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Hearthstone: Bosco Tetro, la recensione della nuova espansione

Non il miglior risultato di sempre

Recensione
A cura di del
La fine dell'anno del Mammuth ci fa entrare nell'anno del Corvo, con tutti i pro e i contro che si porta con sé lo switch da un anno all'altro nell'universo di Hearthstone: alcune espansioni entrano nel formato Selvaggio, abbandonando lo Standard e costringendoci a cancellare alcuni dei nostri mazzi, altre carte iniziano a inserirsi nel meta puntando a quella innovazione che è tipica del gioco di carte collezionabili di Blizzard, che detiene il primato del genere per utenza e per capacità di fuoco nella sua continua produzione di contenuti. Con l'uscita dal formato Standard di Sussurri degli Dei Antichi, Una notte a Karazhan e Bassifondi di Meccania, è tempo di accogliere l'espansione di Bosco Tetro, che porta con sé alcune interessanti novità, ma anche delle cruciali problematiche che, dopo tanti anni di sviluppo e di esperienza, non ci si aspetterebbe più dal team di sviluppo. 

Hearthstone: Bosco Tetro, la recensione della nuova espansione

Non gradiamo avventurieri

Bosco Tetro si è presentata in maniera abbastanza sottotono: innanzitutto è forse la prima volta che un'espansione di Hearthstone non è stata accompagnata da reveal che hanno scosso la community. Indubbiamente la prima problematica si è palesata nelle keyword che sono state proposte per l'Anno del Corvo, novità che non hanno suscitato grande scalpore. Parliamo chiaramente di Eco e Assalto, due meccaniche decisamente basilari e che così come sono immediate da padroneggiare risultano anche delle idee molto puerili: la prima, Echo, permette a una carta di tornare in mano ogni volta che viene attivata e rendersi così rigiocabile ogni volta che vorrete; la seconda, invece, vi permetterà di attaccare altre creature non appena giocate, quindi una carica che non può andare face, ma esclusivamente contro un altro servitore. Assalto, come vi ricorderete sicuramente, era già stata sperimentata con il Gigantosauro Fulminante, che aveva nel suo grido di battaglia la medesima meccanica; ad aver proposto un Echo ante litteram, invece, era stato Evoluzione Instabile, che vi permetteva di trasformare un vostro servitore in un altro che costava un mana ogni volta che volevate nello stesso turno. Insomma delle novità che a conti fatti non sono tali e non riescono a inserire qualcosa di effettivamente rinfrescante al meta, che anzi si è riempito, in pochi giorni, di deck che sembravano essere oramai diventati desueti. Tra questi, per esempio, il Quest Warrior, che è improvvisamente ritornato in auge, come i primissimi tempi delle quest. Ciò che effettivamente prova a mutare la partita è la classe dei Worgen, carte servitori che scambieranno i valori di attacco e di salute ogni volta che si ritroveranno nella vostra mano, così da permettervi di scegliere quando effettivamente giocarli e approfittare dei valori che vi sono più comodi in quel momento. Chiudiamo con due piccole postille, una positiva e una negativa: quest'ultima va rumorosamente a infrangersi contro l'assenza di una modalità PvE, che nelle ultime espansioni aveva intrattenuto a lungo la community, soprattutto grazie a quelle missioni che richiedevano espressamente - come nei Bassifondi di Meccania - di sconfiggere un determinato numero di boss nelle spedizioni per ottenere delle buste in più. Dopo aver quindi creato anche una sorta di trama ed essersi inventati delle sfide a tema con Karazhan, il team di sviluppo ha ridotto all'osso i contenuti single player e ha proposto soltanto delle nuove carte che vanno ad aggiungersi al meta. Un aspetto che fa storcere un po' il naso, purtroppo: in futuro verrà aggiunta, ma per adesso segnaliamo questo aspetto come lacunoso. Per quanto riguarda la nota positiva, invece, possiamo assicurarvi che concettualmente parlando l'aver inserito la possibilità di creare dei mazzi basati esclusivamente su delle carte dispari o pari rappresenta un'innovazione nel vero senso della parola.

