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Genital Jousting, la recensione del party game definitivo

Per rompere il ghiaccio ed altre cose.

Recensione
A cura di del
In un mondo, quello videoludico, in cui i soldati sono nerboruti e invincibili, gli uomini sono tosti e il machismo ha contagiato anche le protagoniste femminili delle storie che tanto amiamo giocare, esiste un party game dove si interpretano dei flaccidi, ingestibili e coloratissimi peni. Si chiama Genital Jousting, ed è la fatica di quei geniacci di Free Lives (già autori di Broforce), pubblicato ovviamente dagli eclettici Devolver Digital.
Il titolo ha alle spalle la storia tipica delle produzioni Steam indipendenti, un lungo periodo in accesso anticipato – nel quale è diventato famoso ed apprezzato – con aggiornamenti ed aggiunte continue da parte del team, fino alla release finale avvenuta il 20 gennaio scorso. Le modalità multiplayer, il cuore della produzione, erano già presenti da tempo, ma in occasione dell’uscita pubblica, Free Lives ha aggiunto una modalità storia a sorpresa.

Genital Jousting, la recensione del party game definitivo

The Penis Parable
John è un “peen” come gli altri. Se la vive in tutta tranquillità, ha un buon lavoro in una fabbrica che produce vibratori e dildi di ogni tipo, e tutto sommato non ha nessun grosso problema nella vita. C’è però una telefonata, un messaggio o un invito ad un evento su Facebook che terrorizza quella fascia di popolazione dai venticinque anni in su: la rimpatriata degli amici di scuola. Personalmente provo terrore per questo tipo di eventi, li evito clamorosamente quando possibile, e la paura di John la sento alle parti basse proprio come lui. John viene invitato proprio ad una rimpatriata del liceo, un evento che di lì a qualche mese costringerà il nostro eroico membro ad una serie di acrobazie per rimettere in sesto la sua vita. Rimettersi in forma e trovare una fidanzata sono gli obiettivi primari, soprattutto quest’ultimo che occuperà la maggior parte del tempo della fallica vita di John. La storia viene raccontata da una suadente voce narrante che ricorda il mai troppo lodato The Stanley Parable, e proprio come il titolo di Galactic Cafe accompagna le vicende di John fino all’epilogo della breve avventura. Potrà sembrare una valutazione eccessiva considerando il tenore del prodotto, ma alla fine la storia ha un senso, e riesce addirittura a fornire una lezione di vita del tutto inaspettata. Tra i tentativi disperati nel trovare un’accompagnatrice per la rimpatriata del liceo, gli sforzi in palestra per tornare ad avere un fisico tonico, gli approcci improbabili tramite una parodia di Tinder. C’è tanto umorismo, perché un gioco del genere non può prendersi certamente troppo sul serio, ma alla fine, sorvolando sulla miriade di peni (maschi e femmine, ovviamente) che compaiono a schermo, Genital Jousting restituisce uno story mode breve quanto intenso. Esaurito il melanconico finale si scopre la natura vera del titolo Free Lives: il multiplayer più dissacrante mai visto.

Genital Jousting, la recensione del party game definitivo

Pene cooperative
Genital Jousting può essere giocato con altri giocatori online, oppure con delle ben più preferibili persone accanto. Inutile specificare quanto ci voglia un pochino di disinibizione per affrontare una partita, ma è anche un bel modo per rompere il ghiaccio. In fondo, cosa c’è di meglio di una manifestazione di affetto improvvisa e non richiesta per prendere confidenza con uno sconosciuto?
Il multiplayer offline permette di giocare fino ad otto giocatori. Per affrontare i minigiochi proposti bisogna solo muovere il proprio pene, pertanto con una tastiera oppure un controller possono giocare fino a due persone, i quali condivideranno la periferica per muovere il proprio membro. I minigiochi offerti sono parecchi, e si dividono tra la modalità tradizionale e party, nelle quali l’unica differenza è il tipo di competizione in cui i giocatori dovranno cimentarsi. Le attività ricordano un po’ quelle di Wario Ware, dei giochi molto veloci il cui funzionamento è suggerito da una semplice istruzione di una frase. Il tutto è chiaramente votato alla comicità relativa ai doppi, tripli e quadrupli sensi. Capita di doversi penetrare l’un l’altro per formare dei cerchi, evitare delle siringhe in caduta libera, vincere una gara su un percorso pieno di ostacoli, ingoiare più cibo (indovinate da dove) ed infilare più vibratori possibili (dovreste aver indovinato dsove), e tanto altro. Genital Jousting, con persone un pochino disinibite e pronte a non prendersela, vi farà piangere dalle risate, perché dopo lo smarrimento iniziale sentirete i vostri compagni urlarvi contro perché vogliono penetrarvi oppure essere penetrati (in uno dei minigiochi, per vincere bisogna fare entrambe le cose). Il divertimento è ovviamente da considerarsi relativamente effimero, perché alla fine l’azione di gioco è abbastanza ripetitiva e fa leva sull’effetto gregge che sulla bontà dei giochi in sé (pur apprezzabile).
  • +Modalità storia inaspettatamente elaborata
    +Si può giocare in tanti
    +Dissacrante e divertentissimo
  • -Umorismo non per tutti
    -Da prendere col contagocce per non annoiarsi
voto
7,5

Genital Jousting è il party game più dissacrante mai visto. La modalità storia aggiunta in concomitanza con la release è un inaspettatamente buon esercizio narrativo, che dimostra quanto la produzione di Free Lives non sia affatto un tentativo di diventare famosi nel modo più facile possibile. Ma la vera forza è appunto la modalità giocatore: becera, divertentissima ed assuefacente. Da giocare in tanti, con le persone giuste, è probabilmente la cosa più divertente da fare con un controller in mano in compagnia di qualcuno la sera, parafrasando una famosa pubblicità altrettanto ammiccante di una famosa console portatile.

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