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Mario + Rabbids: Donkey Kong Adventure, la recensione dell'espansione

Ubisoft Milan ci riesce ancora

Video Recensione
A cura di del
Mario + Rabbids: Kingdom Battle è stato - non bisogna mai stancarsi di ripeterlo - un evento storico per il mondo dei videogiochi. Quando se ne parla all’estero in pochi sanno che è un prodotto interamente italiano e ne restano sempre strabiliati, perché - a conti fatti - dal nostro Paese escono così poche produzioni internazionali che possiamo arrivare a contarle sulle dita di una mano. Che se ne produca una così ben realizzata, così di successo, capace di far parlare di sé dall’E3 dello scorso anno a oggi, può indubbiamente sorprendere ed è giusto che sia così: la nostra creatività deve infondere l’ “effetto wow”, deve emozionare. Mario + Rabbids: Kingdom Battle lo ha fatto e a un anno di distanza da quelle lacrime di Davide Soliani, direttore creativo di Ubisoft Milan, siamo qui a parlare di Donkey Kong Adventure, la prima espansione di Mario + Rabbids. Senza Mario. 

Mario + Rabbids: Donkey Kong Adventure, la recensione dell'espansione

Scimmie genetiche
Donkey Kong sta vivendo una nuova primavera, come dimostrato anche dalle recenti release di Nintendo su Switch, per questo ritrovarlo in Mario + Rabbids è un perfetto continuum di quanto stiamo vivendo in questi primi mesi del 2018. L’espansione - perché di DLC si fa fatica a parlare - parte con una struttura stand alone, al di fuori di quella che è la continuity del titolo originale: la collocazione narrativa è esattamente dopo la fine del primo capitolo della storia principale, subito dopo la sconfitta di Rabbid Kong. La storia prende una strada completamente parallela, che vede Rabbid Peach molto più al centro dell’attenzione e finalmente soddisfare le proprie necessità di fashion blogger mancata. Rabbid Kong, che non vuole arrendersi alla sconfitta, attiva la famosa lavatrice, pomo della discordia dell’intera diatriba che ha coinvolto il regno dei funghi, e trascina con sé Rabbid Peach. La attraente e fulgida donzella si ritrova così catapultata in un universo diverso, per l’appunto quello di Donkey Kong, accanto allo scimmione e a Rabbid Cranky, un coniglio che richiama ovviamente Cranky Kong, figura anziana e quasi paterna di Donkey. Al terzetto, che non sarà sostituibile, spetterà ristabilire l’ordine naturale delle cose e annullare l’equità del caos, debellando una volta per tutte il baccano provocato da Rabbid Kong.
Mario + Rabbids: Donkey Kong Adventure, la recensione dell'espansione

Banane, salti, voli
L’espansione ha una durata di circa otto ore, comprendendo anche tutti gli enigmi proposti nel corso dell’avventura, che si ramifica in quattro diversi ambienti principali, e ripetendo quasi mai le battaglie, salvo quelle un po’ più ostiche. Donkey Kong Adventure, infatti, ha dalla sua una difficoltà meno elevata rispetto al gioco principale: complice è sicuramente la presenza di Donkey, un eroe che sovente si dimostrerà letale contro i nemici, soprattutto per il numero di azioni che può inanellare consecutivamente e per l’utilizzo del suo boomerang, capace di colpire più di un avversario a volta. Il team è perfettamente bilanciato, con Rabbid Peach che, a differenza degli altri due, insegue più un ruolo da healer che da vera assaltatrice, quasi come faceva la principessa Peach in Kingdom Battle, nonostante fosse armata di un temibile cannone. Questo significa che lo stesso Cranky risulta mortifero, grazie non solo alla sua arma secondaria, che equivale a un lanciagranate ad area, ma anche per la sua balestra che ha un raggio d’azione a cono. Sia quest’ultimo che Donkey hanno dalla loro l’occhiataccia, ossia la possibilità - come Super Mario in Kingdom Battle - di colpire un avversario non appena questi si muova, a prescindere dal turno. Non siamo ancora arrivati a spiegare le abilità dello scimmione, ma avete già ben capito che in un solo turno potreste arrivare a colpire gli avversari anche cinque volte, dato che l’occhiataccia di Cranky potrà essere doppia nelle fasi più avanzate del gioco. Per quanto riguarda Kong si apre una sequela di modifiche che il team di sviluppo di Ubisoft Milan ha messo in pratica. Donkey ha nella sua abilità più forte e unica la possibilità di afferrare un nemico, un compagno di squadra o una copertura e lanciarla contro un avversario o in un altro punto della mappa: nel secondo caso potrete danneggiare il nemico, ma anche avvicinarlo a un compagno di squadra con un raggio d’azione contenuto, nel primo caso invece potrete concretizzare anche un meraviglioso effetto domino, lanciando un nemico contro un altro e danneggiando entrambi. Allo stesso modo lanciare i compagni di squadra si rivelerà un’operazione più performante di quanto crediate, soprattutto a fronte del fatto che Rabbid Cranky ha dalla sua la capacità di danneggiare gli avversari attorno ai quali precipita. Inoltre Donkey riesce a coprire la mappa in lungo e in largo grazie alle sue ben note capacità di movimento: non solo potrà salire sulle zone rialzate senza aver bisogno di tubi o altro, ma potrà anche spostarsi grazie ai soffioni da un posto all’altro, addirittura trasportando con sé nemici, oggetti o compagni di squadra. Ribaltare una battaglia e rimetterla a vostro favore da una situazione di svantaggio, grazie a Kong sarà immediato e gradevolissimo, dimostrando che per quanto possa sembrare facile da utilizzare, Donkey è molto stratificato nel suo battle system e va padroneggiato adeguatamente. Nelle otto ore di gioco, state pur certi che riuscirete sempre a trovare qualcosa di nuovo che possa darvi l’ “effetto wow” di cui parlavamo poc’anzi, dimostrando che il disegn dello scimmione è davvero unico e forse irripetibile. 

