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Farming Simulator, la recensione della Nintendo Switch Edition

L’agricoltura portatile su Switch

Recensione
A cura di del
È un bene che tanti titoli delle terze parti arrivino su Nintendo Switch, soprattutto se si tratta di videogiochi che hanno già riscosso tanto successo altrove, nonché in grado di raccogliere una grande fascia di pubblico. Non si vive di solo FIFA 18 quindi, ma anche di Farming Simulator, che arriva sulla console ibrida di Nintendo con la Nintendo Switch Edition. Si tratta, a conti fatti, di un simil-porting delle versioni per PC e console di attuale generazione, una versione appositamente studiata per essere fruibile su Switch, un’operazione simile a quella già fatta con il citato sportivo di Electronic Arts.

Farming Simulator, la recensione della Nintendo Switch Edition

La campagna in tasca
La versione su cui si appoggia questo Farming Simulator è Farming Simulator 17, e di quella edizione del simulatore di Giants Software prende i contenuti e lo scheletro. Parliamo quindi di due grandi mappe, una ispirata alla zona del Nord America e l’altra all’Est-Europa, oltre 250 veicoli agricoli con annessi strumenti, tutti supportati dalle licenze delle grandi aziende del settore come Challenger, Fendt, Massey Ferguson e Valtra. Parliamo anche di quel gameplay un po’ compassato, forse anche lento e poco adatto alle sessioni di gioco brevi a cui il giocatore medio di Switch è abituato, fatto di attività cicliche e metodiche, proprio come ci si aspetta da un simulatore di vita (e lavoro) agricolo.
Nei primi momenti, a prescindere dalla mappa che sceglierete per avviare la vostra campagna, ci si ritrova con la propria fattoria composta da tre appezzamenti di terreno, compresi di tutte le strutture necessarie per dedicarsi all’allevamento degli animali, nei dintorni c’è anche un’area boscosa dalla quale ricavare del prezioso legname, ed infine una manciata di mezzi da lavoro essenziali. Si comincia con un pick-up per gli spostamenti rapidi all’interno della mappa, passando per i mezzi più utili al lavoro come una mietitrice, un carrello da utilizzare con vari strumenti, una seminatrice ed un trattore. Non si comincia, insomma, nudi in un campo di grano, c’è una base da cui partire e delle attività da svolgere per mandare avanti l’azienda, e in questa iterazione del franchise tornano anche, come nel “capitolo 17” tutte quelle attività secondarie che cercano di riempire il vuoto di un ritmo di gioco inevitabilmente lento.
È possibile infatti dedicarsi a delle attività secondarie, che in termini pratici significa lavorare conto terzi, dei minigiochi di fatto in cui bisogna eseguire un compito nel minor tempo possibile. Questo tipo di attività sono presenti in buon numero, e sono anche una buona occasione per prendere pratica con un sacco di mezzi diversi, nonché con tecniche di lavoro e procedimenti particolari che, altrimenti, troverebbero il giocatore del tutto spiazzato quando dovrà metterle in pratica, per la prima volta, nella sua azienda.
A questo proposito, è bene segnalare l’introduzione del noleggio dei mezzi in questa edizione del gioco. Si tratta di un dettaglio fondamentale, perché consente di velocizzare non poco la progressione. Intanto, ora il negozio è visualizzabile in qualsiasi momento con la pressione del tasto “-“ sul Joy-Con sinistro (e questo ci fa riflettere sull’utilità della presenza del negozio fisico nella mappa), e tra le tante possibilità – che comprendono anche il mercato delle materie prime che potrete, ovviamente, acquistare e/o vendere – si può scegliere di prendere a noleggio uno dei tanti mezzi presenti nel gioco. Si paga ovviamente una quota iniziale, che cresce mano a mano in base alle ore di utilizzo, ma si tratta comunque di una spesa ben inferiore a ciò che si dovrebbe affrontare per l’acquisto di un mezzo più avanzato. Questo velocizza il gioco, come detto, perché permette di fare alcuni lavori in meno tempo e con più efficacia, ma soprattutto evita l’acquisto sconsiderato di mezzi magari troppo difficili da manovrare, o semplicemente non adatti alla propria azienda.

