Questo sito utilizza cookie anche di terze parti necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la nostra cookie policy.
Cliccando sul tasto ACCETTA dai il consenso all’utilizzo dei cookie, il messaggio sul banner verrà nascosto. 

Need for Speed Payback, le prestazioni su PC e come domare i suoi cavalli

Il Frostbite torna in pista ma non fa paura ai PC

Speciale
A cura di del
Quest’anno è verrà molto probabilmente ricordato per lo sgomitarsi di tre enormi titoli di simulazione corsistica, che sono usciti a brevissima distanza uno dall’altro. Tra Project Cars 2, Grand Turismo Sport e Forza Motorsport 7 c’è solo l’imbarazzo della scelta per gli appassionati della simulazione al volante. Per chi invece cerca un intrattenimento più immediato, semplice e caciarone, l’unica opzione disponibile è Need for Speed Payback, ultimo capitolo della celebre saga EA, che torna a due anni di distanza dal famigerato reboot che purtroppo non ha avuto il dovuto seguito. Nonostante gli appassionati continuino a richiedere un ritorno ai capitoli più iconici della saga, ossia gli Underground, anche con l’uscita del 2015 l’obiettivo non è stato centrato appieno, con critica e pubblico che hanno accolto con relativa freddezza il tentativo nostalgico di Ghost Games. Di tutta risposta Payback intraprende una strada completamente diversa e inserisce il giocatore in una situazione molto più incentrata sull’evolversi della storia, piuttosto che sulla personalizzazione e la libertà d’approccio.

Need for Speed Payback, le prestazioni su PC e come domare i suoi cavalli

Le raccomandazioni
Nei giorni scorsi abbiamo già avuto modo di mettere le mani sulla versione console del nuovo titolo di EA e a questo link potete leggere l’intera ed esaustiva recensione di Domenico Musicò. Ma come si comporta su PC? Iniziamo col dire che Need for Speed Payback gira sulle solide basi del Frostbite Engine, che nelle sue più recenti incarnazioni è diventato sempre più malleabile e scalabile, in modo tale da poter lasciare lo spazio agli sviluppatori di lavorare sin dalle console fino ai PC di fascia alta, senza doversi ritrovare a svolgere extra lavoro di ottimizzazione. Di conseguenza anche i requisiti minimi di sistema di questo gioco sono particolarmente permissivi: secondo EA per poter far girare Payback sul preset “Basso” a 720p/30FPS è necessaria almeno una Nvidia GeForce GTX 750Ti o una AMD Radeon HD 7850, con 6 GB di RAM di sistema a supporto. A questo punto però ci si ritrova un po’ troppo basso nel confronto con le console (si intende i modelli base e non le versioni “potenziate”) che in comparazione si aggirano attorno al preset “Medio” con una risoluzione di 1080p e un aggiornamento dell’immagine a 30 FPS. Per raggiungere il preset “Alto” a 1080p/60FPS, infatti EA consiglia di dotarsi di una Nvidia GeForce GTX 1060 o di una AMD Radeon RX 480, in entrambi i casi con almeno 4 GB dedicati e invece 8 GB di sistema.



La strada vera
I nostri test sono stati svolti principalmente su di una macchina equipaggiata con una modesta Nvidia GeForce GTX 1050 Ti con un centinaio di mhz di overclock rispetto alla frequenza di stock e 8GB di RAM DDR4, oltre a ovviamente un processore Intel i7 di settima generazione che durante l'esecuzione del gioco fatica a raggiungere l'80% di utilizzo. Una configurazione che quindi dovrebbe ricadere nel mezzo tra le due sopracitate e che invece ci ha riservato non poche sorprese. Al primo avvio il gioco posiziona le impostazioni grafiche su “Automatico” che nel nostro caso si tratta di una combinazione di settagi tra l’”Alto” e il “Medio”, con un gameplay che così resta ancorato sopra i 60FPS finché si mantiene la risoluzione 1080p. Sorprendentemente, con questa componentistica comunque molto abbordabile dal punto di vista economico, possiamo spingerci fino al preset “Ultra” andando però a sacrificare un po’ di frame per secondo, che caleranno tra i 40 e i 50 di media, con crolli estemporanei che possono anche raggiungere la zona dei 35 nelle scene più complesse; purtroppo però non è presente un selettore per quanto riguarda il limite dei frame, ma in questo caso l’opzione di limitare a 30FPS avrebbe aiutato a migliorare la stabilità. Ovviamente il consiglio è sempre quello di giocare con il frame rate più alto e stabile possibile, specialmente per quanto riguarda i giochi di guida, ma in questo caso è evidente che lo sviluppo sia stato portato avanti con le console in testa e quindi con i 30FPS come struttura di base, dunque è per certi versi legittimo voler alzare la qualità grafica a discapito della fluidità. Sia nel caso che si opti per il setting “Ultra” con framerate variabile o quello “Alto” con gli FPS fisi a 60, il risultato è comunque di molto avanti alla controparte console, anche se ci saremmo aspettati molto di più da dal Frostbite, che anche in questo caso dimostra sì la sua flessibilità, ma anche che solamente DICE riesce veramente a sfruttarlo al massimo e a tirarne fuori opere dall’impatto visivo travolgente. Questo Need for Speed Payback, di contro, indipendentemente dai presett o dalla piattaforma su cui lo si gioca, si presenta quanto mai piatto e anonimo, soprattutto in confronto al precedente lavoro di Ghost Games che non brillava certo di forza bruta sul lato tecnico, ma almeno sapeva distinguersi con dei filtri particolari.

Need for Speed Payback, le prestazioni su PC e come domare i suoi cavalli

Le buche
Tornando invece sul versante tecnico della versione PC, è giusto sottolineare come installare gli aggiornamenti dei driver di Nvidia GeForce Experience, che in questi giorni sono usciti con una versione esplicitamente pensata per Payback sia importante e che a conti fatti migliorano effettivamente la stabilità del gioco. Stabilità che è comunque minata da non pochi glitch o bug, come quello che sembra affliggere diversi giocatori, tra cui noi stessi, che costringe l’esecuzione del gioco in finestra, in quanto ci si ritrova di fronte ad uno schermo nero se si tenta di avviare il gioco a schermo intero. Con la magica combinazione “Alt+Invio” è possibile passare tra le sue impostazioni e selezionando “Schermo Intero” in un secondo momento, all’interno delle impostazioni di gioco, sembra risolversi il problema, che resta comunque molto fastidioso. In più, nonostante gli 8GB di RAM richiesti, il gioco sembrerebbe chiederne molta di più, tanto da arrivare a del micro stuttering quando il gioco inizia a caricare una nuova zona. Queste interruzioni possono diventare particolarmente fastidiose quando si è lanciati ad alta velocità, ma le si possono ridurre abbassando leggermente la qualità delle texture.

In conclusione possiamo riassumere dicendo che Need for Speed Payback non è un mostro dal punto vista grafico e non dà al giocatore molta possibilità di lavorare sui settaggi fini. Su PC può essere gestito anche con componenti modeste e già con con una GTX 1050Ti si può andare ben oltre alla qualità generale dell’immagine prodotta dalle console, con il doppio del framerate. Ovviamente se invece volete lanciarvi nella nextgen con la risoluzione 4K e 60FPS stabili, farete meglio a preparavi perché dovrete tirare in campo almeno una GTX 1080 o la recentissima GTX 1070Ti

0 COMMENTI