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Fallout 76, anteprima del nuovo capitolo post-apocalittico di Bethesda

Il Vagabondo della Zona Contaminata non sarà più solitario

Anteprima
A cura di del
Giusto per rimanere in termini di olocausto nucleare, stanotte Bethesda ha lanciato la sua bomba.
Stiamo parlando di Fallout 76.
Arriverà il 14 novembre 2018, tre anni dopo il suo predecessore, e rappresenterà un vero punto di svolta per la serie, perché interamente incentrato sull’online. È quello che ha precisato subito Todd Howard, volto simbolo di Bethesda, durante la conferenza E3 di questa notte. 
Un esperimento rischioso, che va a rompere la lunga tradizione del GdR post-apocalittico fondato sul single-player. L’azienda statunitense sa di addentrarsi in un campo nuovo, rischioso ma avvincente, e per questo ha dedicato largo spazio durante la conferenza, per delineare meglio le caratteristiche di questo nuovo titolo.

Innanzitutto, si tratta di un prequel: Fallout 76 si colloca prima di Fallout 3 e 4, quasi a ridosso della guerra nucleare che ha ridotto il mondo in un’intera Zona Contaminata. Ciò è evidente anche dal Vault di riferimento, in quanto il 76 è uno dei primi rifugi antiatomici realizzati dalla Vaul-Tec nel West Virginia – che fa da ambientazione a questo nuovo capitolo -, in occasione del tricentenario del Paese a Stelle e Strisce. Sono infatti passati tre secoli da quando gli Stati Uniti si sono liberati dal giogo inglese nel 1776, mentre il 2076 rappresenta la libertà dall’apocalisse, grazie alla vita alternativa ma comunque fortemente ancorata all’American Way of Life dei Vault. Qualora voleste più dettagli sulla timeline di gioco, vi rimandiamo all’ottima contestualizzazione fatta dalla nostra Stefania “Tahva” in occasione del reveal del gioco lo scorso 30 maggio.

Fallout 76, anteprima del nuovo capitolo post-apocalittico di Bethesda
 
Con l’apocalisse “fresca fresca” e l’apertura del Vault, essere il Vagabondo Solitario non sarà semplice. Ecco dunque che incontreremo altri sopravvissuti novelli, con i quali potremo affrontare le quest disseminate nel selvaggio West (Virginia), sconfiggere gli abomini frutto delle radiazioni, e ottenere risorse e tappi.  
La struttura online porterà in questo senso a parecchie novità, già evidenti dal trailer. Prima di tutto i nemici: non abbiamo visto né formiche giganti, né scarafaggi radioattivi, ma addirittura bradipi mostruosi, pipistrelli inquietanti, oltre ai classici ghoul e Deathclaw. Ciò deriva dalla necessità di aumentare la dose di sfida, in quanto giocando in gruppo, nemici semplici come rattitalpa o insetti giganti sarebbero apparsi troppo blandi. Bisogna capire come Bethesda, sempre molto attenta al contesto, spiegherà l’intromissione di queste creature in natura, poi scomparse in Fallout 3 e 4. 

Fallout 76, anteprima del nuovo capitolo post-apocalittico di Bethesda

La volontà di rendere piacevole la sopravvivenza in compagnia è data dalla possibilità di svolgere attività di gruppo, anche le più scanzonate, come selfie insieme, o serate attorno a un rifugio. È chiaro infatti che accanto alla componente survival, vi sarà una parte gestionale per la personalizzazione, lo sviluppo e la difesa dei propri accampamenti, un po’ come si era visto nel capitolo precedente, ma in questo maggiormente approfondito.
L'aspetto chiave, ribadiamo, è il periodo di ambientazione: essendo passato poco tempo dall'olocausto nucleare, il mondo è in trasformazione. Al di là dei già citati nemici, sarà possibile trovare armamenti nucleari e sfruttarli appieno. Per farla breve: bando alle ciance, tanto il mondo è oramai distrutto, per cui se serve un altro fungo atomico per il bene della nostra comunità, si userà.
Questo sembrava uno dei messaggi nei diversi video dimostrati rilasciati alla conferenza. 
E sempre perché il mondo è in trasformazione, la natura avrà ancora i suoi colori e il suo clima. Pare infatti che durante il gioco muteranno le condizioni climatiche. 

Fallout 76, anteprima del nuovo capitolo post-apocalittico di Bethesda

Eppure, per quanto tutto ciò possa apparire una bella idea, è innegabile che il fan affezionato della serie abbia l’amaro in bocca. Ecco perché stanotte Todd Howard ha subito sottolineato che Fallout 76 è giocabile anche da soli, in quanto la componente narrativa rimarrà uno dei punti forti del gioco. Il fatto di aver scelto uno dei Vault storici come il 76, e di aver ingrandito la mappa che – a detta degli sviluppatori – sarà imperniata sul folklore del West Virginia, stato interno del paese e dunque ricco di tradizioni, dimostra questa volontà di dare spessore alla lore e alla storia di gioco.  Ciononostante, vista la pericolosità dei nuovo nemici, e vista la natura molto più grande e selvaggia, è consigliabile unirsi a gruppi di altri giocatori. Ecco perché in ogni momento sarà possibile unirsi alla partita di un amico, senza comunque perdere le risorse o i miglioramenti ottenuti con il nostro protagonista. 

Tecnicamente Fallout 76 mostra un evidente passo in avanti rispetto ai suoi predecessori. Le linee delle armi, le ombre, i colori: ogni elemento visivo appare più vivido e nitido rispetto a quanto visto in precedenza. 
Per quanto riguarda la musica, sappiamo che la colonna sonora non originale sarà un ulteriore elemento in grado di immergere ancor di più nel mondo post-apocalittico nucleare.

Fallout 76, anteprima del nuovo capitolo post-apocalittico di Bethesda

Ricordiamo, infine, che se siete impazienti, potrete iscrivervi per la beta così da poter essere scelti per testare il gioco prima dell'uscita questo autunno. Invece, se siete già sicuri del successo di Fallout 76, sappiate che è già stata annunciata la collector edition contenente la mappa di gioco fosforescente, statuine di gioco, e soprattutto un casco dell'armatura atomica T-51B, con luce funzionante e modulatore della voce.
  • [+] + Il coraggio di Bethesda è apprezzabile
    [+] + In teoria anche il fan storico di Fallout dovrebbe essere contento
    [+] + Il West Virginia già appare molto affascinante

Fallout 76 è un esperimento rischioso.
Da un lato è una pugnalata per il fan storico della serie, per colui che ama immedesimarsi nel Viaggiatore Solitario e immergersi nella natura paradossale tutta americana della Zona Contaminata.
Allo stesso tempo bisogna ammettere che l'ambientazione di Fallout si presta molto bene per l'inserimento di meccaniche survival online, grazie all'enorme cura per il contesto.
Sulla carta il progetto appare interessante, tuttavia la sua natura ibrida e particolarmente innovativa rappresenta una vera e propria sfida, sulla quale al momento, senza una prova, non possiamo sbilanciarci.

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