Hearthstone: Bosco Tetro, la recensione della nuova espansione

Mostrami il tuo grido
Posta sempre la premessa che Hearthstone è un titolo che riesce a evolversi nel corso dell'anno e delle settimane successive alla pubblicazione dell'espansione e che quindi tutte le analisi iniziali rischiano di essere sovvertire anche dai primissimi nerf, passiamo ad analizzare alcune delle carte che in Bosco Tetro ci sono sembrate più performanti, rischiando però di essere anche eccessivamente fastidiose quando giocate dagli avversari. Inevitabile non soffermarsi e partire dal Ciciazampa, una carta che presenta una criticità soprattutto per quanto riguarda l'animazione: la creatura, della quale a breve vi diremo caratteristiche e keyword, va a emulare Yogg-Saron, il mana 10 che lanciava una magia casuale per ogni magia che era stata utilizzata nel corso della partita, andando ad allungare di tantissimo, dal punto di vista dell'animazione utilizzata, la partita stessa. Dal punto di vista del design ci è sembrata una mossa davvero poco furba, soprattutto in un'epoca in cui la tempestività è tutto e si cerca di perseguire una rapidità dell'azione sempre più alta: fermarsi addirittura un minuto ad assistere all'animazione del Ciciazampa, magari anche in combo con l'Elementale Mormorante che raddoppia il grido di battaglia di qualsiasi servitore in quel turno, rallenta di tantissimo una sfida che è magari arrivata al suo culmine e ambisce a essere chiusa in brevissimo tempo. Inoltre il mana 9 dello Sciamano, con la sua keyword, risulta essere eccessivamente fuori scala: la sua caratteristica è quella di ripetere su bersagli casuali gli stessi gridi di battaglia lanciati nel corso della sfida, il che se unito a una carta come Succhiavita, un mana 4 che infligge 3 danni all'eroe avversario e rigenera 3 di salute al vostro eroe, può effettivamente permettervi di ribaltare una sfida. Va da sé che tale carta vanifica completamente la presenza di una strategia: basterà giocare i Gridi di Battaglia e attendere l'arrivo del turno 9 per giocare il Cicazampa, che può portarvi alla vittoria senza un'abilità particolare. Passando oltre è abbastanza evidente notare come Lord Godfrey, un mana 7 che ha come Grido di Battaglia la possibilità di infliggere 2 danni a tutti gli altri servitori e ripeterlo finché ce ne sarà uno che muore, e la Signora in Bianco, un mana 6 del Sacerdote che vi permette di lanciare Fuoco Interiore sui servitori nel vostro mazzo e impostare l'Attacco uguale alla Salute, siano tra le carte più performanti di questa nuova espansione. Da non sottovalutare anche la presenza della Aviana Oscura, un mana 5 del Druido che vi permette di giocare gratuitamente la prima carta di ogni turno: messa in combo con la Scheggiatruce, mana 8 sempre del Druido che vi permette di selezionare un vostro servitore e di generare una copia 10/10 mana 10 nella vostra mano, Aviana diventa micidiale e crea una combo davvero distruttiva per il Druido. Senza voler continuare con una lista della spesa che non siamo interessati a realizzare, possiamo dire che alcune idee interessanti in Bosco Tetro ci sono, pur essendo abbastanza disarmante l'idea di proporre una carta come il Ciciazampa, che inevitabilmente dovrà essere nerfata già nelle prossime settimane, il che rappresenterebbe un'ammissione di un errore non indifferente da parte di Blizzard.
  • + Ci sono delle meccaniche interessanti da usare
    + Poste le basi per un futuro migliore
  • - Le nuove keyword non sono esaltanti
    - L'assenza del PvE
voto
7,5

Bosco Tetro non ha aggiunto grandi rivoluzioni al meta, anzi si è adagiato su quello che era un piano già rinforzato e gradevolmente assestatosi su alcuni dettami delle precedenti espansioni: l'assenza di una modalità PvE ha tolto diverse ore di divertimento a quei giocatori che non bramano di lanciarsi in un competitivo sempre più appiattito a favore dei giocatori che puntano alla vittoria nuda e cruda e non al divertimento. Come sempre bisognerà guardare al futuro e attendere l'evoluzione di quel meta che da tempo si lascia condizionare dalla curiosità iniziale e che poi si lascia trasportare in un vortice di monotonia. In tutto questo, però, si può tranquillamente dire che Hearthstone ha visto espansioni migliori nei mesi passati.

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