Mario + Rabbids: Donkey Kong Adventure, la recensione dell'espansione

Nemici noti
Un aspetto sicuramente positivo, e che ci era capitato di segnalare già in fase di hands-on, è la volontà da parte del team di rendere anche più variegata l’offerta delle battaglie. Oltre ai mid-boss e alle battaglie con i boss - di cui quelle con Rabbid Kong sono le più ispirate - le canoniche “sconfiggi tutti” vengono intervallate da sfide alla ricerca di pezzi della lavatrice distrutta o anche dalla necessità di anticipare alcuni nemici sul raggiungimento di una data zona della mappa. Senza dimenticare anche la distruzione di banane avvelenate che vanno a inficiare la tranquillità dell’universo. Non si ha quasi mai quella sensazione di diluito e né ci viene in mente di dire che l’intera espansione poteva essere condensata in meno ore: il divertimento è ben orchestrato, ma ciò che disturba leggermente è il dover affrontare sempre gli stessi avversari. Dopo aver presentato di volta in volta le novità del caso, le alternative si riducono a pochissimi generi: è chiaro che siamo dinanzi a un’espansione e non possiamo pretendere la medesima varietà affrontata nel gioco originale, ma questo è il rischio che si corre dinanzi a un alto numero di ore di gioco da affrontare e dopo aver incontrato per l’ennesima volta gli stessi avversari il tutto diventa ripetitivo e stancante. Il problema viene amplificato anche nell’end-game, con le sfide che non fanno altro che ripetere le battaglie che erano già state proposte nel corso dell’avventura, come per esempio l’interrompere l’avanzata dei trafficoni, che trasportano banane malefiche. Un aspetto che, in ogni caso, non condiziona eccessivamente la qualità del prodotto, che resta in ogni caso alta.
  • + Battle system ribaltato in maniera vincente
    + Battaglie movimentate e level design validissimo
    + Divertente, ironico, ispirato
  • - Nemici troppo ripetitivi
voto
8,5

Donkey Kong Adventure è un’aggiunta più che valida a Kingdom Battle, dimostrando quanta creatività ha avuto Ubisoft Milan in questi anni e quanta ancora potrebbe averne: aver ribaltato l’intero gameplay per integrare le meccaniche di Donkey Kong è stato un lavoro encomiabile e che ci ha divertito, anche stavolta. Segnaliamo soltanto la presenza di un bug fastidioso che ci ha costretti a ripartire dal menù principale: durante uno dei puzzle - che tra l’altro ci sono sembrati più facili e immediati di Kingdom Battle - Donkey è praticamente sparito, impedendoci qualsiasi movimento, che ci è stato precluso. Un problema che non si è ripresentato, in ogni caso, permettendoci di godere queste otto ore in grande gioia.

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