Questo sito utilizza cookie anche di terze parti necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la nostra cookie policy.
Cliccando sul tasto ACCETTA dai il consenso all’utilizzo dei cookie, il messaggio sul banner verrà nascosto. 

The Raven Remastered, il ritorno del corvo

Misteri sull'Orient Express

Recensione
A cura di del
Tutti gli appassionati di libri si saranno imbattuti, almeno una volta nella loro carriera di lettori, in un libro dei maestri del giallo, personaggi come sir Arthur Conan Doyle e Agatha Christie. Le loro storie, peraltro, sono state spesso adattate sia sul grande schermo del cinema sia su quello più piccolo dei nostri televisori di casa; non solo, spesso sono state persino tradotte in ambito videoludico, come testimonia la longeva serie di giochi dedicata al detective di Baker Street. Oggi, però, parliamo di un titolo che, pur ispirandosi chiaramente all’immaginario creato da Agatha Christie, non è basato su una delle sue storie: si tratta di The Raven remastered, riedizione voluta da THQ Nordic dell’avventura grafica uscita ormai cinque anni fa prima su PC e poi su console.

The Raven Remastered, il ritorno del corvo

Il corvo è tornato
La storia si apre con un filmato che ci porta nel 1964, all’interno del museo in cui viene conservato uno dei due preziosi Occhi della Sfinge. Mentre il guardiano del museo si aggira tra le stanze buie, incontra un poliziotto che lo avverte di un pericolo imminente: un misterioso ladro conosciuto come il Corvo, infatti, intende rubare il prezioso gioiello. Passa appena qualche attimo, ed il Corvo è già pronto a colpire: non solo riesce a rubare l’Occhio, ma riesce anche a fuggire senza troppi problemi. La palla passa così nelle mani di Anton Jakob Zellner, il nostro protagonista, il cui aspetto strizza l’occhio a quello del famoso Poirot. Anton è un poliziotto svizzero, incaricato di proteggere il secondo Occhio della Sfinge, che sta viaggiando a bordo di un treno (guarda caso chiamato Orient Express) con l’obiettivo finale di essere portato a Il Cairo.
Questa la premessa della storia: da qui, Anton dovrà scoprire i misteri che circondano i passeggeri del treno, collaborando con l’esperto detective Nicolas Legrand, che si trova a bordo insieme a lui.
Il gioco originariamente uscì diviso in episodi: per l’occasione, i tre capitoli che compongono l’avventura sono stati riuniti, fornendo un’avventura completa fatta di tensione, colpi di scena e, soprattutto, misteri da risolvere, come dalla migliore tradizione del giallo. Purtroppo, se la trama può dirsi certamente riuscita, i dialoghi tendono fin troppo spesso ad essere prolissi, rischiando di annoiare anche il più accanito lettore in quanto alcuni di essi risultano poi completamente inutili ai fini della storia. Non aiuta il fatto che spesso sia obbligatorio esaurire tutte le opzioni di dialogo con ogni personaggio presente per poter infine proseguire nella storia.
Il comparto tecnico, dal canto suo, gode del passaggio generazionale: il lavoro svolto su questa remastered ha migliorato leggermente la risoluzione e alcuni effetti di luce. Purtroppo però il gioco continua a non convincere sotto il profilo visivo: le animazioni rimangono legnose, i volti plasticosi, e persino il doppiaggio risulta ancora fin troppo spesso desincronizzato dal labiale. Davvero un peccato, visto l’ottimo doppiaggio inglese (il gioco è sottotitolato in italiano). Un plauso invece per il comparto audio: le tracce che accompagnano l’avventura risultano degne di un buon film giallo, sottolineando in modo efficace i momenti di tensione e di rilassamento.

The Raven Remastered, il ritorno del corvo

Scoprire i tasselli della verità
The Raven è un’avventura grafica di stampo decisamente classico, che richiama l'epoca d'oro dei punta e clicca. Nel corso dell’avventura dovremo parlare con i personaggi presenti in ogni scenario, esaurendo tutte le opzioni di dialogo per raccogliere quante più informazioni possibili su di loro. Come detto in precedenza, questo processo risulta talvolta noioso a causa dell’eccessiva prolissità di alcuni dialoghi, ma il gioco compensa parzialmente questo difetto grazie al carisma e ai misteri che fanno parte di ciascun personaggio. Per risolvere il mistero che porta avanti la storia intera, dovremo aiutare i personaggi in mansioni mondane, come ritrovare una borsetta perduta, aprire una porta bloccata e cose del genere. Per risolvere tutti gli enigmi che il gioco ci proporrà, dovremo raccogliere tutti gli oggetti presenti negli scenari, per poi combinarli tra loro o utilizzarli direttamente sui diversi punti di interesse. Dovremo aguzzare l’ingegno per capire cosa fare per risolvere le complesse situazioni che si presenteranno di fronte ad Anton, ma fortunatamente il gioco non pecca mai di un’eccessiva difficoltà. Anton, poi, annota tutti gli avvenimenti e i dettagli più importanti sul suo blocco note, consultabile in qualsiasi momento per rinfrescarsi la memoria. A non convincere appieno è il sistema di controllo: i movimenti di Anton, affidati all’analogico sinistro, appaiono fin troppo legnosi, ed anche la selezione degli oggetti con cui interagire, affidata all’analogico destro, può causare qualche problema, soprattutto quando il gioco non rileva un oggetto perché magari troppo vicini ad esso. Non si tratta di difetti che compromettono l’esperienza, ma sarebbe stato gradito un miglioramento visto che stiamo parlando di una versione rimasterizzata del titolo.

  • + Storia appassionante
    + Risolvere i misteri dà sempre soddisfazione
  • - Comparto tecnico decisamente arretrato
    - Dialoghi spesso eccessivamente lunghi
voto
7

Il lavoro di rimasterizzazione svolto su The Raven è apprezzabile, ma non riesce a svecchiare un gioco che soffre ancora di un comparto tecnico che sarebbe stato solamente passabile nella scorsa generazione. A fronte di questo, però, The Raven ha una bella storia da raccontare che saprà appassionare tutti gli amanti del giallo e i nostalgici delle avventure grafiche di stampo classico, a patto di passare sopra ad alcuni dialoghi eccessivamente lunghi e all'imprecisione del sistema di controllo.

0 COMMENTI