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God of War, l’analisi del trailer della Paris Games Week

Un assaggio di gameplay da Parigi, tra padre e figlio

Anteprima Trailer
A cura di del
God of War è dal 2005 il simbolo dell’audacia di Sony. Una storia che si allontana dalla complessità, per mettere il giocatore di fronte all’immediato, alla carnalità maestosa di una mitologia ricostruita con potenza visiva. Da quando è stato annunciato, il nuovo God of War ambientato nel vichingo nord non ha mai fatto mancare informazioni e trailer estesi. Oggi analizziamo il più recente, proiettato ieri alla Paris Games Week.

God of War, l’analisi del trailer della Paris Games Week

Kratos, il padre
Decisamente meno esteso (appena due minuti) dei suoi predecessori, il trailer è impostato come un vero e proprio segmento di gameplay, e pertanto comincia in medias res. Vediamo Atreus avvertire suo padre adottivo Kratos di un apparente pericolo: un golem di fuoco, che chiama Soul Eater (mangiatore di anime) e di cui rimarca la spietatezza. L’essere però li ignora entrambi e se ne va dopo aver alzato un cancello. L’occasione è buona per una breve conversazione tra Kratos e il figlio: quest’ultimo gli dice che aveva sentito quelle cose da sua madre. Il semidio risponde di non dare per certe le informazioni quando non comprovate, quale che sia la fonte. Allo stesso modo però gli ricorda di non abbassare mai la guardia. Il trailer in tal senso rimarca ancora di più l’inclinazione del “nuovo” Kratos di anteporre la sua responsabilità di padre a quella di guerriero. Ovviamente i suoi atteggiamenti sono oltremodo severi col figlio: essenziale e pragmatico, lo incoraggia a essere dinamico e gli fa pochi complimenti per evitare che si crogioli in essi. Tutto questo avviene mentre il giocatore ha sempre pieno controllo su Kratos.

God of War, l’analisi del trailer della Paris Games Week

Atreus, il figlio
Una volta raggiunto il punto dove stava il gigante di pietra, il gameplay si trasforma istantaneamente: nemici di ghiaccio avvizzito compaiono dal nulla, e Kratos è costretto a combatterli. Il trailer riconferma la maggiore sensazione di controllo che il gioco ha trasmesso sin dall'annuncio: il caos è diminuito e gli attacchi sono più massicci e ragionati. Ovviamente la truculenza rimane e la potenza dei colpi dello spartano (assestati con una fine ascia nordica) è palpabile. L’arma si conferma come impregnata di magia, ma l’apporto sicuramente inedito viene ovviamente da Atreus. Il ragazzino assiste il padre in battaglia e gli indica punti di interesse o possibilità per avvantaggiarsi durante i combattimenti. Nel trailer tale è una lanterna sospesa, che Kratos schianta sui mostri facendoli andare a fuoco. Non solo: il supporto da parte di Atreus è anche essenziale per stordire i nemici, in modo che Kratos possa attivare uno dei classici Quick Time Events. È in tale occasione che il filmato mostra un minimo di interfaccia, nella forma di un’icona rossa che indica la presa (considerando l’esclusiva, è probabile che sia il solito tasto Cerchio). Il nemico così afferrato può essere poi impiegato differentemente: in questo caso Kratos lo ha lanciato contro gli altri avversari per scompaginarli.

God of War, l’analisi del trailer della Paris Games Week

Il segreto inconfessabile
Finita la colluttazione, il dinamismo è stato sostituito da una fase più calma. Kratos ha detto al figlio di seguirlo, mentre quest’ultimo si stupiva delle abilità belliche del padre. Prima di tagliare sul nero, lo spartano alza la grata, seguendo il Soul Eater. Seguono poche altre battute dei due, mentre su schermo scorrono il logo del gioco e degli sviluppatori. Atreus si domanda che cosa potesse essere veramente il golem. Kratos come al solito risponde che lo scopriranno… Salvo poi apparire, in pieno stile jumpscare, una strega cenciosa che porta un elmo fatto con il cranio gigante di un caprone. Al di là dell’esigenza scenica, quest’ultima apparizione è piuttosto metafora di uno dei cardini della sceneggiatura: il passato di Kratos come distruttore dell’Olimpo e il fatto di aver nascosto tutto ciò al figlio. La cantilena della strega quindi rappresenta ugualmente il tarlo mentale del semidio.
Da un punto di vista tecnico c’è sempre poco da dire. Il trailer è un segmento autentico del gioco, e la grafica si dimostra sempre di ottimo livello. I dettagli su Kratos e suo figlio sono eccellenti, e i nemici sono sufficientemente studiati secondo una logica di contrasti visivi e concettuali. La telecamera si riconferma dinamica, ma allo stato attuale delle cose è ancora impossibile dire con certezza se sarà così scriptata o se verrà mantenuto il rallenty ad alta frequenza di fotogrammi, che indugia sui colpi potenti e le mosse spettacolari.

God of War, l’analisi del trailer della Paris Games Week

Dopo la presentazione ormai un anno fa, il trailer di God of War mostrato ieri a Parigi mira al consolidamento di quello che sarà il nuovo viaggio di Kratos. Il ruolo inedito di padre si sposa con una componente più esplorativa e dialogica, ovviamente affiancata ai classici combattimenti carnali. Il gioco comunque ha migliorato ancora di più il concetto di “flusso” che la serie ricercava fin dalle origini, cercando una fusione senza soluzione di continuità tra i diversi segmenti di storia e gameplay. L’uscita del gioco è segnata dal trailer stesso come per i primi mesi del 2018: rimanete con noi per gli aggiornamenti e la recensione completa!

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