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PES 2019, provato il calcistico di Konami

Sarà l'anno del riscatto?

Provato
A cura di del
Sembrano ormai secoli da quando nei primi anni 2000 non esisteva titolo calcistico al di fuori di Pro Evolution Soccer. Per almeno otto anni la simulazione firmata Konami ha dominato senza un vero rivale, nonostante all'epoca a fare battaglia non ci fosse solo FIFA, ma anche This is Football. In Italia ma anche nel resto del mondo "IL" videogioco di calcio era PES, bello da giocare, personalizzabilissimo, graficamente ottimo e con alcune modalità che ancora oggi riescono a rievocare ricordi indelebili nei fan.
Quando però nel biennio 2009-2010 FIFA decise di rinnovarsi completamente, le cose iniziarono a cambiare e l'approdo all'attuale generazione nel 2013 segnò un declino che lasciò sempre più increduli i fan del titolo Konami: in appena quattro edizioni la situazione si era completamente ribaltata e adesso FIFA dominava il mercato. Si è dovuto attendere il 2016 per iniziare a rivedere una leggera ripresa, con il team di sviluppo deciso a ricostruire su nuove basi e a rendere nuovamente il gameplay l'elemento cardine del gioco. In effetti, per quanto poveri nelle modalità e in diversi altri aspetti, le ultime due edizioni di PES hanno mostrato un realismo e una qualità nella singola partita capaci di richiamare un discreto numero di giocatori ma, purtroppo, non di riportare la rivalità in equilibrio. Per questo quando ci siamo seduti per assistere alla presentazione del nuovo PES 2019 qui ad E3 non vedevamo l'ora di scoprire un ulteriore passo in avanti nella lotta contro il dominio FIFA, sapendo che questo rappresenta il secondo anno dei tre annunciati per la rivoluzione che secondo Konami dovrebbe riportare PES al top.
Potete immaginare la delusione quindi quando il provato ci ha mostrato invece un titolo che probabilmente si ritrova addirittura qualche passo indietro rispetto all'anno scorso.


Persa la Champions League, Konami ha puntato sulla ben più modesta International Champions Cup, così come sulle licenze di alcune leghe come la serie A brasiliana, quell'argentina o addirittura la Premier League russa in esclusiva. La nostra Serie A TIM quindi continuerà ad annoverare nomi non ufficiali come Piemonte e così via, ma se state giocando a PES saprete benissimo che in pochi giorni diventa facile applicare delle patch fan-made che sistemano tutti i nomi errati, le divise e i loghi.
Questo NON deve giustificare la tremenda mancanza di ufficialità che il parco squadre di PES soffre, ma se questo fosse il sacrificio da sopportare per avere un grande gioco, ci potrebbe anche stare. D'altronde, le licenze di FIFA sono intoccabili e c'è ben poco che Konami possa fare a questo punto, ma non si può certo dire che sia esente da colpe, considerando pure la perdita della Champions League che forse rimaneva la più prestigiosa delle esclusive di PES, per quanto poco sfruttata.
Rimanendo in tema, Konami si è assicurata non solo la partnership ufficiale con Barcelona e Liverpool, vantando il Camp Nou in esclusiva, ma oltre al testimonial Coutinho ha preparato una David Beckham Edition, un'edizione speciale dedicata alla leggenda inglese che ha ricevuto uno scanning completo risalente a qualche settimana fa, con tanto di tatuaggi e rughe al seguito. Beckham sarà disponibile come giocatore speciale per il myClub per chiunque acquisterà l'edizione dedicata, mentre saranno disponibili altre leggende come Romario, Roberto Carlos, Maldini e tanti altri. 
Concludono la lista delle novità lo scan 3D di oltre 40 stadi e nuovi aggiornamenti riguardanti le trattative nella Master League, adesso più dettagliate e flessibili, mentre ci è sembrato di capire che la modalità Diventa un Mito sia stata rimossa, ma confermeremo questo aspetto più in là.

