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Il finale di Super Mario Odyssey dimostra che Nintendo sta cambiando

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Prima di cominciare, nel caso in cui la parola “finale” non sia abbastanza esplicativa, specifico che questo articolo è meglio che lo leggiate solo dopo aver finito Super Mario Odyssey. Quindi, mettiamo un po’ di 

SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER


in grassetto giusto per quelli che danno un’occhiata e non si fermano a leggere. Bene, possiamo proseguire.
Ieri ho finito Super Mario Odyssey. Per “finito” intendo ovviamente l’aver completato la storyline principale, e non l’aver collezionato ogni cosa presente nel titanico titolo per Switch. Quindi: scontro finale con Bowser e principessa salvate. La verità è che Odyssey finisce in un modo molto singolare per i canoni delle avventure dell’icona Nintendo.
Ovviamente Mario riesce a salvare Peach, peraltro cap-turando Bowser nelle fasi finali, ma le cose virano bruscamente verso una direzione inaspettata. Mario si fa avanti, con il tipico savoire-faire all’italiana, sfruttando lo scenario favorevole della superficie della luna, pur con un poco romantico Bowser stordito a terra sullo sfondo. È il momento di ricevere il tanto agognato bacio che da generazioni (di console) aspetta. La telecamera zooma su entrambi, alternando i primi piani, Cappy e Tiara guardano la scena speranzosi, Mario e Peach si avvicinano e, proprio mentre ti aspetti il pur inaspettato lieto fine romantico, succedono una serie di eventi ancora più sorprendenti, uno shyamalan twist by Nintendo.
Il finale di Super Mario Odyssey dimostra che Nintendo sta cambiando
Bowser si intromette tra i due tirando un feroce manrovescio a Mario ma non rapisce di nuovo Peach, le porge un mazzo di piante piranha per riconquistarla. La principessa si agita mentre Mario si adopera subito per mettersi in pari con l’odiato rivale, offrendo a sua volta un mazzo di fiori (quelli che fanno accelerare, non ricordo se hanno un nome preciso). A quel punto, stizzita dal comportamento dei due pretendenti, la nostra principessa se ne va, lasciando i due con un pugno di mosche, mentre Mario conforta Bowser con una pacca sul guscio. Per finire: Peach saluta tutti, Mario si spara una posa sfruttando la spinta della capoccia cornuta di Bowser, logo, stacco con jingle, fine.
Un finale del genere, francamente, è entusiasmante. Ero lì ad urlare “Bravi!” applaudendo sul divano. Mettiamoci anche che viene dopo un momento molto galvanizzate in cui si interpreta il Bowser cap-turato. Oltre ad essere ben fatto in termini di regia e messa in scena, è una sequenza che ribalta notevolmente tutto ciò che è stato il canone Nintendo in termini di avventure “mariesche”.
Sotto sotto, si fa il tifo per Bowser. In fondo non voleva davvero rapire Peach, ma semplicemente sposarla. Certo, contro il suo consenso e pur sempre portandola via di peso dal lussuoso castello, ma non ha mai esercitato violenza sulla biondina. E poi Mario, che prima si mostra compassionevole con il suo rivale in amore, per poi saltargli in testa al solo scopo di mettersi in posa per la stessa donna che, poco prima, ha scaricato entrambi con freddezza. Sempre Mario, così infantile da rivaleggiare con Bowser con un mazzo di fiori ed infine Peach, fredda ed austera come solo una nobildonna (acida) sa essere. In tutto questo Mario è, di fatto, sconfitto, Peach ha il coltello dalla parte del manico e nell’endgame si prende pure la briga di andarsene dal castello in fretta e furia (non ditemi dove perché non l’ho ancora scoperto).
Il finale di Super Mario Odyssey dimostra che Nintendo sta cambiando
Insomma, per un titolo Nintendo, soprattutto legato al suo personaggio di punta, non è mica male. Così tanto protettiva e tradizionalista con i suoi marchi, pronta a scagliarsi contro i contenuti non graditi caricati in rete, tra mod e video di YouTube, ma con il primo Super Mario per Switch si prende la briga di mescolare le carte. Nella citata sequenza in cui si impersona Bowser, c’è anche una musichina vagamente rock in sottofondo che strizza l’occhio ad alcuni momenti delle avventure in 3D di Sonic. Insomma, che sta succedendo?
Nintendo sta cambiando, e lo sta facendo su svariati livelli. Ne abbiamo parlato all’inizio dell’anno di questo argomento analizzando il lancio, ma soprattutto la precedente promozione, di Switch. Fortemente lontana dalle modalità con cui eravamo abituati a vivere il lancio di un hardware Nintendo che, per la prima volta, viene reso realmente sexy per il consumatore. Ce ne siamo accorti successivamente con il devastante Breath of the Wild, che evolve, omaggia e contemporaneamente fa rinascere dettami di The Legend of Zelda con un’avventura che sa di Game of the Year. E lo rivediamo con un Super Mario Odyssey che ci sta facendo interrogare tutti quanti su quale posizione occuperà all’interno della serie, perché in molti stanno mettendo in discussione la supremazia di Super Mario 64 e dei Galaxy.
Di sicuro, Odyssey fa un sacco di cose nuove. Diventa un open world con livelli che sembrano presi di peso da un Dark Souls, ed altri dall’estetica fin troppo lontana dai canoni come New Donk City. Infine, racconta i suoi personaggi mettendoli sotto una luce del tutto nuova.
A questo punto, voglio un Super Mario Odyssey 2 al più presto.

La freschezza di idee di Odyssey ricorda molto Breath of the Wild, ma il finale a sorpresa è rinfrescante. È sempre bello vedere quanto niente sia sacro, se gli obiettivi sono il divertimento e l’innovazione, neanche il fatto che Mario debba sempre salvare la Principessa Peach dal sempre (e stavolta forse un po’ meno) cattivo Bowser. Nintendo potrebbe averci preso gusto con questa storia di rivedere le sue posizioni, e non vedo l’ora di vedere se e come lo farà con altri suoi franchise storici.
Chissà che questa non sia l’ultima volta in cui Peach dovrà essere salvata?

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