Questo sito utilizza cookie anche di terze parti necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la nostra cookie policy.
Cliccando sul tasto ACCETTA dai il consenso all’utilizzo dei cookie, il messaggio sul banner verrà nascosto. 

Wreckfest, recensione dell'erede di FlatOut e Destruction Derby

Ne rimarrà soltanto uno

Video Recensione
A cura di del
A diversi anni di distanza dalla sua fase embrionale e dal lungo accesso anticipato, Wreckfest arriva finalmente nella sua versione completa e si rivela un'ottima sorpresa per i nostalgici di Destruction Derby e in generale per tutti coloro che dai titoli di corse si aspettano sempre qualcosa di diverso dal solito. Dopo la serie FlatOut, capitolata in seguito al passaggio di testimone a un altro sviluppatore che non ne ha saputo raccogliere l'eredità, Wreckfest si presenta come il nuovo tentativo da parte di Bugbear di lanciarsi ancora una volta nella mischia con ciò che meglio ha dimostrato di saper fare. 

Wreckfest, recensione dell'erede di FlatOut e Destruction Derby

Wreck 'em all!
Quando i tempi dell'accesso anticipato sono così dilatati, solitamente si tratta di un campanello d'allarme che prelude al fallimento o addirittura alla chiusura del progetto, che naufraga nel mare magnum delle opere incompiute. Non è questo il caso: Wreckfest, dagli albori in cui gli sviluppatori tentarono un primo approccio su Kickstarter, fino all'arrivo sul mercato, è stato in grado di costruire delle solide fondamenta su cui è stato edificato un titolo a cui di fatto non manca nulla per essere annoverato tra i più riusciti arcade dell'ultimo periodo. 
Forte dell'importante mole di contenuti offerti, del raffinato motore fisico, dell'ottimo sistema di danni e della grande immediatezza unita all'accessibilità, Wreckfest si configura come un gioco solido sotto tutti i punti di vista.
La campagna single player è sorprendentemente assuefacente, strutturata in maniera tale da offrire un gran numero di sfide, comprese quelle interne alle singole gare. La carriera vi farà partire delle competizioni regionali e vi farà arrivare, gradualmente e dopo aver soddisfatto le dovute condizioni, alle tante agognate World Masters
La buona varietà è rappresentata dalle diverse tipologie di competizioni, che spaziano dalle tipiche arene votate a un po' di sana e soddisfacente demolizione, fino ad arrivare alle corse all'interno di ovali asfaltati o gare miste, in cui le caratteristiche di spicco del gioco rimangono sempre presenti e fungono da variabile impazzita. Si consideri infatti che Wreckfest vi spingerà sempre a un approccio molto deciso, fatto di una conduzione di guida molto ruvida, aizzata da mini obiettivi come la distruzione di altri veicoli o speronamenti atti a far ruotare gli avversari su loro stessi. Naturalmente, oltre a far nascere in voi un forte senso di agonismo fino all'ultimo urto violento, gl'impatti avranno degli effetti negativi sulla tenuta della vostra vettura: non solo esteticamente, ma anche per quanto riguarda le prestazioni, le quali potrebbero influire pesantemente sul resto della gara e sul vostro piazzamento finale.

Wreckfest, recensione dell'erede di FlatOut e Destruction Derby

Symphony of Destruction
Non fate l'errore di pensare che Wreckfest, in virtù della sua natura, possa essere il tipico gioco "caciarone" dove la casualità è un fattore predominante, perché sarebbe di fatto un giudizio assai fuorviante. Se è vero che le gare di demolizione – e in generale il forte focus sui danni e sulla fisica dei veicoli – siano un po' l'immagine più forte che il titolo dà di sé, è vero anche che tutto il resto è talmente ben strutturato e aperto a diversi approcci da lasciare grande spazio alle abilità degli utenti. Tra gare in cui sono necessarie derapate, altre in cui bisogna ben calcolare velocità di entrata nelle curve  e ridurre al minimo gli errori o le svisate più sguaiate, Wreckfest non lesina in termini di vero impegno, pur rimanendo un titolo di corse estremamente più rilassante e spensierato rispetto ai simulativi. Ottenere i punteggi più alti significherà sbloccare le successive competizioni e sviluppare la progressione di gioco, legata a doppio filo al guadagno di soldi ed esperienza, utili per migliorare le caratteristiche dei veicoli e per accaparrarsi gli upgrade necessari, i quali lasciano ampio spazio alla personalizzazione senza mai scadere in un'eccessiva quantità di inutili orpelli. 
Il grado di abilità dei piloti verrà messo a dura prova tutte le volte: sia grazie ai tracciati ideati per l'occasione, ricchi di ostacoli, barricate fisse e distruttibili; sia dalla buona IA avversaria, che non risulta essere remissiva e anzi tende a pungolarvi continuamente.
Anche tecnicamente Wreckfest ha beneficiato alla grande del lungo periodo in accesso anticipato: nonostante l'alto numero di veicoli su schermo il gioco non ha singhiozzi e ogni incidente è davvero molto credibile, con lamiere e parti di auto che volano via e auto fuori uso che rimangono sui tracciati. I campionamenti audio danno forse un po' l'impressione di sentire dei rumori più vicini alla latta maltrattata che non a delle vetture reali, ma in generale c'è poco da lamentarsi dell'ottimo lavoro svolto da Bugbear, che si è presa i suoi tempi per portare a termine un lavoro che in fin dei conti ha dato degli ottimi frutti.
  • + Gran quantità di contenuti
    + Ottimo motore fisico e sistema dei danni
    + Divertente e impegnativo
  • - Non tutti i dettagli grafici sono al top
    - Campionamento audio delle vetture non proprio realistico
voto
8

Memori degli errori compiuti da chi sin troppo è rimasto in early access, facendo naufragare i propri progetti, Bugbear ha compreso come sfruttare il feedback dell'utenza e lavorare ascoltando i consigli: Wreckfest è il risultato di cinque anni di lavoro ottimamente portati a termine, un titolo di corse diverso dal solito a cui di fatto non manca nulla. Wreckfest è la sorpresa di questa estate per gli amanti del genere.

0 COMMENTI