Farming Simulator, la recensione della Nintendo Switch Edition

Al di là di questi avvenimenti sparsi qua e là, la mappa di gioco è del tutto vuota. Ogni tanto si vedrà una macchina passare in strada, e questo è il livello massimo di interazione con il mondo esterno. Non ci si aspetta di certo l’open world di GTA V, considerato il budget e la natura stessa del gioco, però torna in questa Nintendo Switch Edition lo stesso nulla cosmico in termini di NPC ed interazioni ausiliare rispetto ai minigiochi di cui sopra.
Nonostante ciò non è che non ci siano cose da fare, anzi, sono pure troppe. Oltre a tutto il procedimento di preparazione e lavorazione del terreno, che può portare via abbondantemente anche delle ore in tutto il suo iter, c’è il taglio della legna con comprensivo trasporto, la cura degli animali, e la gestione generale dei mezzi di lavoro che richiedono, ovviamente, manutenzione e anche il più banale rifornimento di benzina. Ognuna di queste attività comprende un sacco di “cose” da fare, con più di un mezzo o strumento da sfruttare di volta in volta.
C’è sempre una grande attenzione ai dettagli quindi, alla volontà di fornire l’esperienza videoludica più vicina possibile alla realtà, un’attenzione che si paga con l’assenza totale di immediatezza nei primi momenti, e nei confronti dei giocatori alle prime armi. Esclusi i lunghi tutorial – che vi consigliamo di affrontare, soprattutto se è il vostro primo Farming Simulator – il gioco sbatte in faccia la realtà al giocatore, per così dire. C’è un brevissimo tour guidato che dura qualche istante, si viene introdotti all’uso dei veicoli e alla possibilità di assumere degli operai (leggi: intelligenza artificiale) che svolgano un incarico al posto nostro, e poi tocca al giocatore capire cosa fare e come. Sarebbe bastato introdurre una serie di incarichi guidati, o anche degli obiettivi in stile The Sims, i quali possono dare uno scopo e servono anche da facilitatore per le tante meccaniche di gioco presenti nel titolo.
Farming Simulator è quindi un gioco difficile da approcciare, una cosa che i fan della serie sanno, ma che potrebbe trovare fortemente spiazzati i neofiti, e potrebbero essere tanti considerato il pubblico variegato che Switch ha conquistato in questi mesi. Rimane anche una certa legnosità nello schema dei comandi che, come per la versione console, costringe a fare delle acrobazie con le dita, di tanto in tanto, per eseguire anche i più semplici movimenti con il più piccolo dei mezzi. Niente che non si impari con la pratica, ma niente che definiremmo “immediato” con leggerezza.

Farming Simulator, la recensione della Nintendo Switch Edition

Joy-Con rubati all’agricoltura
Breve commento finale sul rapporto tra Farming Simulator e la console ibrida di Nintendo. Ho giocato per la quasi totalità del tempo, per la mia prova del gioco, in modalità portatile. Su TV, Farming Simulator non mi ha dato problemi di nessun tipo, e nemmeno quando Switch è estratto dal dock. Lo schema dei comandi di cui sopra è complicato in ogni caso, e sia con o senza Grip non ho riscontrato differenze in termini di fruibilità. L’unico, vero, problema del giocare con la console tra le mani sono i menù che, pensati per il monitor di un PC o la TV di un salotto, risultano davvero piccoli e saltuariamente difficili da leggere a meno di non appiccicare quasi il naso sullo schermo. Il problema è reale perché, come detto, ci sono tanti menù da sfogliare con tantissime voci, già collegati in modo poco efficace tra di loro, ed è un attimo perdersi un messaggio di aiuto magari, oppure una nozione molto importante ai fini del gioco. Anche in questo caso ci si fa l’abitudine, ma il consiglio è quello di pensare Farming Simulator su Switch come un gioco da salotto, principalmente, anche per una gestione della telecamera poco lungimirante che, se non altro, la presenza di un TV può aiutare a rendere meno indigesta.
In termini grafici, questa versione del gioco è l’equivalente di un PC di fascia medio-bassa della versione originale. I modelli dei veicoli sono fatti discretamente, anche ricchi di dettagli per quanto riguarda la modellazione poligonale, ma il mondo di gioco è decisamente meno curato. Per mantenere una fluidità solida e mai altalenante, le ambientazioni sono costruite con il minimo necessario per renderle “guardabili”, diciamo. Farming Simulator non è di certo un gioco in cui ricercare panorami mozzafiato, e su Switch la questione è ancora più risolta in questo senso, con l’aggravante che, in alcune situazioni, si assiste a clamorosi caricamenti a vista di dettagli dello scenario, texture o elementi poligonali che siano.
  • ++ L'esperienza simulativa è senza rivali
    ++ Tante attività ed elementi da tenere in considerazione in ogni momento
    ++ Il noleggio e gli incarichi agevolano le prime ore di gioco
  • - Pochissimo supporto per i neofiti e gli inesperti
    - Ritmo di gioco fin troppo lento, alle volte
    - Per chi ne sentiva il bisogno, mancano le partite online
voto
8

Farming Simulator è di nuovo il miglior esponente del suo genere, anche su Switch. La sua fedeltà al realismo la si paga con una scontrosità notevole in termini di accessibilità da parte del giocatore, ed un ritmo di gioco compassato, lento e stimolante solo nella misura del completamento delle attività in sé. Se siete alle prime armi troverete un tutorial verboso e poco utile, e i primi momenti di gioco saranno a dir poco spiazzanti. Superato questo impasse, Farming Simulator vi saprà conquistare se l’idea della simulazione della vita contadina vi ispira. Per chi, invece, cerca l’esperienza tipica della serie in modalità portatile, la Nintendo Switch Edition è la trasposizione perfetta, che pecca solo per un comparto tecnico leggermente sotto tono e per l’assenza totale degli elementi multiplayer online dell’originale (non che fossero trascendentali, anche in quel caso).

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