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Battlefield V, il ritorno della Guerra che ha segnato il mondo

La storia è fatta di persone

Anteprima
A cura di del
Una presentazione atipica, quella che dietro le quinte ha accolto i giornalisti a Londra per mostrare in anteprima il nuovo Battlefield V. Ci è stato mostrato il trailer del multiplayer, seguito da una lunga spiegazione di tutto ciò che troveremo nel gioco, dalle nuove meccaniche del gameplay fino a come verranno rilasciati i contenuti da qui al lontano futuro. Una quantità di informazioni quasi eccessiva per un evento di reveal, che ci apre le porte del futuro di Battlefield, come difficilmente ci saremmo aspettati.

Battlefield V, il ritorno della Guerra che ha segnato il mondo

Tante novità per la Seconda Guerra Mondiale secondo Battlefield V
Battlefield V ci riporta agli albori della serie come anticipato dai rumor sull’ambientazione del gioco, nel passato della Seconda Guerra Mondiale: il conflitto che ha portato l’arte bellica su un piano completamente inedito. Lo sappiamo bene perchè, oltre ad aver conosciuto le persone che l’hanno vissuta direttamente, le sue peculiarità hanno reso questo scontro  il protagonista di numerose rappresentazioni videoludiche e cinematografiche.
Per evitare un’esperienza banale l’obiettivo di Battlefield V è quindi quello di rendere il punto di vista meno scontato, così da raccontare storie “Unseen, Untold, Unplayed”. In questo senso, il precedente capitolo ha aperto le porte a un nuovo tipo di narrazione che ci ha fatto vivere le avventure di tanti diversi personaggi, prendendone le singole parti in un’ecosistema che le sovrasta chiamato Storia. Anche Battlefield V proporrà questo genere di narrativa del gioco singleplayer: ritornano così le War Stories. Il viaggio attraverso gli occhi degli autori volenti o nolenti di questa guerra, ci porterà per le terre ghiacciate della Norvegia, attraverso la distruzione di Rotterdam, nel mezzo delle campagne francesi e infine nei paesi desertici del Nord Africa. Sicuramente non i posti più noti del secondo conflitto mondiale, ma contesti che promettono di riscoprire e raccontare all’interno di un evento storico, la vita e le emozioni delle persone.

Questo è però solo uno dei punti che costituiscono il mosaico di Battlefield che per questa iterazione sfoggerà una modalità cooperativa a 5 giocatori, chiamata Combined Arms e il Multiplayer, nelle forme che abbiamo conosciuto in questi anni, con l’evoluzione della modalità Operazioni in una nuova forma chiamata Grand Operations.

Combined Arms è il nome della modalità cooperativa e offre al giocatore la libertà di divertirsi in compagnia, sfruttando le potenzialità delle mappe sandbox di Battlefield V. Sarà il giocatore stesso a decidere le regole della partita e gli obiettivi saranno dinamicamente creati dal motore di gioco. Una specie di modalità Operazioni PvE autonoma che richiama, per lo meno in teoria, un tipo di sfida abbastanza démodé, ma che punta a un numero virtualmente infinito di ore di gioco. 

Battlefield V, il ritorno della Guerra che ha segnato il mondo

Il Multiplayer
Chiudiamo infine la conta delle modalità con il multiplayer, pur dovendo aprire con esso il capitolo più grande, perchè apre concettualmente all’analisi della nuova vena Squad Based del gioco e alla rivisitata struttura della progressione dei personaggi.
Come anticipavamo, il multigiocatore si basa sulle modalità tipiche fino a 64 giocatori totali, per rivedere completamente tutte le dinamiche di gioco, cercando di concentrarle attorno ai concetti di squadra e gioco di squadra. Non c’è più la rigenerazione automatica della vita, ora solo tramite medipack e medico. Morendo si viene invitati a sfruttare le meccaniche di rivitalizzazione, che non sono più esclusive della classe dedita, ma sono condivise ai membri della stessa squadra. Il medico dal canto suo ha tempi di esecuzione inferiori e può condurre fuori dall’agonia tutti i giocatori indistintamente dalla squadra di appartenenza. 
Anche a livello di risorse si è cercato di imporre il reciproco bisogno durante la partita degli altri membri della squadra, con le munizioni che sono più limitate rispetto al passato e si possono recuperare dai corpi, dai depositi di munizioni e dal personaggio support.

