Questo sito utilizza cookie anche di terze parti necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la nostra cookie policy.
Cliccando sul tasto ACCETTA dai il consenso all’utilizzo dei cookie, il messaggio sul banner verrà nascosto. 

Zone of the Enders The 2nd Runner Mars - tra nostalgia e futuro

Un capolavoro del passato e la tecnologia più innovativa

Provato
A cura di del
Mentre tutto il mondo si divide nelle reazioni all'ennesimo trailer criptico di Death Stranding, Konami continua il suo progetto di utilizzo di qualunque cosa Hideo Kojima abbia prodotto nei suoi anni presso la software house giapponese, riportando in auge uno dei lavori più belli e forse meno celebrati del game designer di Tokyo.
Zone of the Enders fu un progetto che con il ben più famoso Metal Gear condivideva pochissimo, forse solo una spiccata caratterizzazione dei personaggi, ma riprendeva e sviluppava all'ennesima potenza la più grande passione di Kojima: i Mecha, i robot in tipico stile giapponese, con battaglie mozzafiato che fino a quel momento nessun altro videogioco era riuscito a rendere così dinamiche e coinvolgenti. Se il primo ZoE non aveva suscitato scalpore, servendo unicamente da breve e timido prologo, The 2nd Runner aveva dato una svolta al gameplay, alla narrazione e alla direzione artistica da lasciare a bocca aperta e chi ha avuto la fortuna di viverlo ai tempi su PS2 difficilmente lo ha dimenticato. 
In un periodo di remastered, ZoE The 2nd Runner Mars ci sembra un tributo necessario e gradevolissimo, più che un'operazione di mercato: 4K e supporto VR, anche su PlayStation 4, sono quanto di meglio ci si potesse aspettare da fan del titolo originale, con la possibilità di decidere se apprezzare la qualità grafica al suo massimo o di vivere un'esperienza inedita a bordo del Jehuty, come se fossimo noi stessi il protagonista Dingo Egret.

Zone of the Enders The 2nd Runner Mars - tra nostalgia e futuro

Sulla carta suona tutto benissimo, ma la tecnologia VR ci ha abituato ad alti e bassi che talvolta riescono a trasformare una proposta allettante in un flop impossibile da fruire. Che sia motion sickness, scarso angolo di visione o semplicemente gameplay inadatto, non sempre i titoli che hanno deciso di affidarsi a questa nuova tecnologia sono riusciti a realizzare i sogni degli appassionati. ZoE è un caso ancora più particolare, perchè la modalità VR è ovviamente costretta ad abbandonare la visuale in terza persona e a introdurre il giocatore nella cabina di pilotaggio del Jehuty, cambiando radicalmente lo stile di gioco. ZoE 2nd Runner è un titolo velocissimo, ricco di elementi a schermo e incredibilmente dinamico, con piccole aree di gioco sfruttate a 360 gradi per i movimenti del nostro robot e di quelli nemici: la telecamera, anche se a volte risultava in cambi di visuale troppo repentini e disorientanti, faceva un ottimo lavoro nel coinvolgere al massimo il giocatore e nel dargli il miglior angolo di visione possibile, ma il passaggio in prima persona rappresenta uno stravolgimento troppo forte per mantenere intatto ed efficace quel funzionamento. La differenza è evidente: indossando il VR la velocità di gioco rallenta un bel po', come ci ha confermato in un'intervista Noriaki Okamura, Producer di questa edizione del gioco, e non potrebbe essere altrimenti; il risultato però è apprezzabile, quindi chiunque sia in grado di sostenere il sacrificio in virtù di un'esperienza inedita e "sognatrice" ha la possibilità di godersi il gioco senza troppi problemi. Nella nostra mezz'ora di gioco non abbiamo sofferto di motion sickness e ci siamo mossi agevolmente sia nei combattimenti contro nemici inferiori sia in quelli contro il boss di turno, per quanto la spettacolarità subisca un duro colpo negli uno contro uno, dove gli stupendi movimenti del Jehuty vengono sostituiti da dei "rimbalzi" dell'avversario che viene colpito nel corpo a corpo. 

Zone of the Enders The 2nd Runner Mars - tra nostalgia e futuro

L'aspetto peggiore però è quello delle cutscenes, sia quelle in CGI che quelle animate, dove il VR si traduce in un effetto cinema che ci mostra il video come stessimo guardando una TV: ZoE però ha una struttura che alterna una cutscene a quasi ogni sezione di gioco quindi ogni 3-4 minuti circa, il che non aiuta a mantenere intatta l'immersione del giocatore e anzi crea un effetto distruttivo che in ultima analisi ci porta a ritenere la modalità VR una piacevole alternativa, ma consigliamo a chiunque voglia rivivere o provare la vera esperienza di Zone of the Enders nella sua interezza di optare per il pad e magari un ottimo TV 4K.
Nella versione originale infatti il gioco si mantiene incredibilmente attuale, nonostante siano passati 15 anni e due generazioni di console, il che rende ancora più merito all'operazione di Konami e a questa seconda remastered che aveva già visto tornare i due capitoli su PS3. Chiunque non abbia mai giocato all'edizione originale non deve quindi temere "un'anzianità" che possa ridurre il tutto a un'operazione nostalgica, ma ha anzi l'occasione di recuperare una perla che merita di essere giocata, pur non offrendo quella potenza innovativa di cui godeva al momento dell'uscita, periodo nel quale ha rappresentato davvero un punto di riferimento unico per il genere. Insomma, se siete ancora convinti che Kojima sia solo Metal Gear o che i giochi PS2 siano roba vecchia, Zone of the Enders 2nd Runner: Mars è il titolo giusto per rimettervi in discussione e recuperare un must have che magari vi siete persi. Tutti gli altri non possono lasciarsi scappare l'occasione di rivivere l'avventura nei panni di Dingo Egret e godersi una periferica come il VR, qui sfruttata a dovere e meritevole di una chance.
  • [+] un classico da recuperare a tutti i costi
    [+] 4K e VR delle aggiunte che giustificano l'ennesima remaster

Il titolo di Kojima unisce un gameplay praticamente unico, un'estetica ammirevole e una trama degna della fama del game designer, con uno stile di narrazione coinvolgente e ricco di pathos che rende Zone of the Enders una delle perle dell'era PlayStation 2. Un gioco che ancora oggi si mantiene incredibilmente valido e adatto alla giocabilità moderna, aggiungendo inoltre una modalità VR perfetta per una seconda run e per concedere a nostalgici e sognatori l'occasione di salire a bordo del Jehuty: un'operazione non perfetta e che sacrifica un po' l'anima del gameplay, ma che riesce comunque a giustificare l'acquisto e riesce ad essere fruita senza problemi di visuale o di motion sickness.
Non riusciamo davvero a trovare un motivo per non consigliare ZoE 2nd Runner Mars a tutti: chi ci ha giocato e chi no, chi ama il genere e chi non lo ha mai attenzionato, possessori di VR e non. Il 6 settembre per PlayStation 4 e Steam.

0 COMMENTI