grafica ha saputo rinnovarsi in modo eccellente, mostrando ancora definizione e design ancora legati al passato e senza portare una boccata di ossigeno, decisamente utile in un momento di produzione videoludica dove, tra i vari requisiti, anche la qualità grafica ottimale sembra essere ormai imprescindibile.

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