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Life is Strange: Before the Storm, la recensione dell’episodio 2

Nel nome della madre.

Recensione
A cura di del
ATTENZIONE! Nelle recensioni dei capitoli di Life is Strange: Before the Storm sarà inevitabile parlare degli eventi della serie originale. Se non avete ancora giocato Life is Strange, vi sconsigliamo la lettura di questa recensione e di quelle che arriveranno.

Life is Strange: Before the Storm mi aveva abbondantemente convinto con il capitolo precedente, uscito più di un mese fa, di cui vi avevo abbondantemente parlato. “Svegliati”, il primo episodio, metteva subito bene in chiaro le cose: questa non è un’operazione nostalgia. Certo, “Il mondo nuovo” (l’episodio di cui parliamo oggi) inizia a tirare le fila del discorso, si ricollega con lo scenario che poi andrà a costruire l’avventura con protagonista Max, ma lo fa in un modo onesto, per niente ruffiano.
In questo episodio, ancor più che nel precedente, il palcoscenico è di Rachel Amber e Chloe diventa quasi una comprimaria in certi momenti, un’entità che fa da contraltare alla personalità sempre più affascinante della sua compagna di vita ed avventure. “Il mondo nuovo” mi ha convinto, di nuovo, e credo che questa miniserie abbia le carte in regola per essere addirittura più affascinante degli episodi originali, per certi versi. Ma ne riparleremo dopo il finale, tra circa un mesetto.

Life is Strange: Before the Storm, la recensione dell’episodio 2

Brucia la città

Il fuoco ritorna come elemento portante della narrazione, citato anche da un’apparizione mistica del padre di Chloe con un dialogo inserito in un contesto molto inquietante, inedito per Life is Strange, che ho apprezzato parecchio. L’episodio, in generale, è forse più lento del precedente in termini di ritmo, ma le situazioni raccontante generano una serie di emozioni contrastanti in velocità. C’è spazio per l’amore, per la rabbia, per la malinconia, in una girandola di sentimenti che annulla quasi del tutto il senso di noia dei primissimi momenti. Avevamo lasciato Rachel e Chloe insieme, impegnate in una giornata in fuga dalla scuola e dai loro problemi e, come era prevedibile, l’episodio riprende affrontando le conseguenze di tutto ciò, di quell’incendio fortemente autocelebrativo e simbolico che le due avevano appiccato un po’ per caso, un po’ per sfida. Una sequenza iniziale che, stando alle note che lo studio ci ha rilasciato, può avere una miriade di risvolti diversi che onestamente non mi aspettavo.
Come la tempesta in Life is Strange era un racconto di sottofondo alle vicende di Max e Chloe, per poi diventare protagonista nelle fasi finali, qui l’incendio rimane una costante per tutto l’episodio, e probabilmente anche il prossimo. Il fuoco, già citato enormemente nella precedente puntata, assume un significato molto importante nelle vicende di Rachel e della nostra non-ancora-tinta co-protagonista. L’incendio che monta, divampa e divora tutto ciò che trova intorno a sé è il non detto tra Rachel e la sua famiglia, ma anche tra Rachel e Chloe, che in “Il mondo nuovo” avranno un paio di momenti intimi molto toccanti e, come da tradizione della serie, mai scontati o stucchevoli. La tempesta è anche il nome dello spettacolo teatrale in cu Rachel avrebbe recitato e, che per una serie di eventi, vedrà protagonista anche Chloe.

Life is Strange: Before the Storm, la recensione dell’episodio 2

Questo è il momento in cui Before the Storm si prende la briga di allontanarsi quasi definitivamente dal suo illustre predecessore, con una dichiarazione di intenti in termini di narrazione che rappresenta uno stacco netto, un racconto più maturo e molto diverso dalla seppur avvincente storia di Max.
La tempesta (atmosferica), non è l’unico richiamo alla serie originale che Before the Storm offre al giocatore. In modo del tutto coerente e sorprendentemente mai ammiccante, Chloe troverà il suo pickup in una sequenza non molto esaltante a dire il vero, durante la quale ci si dovrà aggirare nell’iconica discarica per trovare pezzi di ricambio e suppellettili per abbellire il veicolo. Nell’esplorazione, inoltre, si “torna” anche in quella che sarà la tana di Rachel e Chloe, che vediamo per la prima volta intonsa. Oltre ai richiami più superficiali, c’è anche l’occasione per iniziare a capire come Victoria Chase e Nathan Prescott siano diventati i personaggi odiosi (ed odiati) con i quali dovrà avere a che fare Max.
Mentre l’episodio ha il compito di fare il giro di boa ed iniziare a tirare le fila della narrazione, raccontando anche tante altre situazioni più o meno collaterali come i problemi economici della famiglia di Mickey e Drew, Rachel e Chloe si ritrovano a confrontarsi per capire cosa fare delle loro vite. Una situazione che le porterà a scoprire di essere molto più simili di quanto immaginassero, perché entrambe hanno un fortissimo desiderio di fuggire per lasciarsi tutto alle spalle. In uno di questi dialoghi (e almeno in un’altra situazione) purtroppo le famose “scelte” vengono incanalate in un binario da cui è impossibile allontanarsi. Un peccato accettabile vista la natura di prequel di questa storia, che comunque lascia un leggero amaro in bocca considerato quanto altro di bello ci sia in questo nuovo racconto a tema Life is Strange. Altrettanto impossibile deviare altrove, vista anche la situazione finale dove finalmente i nodi vengono al pettine nella famiglia Amber, e “Il mondo nuovo” lascia il giocatore con una rivelazione francamente inaspettata da approfondire nel finale di Before the Storm.
  • +Rachel è un personaggio sempre più completo
    +La narrazione procede bene, e su binari tutti suoi
    +Tanti contesti narrativi diversi
  • -Un paio di “corridoi” di troppo
    -Ritmo un po’ lento nella parte centrale
voto
7,5

Il secondo episodio di Life is Strange: Before the Storm si prende del tempo per posizionare tutti i pezzi sulla scacchiera, in attesa di muovere la mossa finale nel prossimo episodio. Questo significa che “Il mondo nuovo” è forse meno scoppiettante di “Svegliati”, ma gioca su una pletora di sentimenti molto diversi, tra cui una situazione “horror” inaspettata. Before the Storm conferma ancora una volta di non volere essere una costola del Life is Strange originale, ma anzi si prende di prepotenza uno spazio tutto suo. Per i temi che tratta, per cosa e come racconta, questa storia prequel rischia di essere ancora più coinvolgente dell’originale.

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