PES 2019, provato il calcistico di Konami

Finita la presentazione è arrivato il momento di mettersi pad alla mano e provare le numerose novità annunciate in termini di gameplay. La più evidente e influente secondo noi è stata la fatica, che adesso viene mostrata anche visivamente con i giocatori che si piegano sulle ginocchia o si trascinano con difficoltà per tornare a coprire la loro zona dopo essersi spinti in avanti. Le sostituzioni veloci rendono più facile rimpiazzare i giocatori con giusto qualche pressione a gioco fermo, ma in generale ci siamo accorti che non si può affrontare più un'intera partita in sprint, visto che in generale la stamina si esaurisce più facilmente e le prestazioni crollano vistosamente quando non c'è più benzina nelle gambe. 
Non abbiamo avuto modo di assaporare appieno il nuovo sistema di dribbling, ma soprattutto perchè il problema principale di PES 2019 è la sua immensa lentezza: palla al piede i giocatori impiegano secondi interi a eseguire i nostri comandi, che siano passaggi o tiri o lanci lunghi, obbligando praticamente a giocare di prima; la difesa aggiuntiva, ovvero il raddoppio che possiamo richiedere al COM, è troppo veloce ed efficace e costruire un'azione offensiva sembra impossibile senza passaggi veloci e lanci filtranti. Questi ultimi a loro volta sono diventati letali, a fronte di una fase difensiva che è diventata evanescente: i terzini non seguono le ali che scattano in profondità, i centrali si muovono senza coerenza e qualche volta si scontrano tra loro, i centrocampisti difensivi non arretrano durante l'attacco avversario e nessuno va a chiudere le linee. Recuperare palla in PvP è un obbligo della difesa aggiuntiva di cui parlavamo prima, ma vs COM diventa una questione di fortuna. 

PES 2019, provato il calcistico di Konami

La parte peggiore diventa quindi la costruzione del gioco, non solo perchè i giocatori sono tremendamente lenti ad eseguire i comandi mentre i difensori COM sono rapidissimi e dai contrasti perfetti, ma anche perchè è diventato praticamente impossibile passare al giocatore scelto. In tre partite abbiamo perso una quantità spropositata di palloni e occasioni perchè l'intelligenza del gioco continuava a fare passaggi insensati, lenti e male indirizzati verso giocatori lontani, marcati e mal posizionati, mentre il Messi di turno che scattava sul filo del fuorigioco veniva completamente ignorato o, se nella direzione del pallone, lo evitava inspiegabilmente.
E' stato frustrante continuare a vedere passaggi inguardabili, incoerenti anche per la direzione scelta o la potenza selezionata, ma anche quando riuscivamo a creare per incredibile merito o fortuna un'azione pericolosa ci si ritrovava di fronte ad un'altra scottatura: i cross per i colpi di testa sono inutili, vedere Firmino o Suarez staccare in completa solitudine al centro dell'area con il pallone che arriva dal fondo e vedere la palla trasformarsi in un lento e innocuo lob verso le mani del portiere o il fondo è assurdo, soprattutto alla decima occasione identica.
Totalmente all'opposto invece i cross veloci a girare dal limite dell'area, pronti a essere raccolti dall'ala opposta lanciata in corsa che in spaccata la mette in rete quattro volte su cinque. 
I tiri da fuori area continuano a essere troppo facili per i portieri mentre il modo più facile di segnare sembra essere quello di buttarla in area in qualche modo, tanto tra difesa confusa, rimpalli multipli e passaggi suicida in qualche modo si finisce col segnare.
Unico punto fermo finora? La grafica, davvero incredibile grazie al FOX Engine, sia nei giocatori che nella resa dell'erba o della folla negli stadi. Arriva anche la neve, ma nonostante l'annuncio di un impatto tangibile nel gameplay oltre che nell'aspetto non ci siamo accorti in alcun modo di come l'incessante nevicare abbia influenzato la partita, rimasta identica a quella precedente con cielo sereno, senza contare che il campo non è mai diventato bianco in un'ora e mezza di nevicata.

  • [+] esteticamente fotorealistico
    [+] 40 stadi scannerizzati in 3D, fedelissimi
    [+] Camp Nou in esclusiva

PES 2019 non ci ha convinti nè nella fase offensiva, nè in quella difensiva, nè in quella di costruzione, nè tantomeno nelle licenze e modalità. Sembra quasi che Konami abbia fatto un passo indietro rispetto all'anno scorso e che l'unica certezza rimanga la qualità grafica merito del FOX Engine, ma tutto il resto ha sollevato più dubbi di quanti ne abbia risolti. In particolare il gameplay, che in PES 2018 ci aveva convinto, è totalmente crollato e ci auguriamo che questa sia ancora una fase in grado di essere sistemata, perché Konami ha anticipato ancora di più la release date e il 30 agosto 2018 è davvero vicinissimo. Avere un day one con un mese di vantaggio rispetto al concorrente potrebbe rivelarsi nient'altro che un flop se i problemi continueranno ad essere questi, ma il team di Konami deve rivedere praticamente tutto, a partire da quel gameplay che fino all'anno scorso era riuscito a fungere da ancora per quei fan che vogliono continuare a credere in PES. Per il momento, però, grande delusione.

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