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Anthem, le novità dall'EA Play di Los Angeles

L'inno li salverà tutti, o li distruggerà

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A cura di del
Era sicuramente il titolo più atteso di questo EA Play e in quanto tale ci aspettavamo di vedere qualcosa di più, ma Bioware e il suo Anthem confermano quanto anticipato con un nuovo gameplay hands-off, che cerca di mostrarci alcune dinamiche di quello che sarà uno shooter open world multiplayer co-op. Tanti termini altisonanti, ma andiamo ad analizzarli con più attenzione.

Anthem, le novità dall'EA Play di Los Angeles

Anthem sarà uno shooter perché quanto mostrato ad EA Play mette in luce quattro classi rappresentate dai quattro esoscheletri (javelin nella versione inglese, strali in quella italiana) dall’aspetto e caratteristiche diverse: ancora una volta focus sul Ranger, la più equilibrata e votata alla precisione, e sul Colossus, il classico combattente pesante dotato di scudo e armi ad alta potenza di fuoco, ma più lento e meno agile degli altri.
Le altre due strali, Interceptor e Storm, continuano a mostrarsi in game ma gli sviluppatori spendono meno parole sulle loro caratteristiche, apparentemente votate alla velocità e al supporto/machinist. Nonostante una importante componente esplorativa, durante la missione mostrata ci è sembrato di vedere principalmente un pattern fatto da raggiungi un punto di interesse, spara, uccidi i nemici e prosegui ripetendo il ciclo, sino al boss finale che non ha certo brillato per IA, attaccando a caso e senza mai apparire come una reale minaccia. Potrebbe essere dovuto alla natura dell’evento, EA non poteva certo infilarsi in una partita da possibile game over, ma in questo modo non abbiamo notato alcun focus sulle munizioni o sulla vita, mentre la combinazione di attacchi con i compagni è stata troppo saltuaria per costituire un elemento imprescindibile. Il team di sviluppo stesso ha dichiarato che si può affrontare il gioco anche da soli con un livello di sfida più alto, ma una minore difficoltà non può essere l’unico elemento per convincere un team di amici a giocare insieme.


Anthem si definisce anche un open world dinamico, con un mondo in costante evoluzione: la mappa dove si svolgono le “spedizioni” è condivisa e ci si possono incontrare altri giocatori o ritrovarsi nel mezzo di un evento secondario, come il gigante che fa la sua comparsa durante il gameplay trailer mostrato in conferenza, ma il sistema di deploy sulla mappa dal menu di avvio delle spedizioni e il navigarci una volta iniziata la missione ci è sembrato votato esclusivamente a farci ammirare specifici spezzoni di mappa specialmente durante le sessioni in volo, accompagnate da effettivi visivi spettacolari, riflessi dinamici e una natura ricca di dettagli ed elementi che fanno il loro effetto. Non ci è chiaro però l’aspetto open world: ha un senso esplorare la mappa alla ricerca di qualcosa? O si tratta solo di lanciare la spedizione e raggiungere l’obiettivo, magari tramite più strade alternative?

Anthem, le novità dall'EA Play di Los Angeles

In quanto al multiplayer co-op, sembra che Bioware voglia farne l’aspetto cardine di Anthem e il mix delle abilità delle singole classi costituirà a nostro avviso il giudice di questo gameplay. Anthem avrà una storia single player che si giocherà all’interno della città fortezza mostrata già nel primo trailer l’anno scorso, mentre il multiplayer si svolgerà nel mondo esterno in co-op: il modo in cui Bioware intenda coniugare questa dualità non è ancora chiaro, come non lo è il peso del single player su quello che sembra un gioco costruito sul multi. Dalle poche informazioni rilasciate, Anthem è ambientato in un mondo dove gli dei hanno abbandonato le loro creazioni svanendo nel nulla, favorendo una corruzione e l’insorgere di creature mostruose che hanno costretto l’umanità a concentrarsi in una città fortezza, ultimo baluardo della specie. Le strali rappresentano l’unico mezzo per esplorare il mondo esterno e tentare di salvare la razza umana in quella che sembra una disperata lotta per la sopravvivenza dal trailer cinematografico mostrato durante la conferenza. In tutto questo l’Inno, the Anthem, sembra essere un potere immenso quanto difficile da controllare e al centro sia della corruzione che devasta il mondo sia delle speranze di salvezza per l’umanità.
  • [+] Esteticamente spettacolare
    [+] Setting caratteristico

Nell’attesa di una prova hands on e di nuovi dettagli, sappiamo intanto che le strali saranno completamente personalizzabili, sia nell’estetica che nell’equipaggiamento, quest’ultimo probabilmente migliorabile per aumentare la resistenza e il danno inflitto, visti i valori numerici che accompagnano ogni colpo nel gameplay che abbiamo visto.
Tanti interrogativi per un titolo che non vediamo l’ora di provare, che sembra avere il potenziale per diventare epico ma finora ha mostrato poche certezze, su tutte una qualità e peculiarità estetica che continua a fare da cavallo di battaglia. Il 22 febbraio 2019, data d’uscita confermata, è ancora lontano ma non troppo: E3 rimane l’occasione più importante per mostrarsi con forza da qui alla fine dell’anno e secondo noi Bioware ha l’obbligo di sfruttarla per diramare il tanto fumo attorno alla sua ultima IP e mostrare che c’è invece dell’ottimo arrosto, come tutti ci auguriamo.
Per adesso, rimandato ad un hands on che possa finalmente trasmetterci il feeling pad in mano.

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