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Metro Exodus provato a un evento pre E3 2018

E tornammo a riveder le stelle.

Provato
A cura di del
Quando si aspira a ritagliarsi un posto nella zona di rispetto dei giocatori, prima di tutto bisogna convincerli di un’idea, di un progetto, vicini ai loro bisogni e più accattivanti dei loro concorrenti. Metro 2033 prima, Last Light dopo, pur seguendo un canone extra noto nel mondo degli sparatutto, sono riusciti a regalare una narrativa matura, in un’atmosfera avvolgente e claustrofobica. Impreziosendo la formula con influenze survival, il titolo di 4A Games ha trovato così una strada che, al di là dei piccoli difetti che portava con sè, lo ha portato a diventare un punto di riferimento per tutti gli amanti degli sparattutto single-player. 
Anche per questo motivo le attese nei confronti di Metro Exodus, il terzo capitolo della serie, sono sempre state elevate.


Dopo l’annuncio dell’anno scorso, svoltosi durante il briefing Xbox, e giunti oramai al primo giro di boa, Metro Exodus si è mostrato in un evento pre-E3 che ci ha concesso due ore abbondanti di hands-on, di cui vi parleremo. 

Prima di tutto vi raccontiamo come dovete immaginarvi il gioco. Gli sviluppatori ci hanno esplicitamente comunicato che la loro idea di partenza era quella di creare il loro gioco più grande di sempre, evolvendo ciò che nel tempo era riuscito ad arricchire la loro esperienza. Il modo in cui tutto questo è divenuto Metro Exodus ci ha lasciato sicuramente soddisfatti, seppur con alcune importanti considerazioni in atto. 
La demo di Londra ci ha fatto conoscere una sezione del gioco, diversa da quelle che abbiamo conosciuto nel passato della serie: non solo cunicoli e sezioni lineari in serie l'uno all’altro, ma una zona molto più ampia, che nelle sue dinamiche andrà a costruire un incastro di macro-aree a’la openworld e cunicoli.

Metro Exodus provato a un evento pre E3 2018

In questa sezione, non corrispondente all’inizio del gioco, il treno in corsa su cui eravamo viene bloccato da un assalto e abbiamo dovuto svolgere determinate zone nella zona per riuscire a ripartire. Si capisce fin da subito però che, nella pratica, l’estensione della mappa sarà guidata al suo interno da binari sia fisicamente imposti da limiti visibili, oppure dal compimento di una determinata missione. In entrambi i casi emerge la cura riposta in una narrazione che, al di là di secondarie ed esplorazione, deve seguire una sua direzione ben precisa. 


L’aspetto narrativo in Metro Exodus non perde assolutamente peso e anzi rimarrà il principale e assoluto protagonista. A confermarlo c’è la presenza massiccia di cutscene e dialoghi, che fluidificano una sezione di gioco con l’altra, non mollando quasi mai il giocatore. Ed è in quel quasi che risiede, però, una delle considerazioni di cui sopra. Talvolta il richiamo verso la libertà esplorativa del mondo di gioco open world, conduce ad allontanare lo sguardo dall’oppressione di una storia che si evolve sotto le volte di un cunicolo. Allora si vede un cielo, più chiaro di come ce lo ricordavamo, più lontano, dove l’opprimente magia di metro rischia un po’ di rompersi. 

I momenti in cui Metro Exodus si esalta sono quelli che ritornano alle origini della serie, tra una fotografia tinta di scuro e un’oppressione cromatica e fisica importante. Gli altri sanno di gran bel gioco ma hanno perso parte della loro connotazione tipica. 
Ma qui la storia non si ferma, perchè dal canto suo Metro sfoggia un ottimo sistema di crafting nuovo ma non nel genere e ricco di sfumature, che recupera in parte la struttura di quello in visto The Last of Us. Si possono modificare l’equipaggiamento, ma anche l’arma, quest’ultima fin nel minimo dettaglio.

Metro Exodus provato a un evento pre E3 2018

Il crafting si interseca bene con le meccaniche di gioco e apre la strada all’esplorazione. Andare a caccia di risorse e materiali è fondamentale in Metro Exodus, i proiettili sono ancora più contati e per avere armi adeguate è necessario installarci i giusti pezzi, anch’essi da trovare o costruire. Il bisogno di risorse è ansiogeno, ma mai impediente; il suggerimento è sempre quello di seguire un avanzamento cauto, secondo le regole di quelle sezioni semi-stealth di cui Metro è sempre stato cosparso.
Lo shooting rimane quello classico della serie, con armi da fuoco realistiche e pesanti, contro nemici che hanno un’abbondante resistenza ai colpi e che popolano la terra o i sotterranei. Le armi poi hanno una varietà incredibile, concessa dall’ampia personalizzazione, tanto che ognuna è propedeutica a un determinato approccio all’azione.

A livello di ambientazione invece non ci sono dubbi, la qualità degli ambienti, soprattutto quelli chiusi, riesce a conferire un impatto grafico che recupera in pieno tutti i dogmi di  Metro, colori scuri tendenti al nero accompagnati da un luminoso calore delle candele, quando presenti.
Anche il verde è un colore che torna spesso e nelle sue tonalità più scure appesantisce il tutto.
 Il risultato, comprendendo la parte tecnica, e raggiunto sui dev kit di Xbox One X, è sicuramente d’impatto e bello a vedersi. La grafica è sempre dettagliata, a parte piccole noncuranze, e la fotografia al netto di qualche situazione sia all’aperto sia al chiuso riesce ad essere molto appagante. Lo è meno la stabilità della demo, attualmente affaticata da numerosi crash alcuni anche invadenti che hanno rallentato l’incedere della prova. Anche le animazioni faticano a tenere il passo, risultando a tratti legnose e non sempre credibili, ma per fortuna mai fastidiose.
  • [+] Mondo di gioco sempre più articolato
    [+] Sistema di crafting articolato e appagante

Metro Exodus è un’evoluzione molto ambiziosa di una serie che aveva trovato una strada equilibrata che avrebbe potuto anche rimanere immutata. La nuova formula accresce la giocabilità e le mire del titolo, con risultati su molteplici aspetti davvero positivi, su cui un gameplay più ricco e un sistema di crafting più accattivante. Ma ogni tanto la percezione di un’eccessiva libertà psicologica ci ha portato ad allontanarci leggermente dalle atmosfere cupe del gioco, distraendoci dall’inquietudine. Siamo, diffatti, più che curiosi di scoprire come si evolverà quest’aspetto una volta svelato il gioco nella sua interezza. Per il momento, però, l’opprimente shooter di 4A Games ci ha lasciato ottime sensazioni, tra un ritorno al passato e uno sguardo coraggioso al futuro.


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