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Days Gone, la prova del nuovo survival targato Sony Bend

I diari della motocicletta

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Quando Sony Bend mostrò per la prima volta Days Gone, durante l'Electronic Entertainment Expo 2016, furono in molti a domandarsi se SIEE non stesse esagerando con i survival a tema zombie. Dopotutto, con The Last of Us i possessori di console PlayStation avevano già potuto godere di quello che - ad oggi - è sicuramente uno dei massimi esponenti del genere. Tuttavia, qualcosa di molto intrigante sembrava trasparire dalle vicende dell'ex motociclista fuorilegge Deacon St. John, protagonista suo malgrado di una rocambolesca avventura all'interno di un mondo devastato da una pandemia globale, in cui degli esseri abominevoli e ributtanti noti come Freaker hanno invaso ogni angolo di quelle terre selvagge. Ora, dopo diversi mesi di gestazione e nonostante manchi ancora un bel po' all'uscita (il titolo è infatti previsto in esclusiva su console PS4 solo nel corso del prossimo anno), abbiamo finalmente avuto modo di mettere le mani su di una versione preliminare del gioco, riuscendo così a saggiare quanto di buono il gioco saprà offrirci. Il più delle volte in sella alla nostra motocicletta, si intende.

Days Gone, la prova del nuovo survival targato Sony Bend

Il test a cui abbiamo avuto modo di prendere parte ci ha permesso di catapultarci da subito nel vivo dell'azione, chiaramente nei panni di Deacon St. John, il vagabondo e cacciatore di taglie in cerca di un modo per sopravvivere nelle aree del Pacifico nord-occidentale. L'atmosfera che si respira da subito è quella del tradizionale futuro post-apocalittico alla The Walking Dead, all'interno del quale "qualcosa" ha risvegliato i morti dalle tombe, tramutandoli in creature aggressive e affamate (poco sorprendentemente) di carne umana. Il nostro test di prova partiva proprio all'interno di un accampamento, in cui un gruppo di sopravvissuti sta cercando in tutti i modi di trovare la via di fuga per salvarsi dall'invasione dei freakers, raccontandosi storie di come loro malgrado sono finiti in una situazione del genere. A Deacon, però, poco importa: a lui interessa solo salvare la propria pellaccia e per farlo salirà subito in sella alla sua motocicletta, lasciandosi abilmente alle spalle i problemi degli altri sopravvissuti.
La moto, dicevamo: sin da subito l'attenzione è rivolta infatti al bolide a due ruote datoci in dotazione, una presenza che va ben oltre quella di semplice mezzo di locomozione per spostarsi da un punto all'altro della mappa. Saremo infatti chiamati a recuperare lungo il percorso oggetti di vario tipo utili a potenziare o aggiustare la motocicletta. Sì, poiché una guida troppo spericolata o un salto azzardato da un'altura può seriamente danneggiare il veicolo, così come la benzina a disposizione non sarà infinita e starà a noi cercare dosi di carburante per non rimanere a piedi (in quel caso preparatevi ad assalti da parte di lupi famelici o freakers). Senza contare che il modello di guida ci è parso tra i più accurati e realistici mai visti in un gioco del genere: durante una delle missioni a cui abbiamo preso parte, il clima è improvvisamente cambiato dando sfogo a una vera e propria pioggia torrenziale. Ciò è stato a significare che i sentieri di terra battuta prima facilmente percorribili si sono tramutati in fanghiglia, un vero e proprio inferno per chi anche solo un volta nella propria vita ha provato l'ebrezza di guidare sul terriccio bagnato, con tutti i problemi che ne conseguono. Insomma, in Days Gone la moto è a tutti gli effetti un "secondo personaggio" a cui dovremo fornire il più delle volte assistenza e attenzioni. State pur certi che saprà ripagarvi con la giusta moneta.

Days Gone, la prova del nuovo survival targato Sony Bend

Essendosi trattato di una mezz'ora di gioco non relativa alle battute iniziali, poco siamo riusciti a capire della narrazione del titolo Sony Bend, se non l'incipit scritto poche righe sopra. Nonostante un certo spaesamento iniziale, i primi minuti di gioco ci sono serviti a capire quanto Days Gone voglia essere un titolo in cui il fattore cinematografico è stato sapientemente messo da parte, a favore di una libertà esplorativa legata a doppio filo alle missioni da portare a termine sicuramente piuttosto appassionante. Tra queste, ne è spiccata una che ha particolarmente colpito la nostra attenzione e che vi racconteremo senza spoilerarvi alcunché: chiamati a recuperare un oggetto medico per un certo NPC, il nostro compito è stato quello di recarci nella posizione esatta dell'obiettivo e per farlo siamo ovviamente dovuti salire in sella alla nostra moto, percorrendo un lungo tratto di strada tra le foreste della zona. Alcuni assalti da parte dei lupi non ci hanno dato il tempo di notare i freakers sgattaiolare fuori dalla vegetazione, intenzionati a farci la pelle lungo il percorso quasi ci stessero aspettando (la sensazione è che questi temibili non-morti siano davvero in grado di architettare delle vere e proprie imboscate). Eliminato il problema e arrivati a destinazione, la calma sembra regnare sovrana: due grossi container, bloccati da porte automatizzate, ci fanno capire subito che ciò che cerchiamo si trova poco sorprendentemente proprio all'interno di quelle strutture.
Come fare però ad entrare? Semplice: dopo aver recuperato una tanica di benzina, il nostro compito è stato quello di dare nuovamente energia all'impianto, in modo da aprire agilmente le porte. O perlomeno, così sarebbe dovuto essere se l'attivazione del generatore non avesse attirato un nutrito gruppo di freakers. Armati di pistola, balestra e anche di un utile fucile a canne mozze recuperato da un cadavere riverso a terra, abbiamo dovuto eliminare ogni zombie, colpo dopo colpo, usando sia le armi da fuoco che alcuni diversivi per distrarli (come sassi e oggetti da lancio). Un volta salvata la pelle e recuperato l'oggetto, l'obiettivo di missione ci ha poi costretti a riportare il tutto al personaggio non giocante richiedente aiuto, sperando che questi non sia nel frattempo passato a miglior vita (o peggio, tramutato a sua volta in un freaker). La libertà di esplorazione di Days Gone (in ogni caso limitata da alcuni muri invisibili presenti nella demo che abbiamo avuto il piacere di testare) fa sì che ogni missione e ogni scorribanda sia piacevolmente pervasa da quel gusto free-roaming che ricompensa l'esplorazione più che il banale andirivieni tra una location all'altra. La possibilità di approcciare ogni missione nella maniera che preferiamo, sia essa stealth oppure ad armi spianate, va di pari passi con il fatto che gran parte degli eventi non è mossa da script o altro: vi sono dei freakers in una determinata zona ad attenderci? Non è detto che una volta tornati indietro li ritroveremo lì. Ciò permette di offrire approcci al gioco completamente diversi, visto che la nostra sessione sarebbe stata affrontabile in almeno altri 10 modi differenti. Unico neo, il comparto grafico: trattandosi di una versione work in progress (testata su PS4 Pro), alcuni bug di percorso e bruschi cali di frame rate ci hanno impedito di godere appieno della bellezza visiva del titolo Sony Bend, il quale sembra in ogni caso proporre ambientazioni boschive realmente sorprendenti, tra ruscelli, accampamenti e zone rurali, così come le animazioni del nostro Deacon St. John e la fisica della motocicletta ci sono parse da subito brillanti e prive di particolari sbavature. Se tutto verrà limato a dovere col passare dei mesi, il risultato finale sarà piuttosto impressionante.
  • [+] Ottimo mix di azione e sopravvivenza
    [+] Guidare la motocicletta è davvero uno spasso
    [+] Atmosfera mai troppo opprimente

Al netto delle imperfezioni (dovute ovviamente al fatto che la nostra prova è stata effettuata su di una versione preliminare del gioco), la sensazione è che con il prossimo Days Gone Sony Bend abbia davvero una gran quantità di frecce al proprio arco. Pad alla mano, le sensazioni trasmesse sono state perlopiù positive, in primis grazie al fatto che il titolo saccheggia - in senso buono - moltissime caratteristiche prese di peso da alcuni titoli analoghi, da The Last of Us ad Alan Wake, immergendo il tutto in un contesto survival decisamente in linea con l'atmosfera generale. Senza dimenticare quel pizzico di free roaming, che in sella alla nostra motocicletta ci permetterà di spostarci da un punto all'altro della mappa, senza soluzione di continuità. La speranza è che tutta questa serie di buone idee vengano coadiuvate da un comparto grafico all'altezza, una volta che il gioco raggiungerà gli scaffali dei negozi (solo nel corso del 2019). L'avventura del fuorilegge Deacon St. John potrebbe davvero rivelarsi una piacevole sorpresa.

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