Per incentivare il lavoro di squadra e la coordinazione del team, a livello tecnico, in Dice hanno deciso di mantenere aperto il canale di comunicazione anche durante i momenti di attesa. Parallelamente a ciò il sistema di leader, con obiettivi annessi, avrà un peso decisamente maggiore, andando a impattare maggiormente sui risultati della partita. Anche il flow degli spawn sta per cambiare radicalmente con la telecamera che dopo la morte sarà dapprima sul giocatore in attesa di essere curato, e poi dietro le spalle dei compagni per monitorare costantemente il punto migliore per ritornare in partita. Una volta sconfitta un’intera squadra, questa viene rispedita al punto di controllo iniziale, un danno di cui tenere conto.

Battlefield V, il ritorno della Guerra che ha segnato il mondo

Grand Operations
Il multiplayer poi si arricchisce con l’evoluzione della modalità Operazioni, che diventa ora molto più coesa e narrativa. Al posto di avere un continuo assalto su diverse zone di una stessa mappa, si vivranno quattro “giorni” (match) di battaglia, ognuno segnato da una mappa e una modalità tra quelle note. Per esempio nello scenario di Rotterdam, durante la prima partita gli attaccanti tenteranno di espugnare le fortificazioni nemiche con un battaglione di paracadutisti, nella seconda ci sarà l’attacco via terra dell’avanzata delle truppe principali e nella terza la fase definitiva della battaglia, che nel caso rimanesse in bilico fino al termine lascerebbe spazio a un quarto giorno e a una modalità deathmatch con permadeath in cui vince l’ultima squadra che rimane in piedi. Grand Operations è una modalità a tempo limitato, e in continuo divenire, e lascia in mano agli sviluppatori il potere di approfondire tutte le ambientazioni a disposizione in un possibile reinventarsi di modalità e regole.

A livello di meccaniche sul campo, Battlefield V promette di mantenere intatto il gunplay della serie, aggiungendo attorno al concetto di squadra una componente tattica e di attesa maggiore rispetto al passato. Ci saranno sempre i lupi solitari votati a un gioco aggressivo, ma difficilmente il loro gioco potrà rivelarsi soddisfacente.Faranno la loro comparsa le fortificazioni, che possono essere costruite da ciascun membro della squadra e servono per riabilitare gli edifici distrutti come soluzioni difensive. Questo perchè con Battlefield V la distruttibilità degli edifici sarà molto più fisica e meno scriptata e quindi pervasiva, al punto che anche le LMG e l'artiglieria delle postazioni fisse e mobili saranno in grado di penetrare muri e barriere.
Tutto ciò viene in qualche modo condensato nel trailer che, a parte una palette cromatica di impatto, non ci è sembrato all’altezza di tutto quello che ci è stato raccontato. Fin troppo veloce e a tratti anche vagamente ironico, diventa il regno della confusione e non ci avrebbe fatto capire le intenzioni del gioco, se non fosse stato per la lunghissima presentazione a corredo.

Battlefield V, il ritorno della Guerra che ha segnato il mondo

The Company
Ogni partita contribuisce alla progressione della squadra del giocatore in molteplici modi, chiamata per l'occasione The Company. Si possono migliorare il livello di una classe, quello di un tank e quello di un’arma. Il primo apre a diversi archetipi che non sono altro che sottoclassi con determinate caratteristiche, che aprono a loro volta la classe a differenti tipologie di arma. Utilizzando un tank e un’arma poi, si va a migliorarla secondo un albero che si dirama in potenziamenti tra cui si è obbligati a scegliere. In questa maniera, la personalizzazione dell’arma in base al tipo di gioco che si vuole fare è totale, e sarà inevitabile affezionarcisi. 
La personalizzazione a livello estetico è anch’essa molto dettagliata, sia per i personaggi sia per l’equipaggiamento. E’ evidente che l’obiettivo per gli sviluppatori sia quello di invogliare il giocatore a personalizzare ogni classe al fine di renderla una diversa faccia del proprio alter ego virtuale in partita. Questo anche perchè l’annuncio dell’assenza totale di Premium Pass, Season Pass o altro sui generis, lascia spazio solamente a un sistema economico basato sull’acquisto di modifiche estetiche e altri dettagli ancora da definire ma assolutamente non relativi a contenuti e armi. 

Ci sentiamo di premiare Dice e Electronic Arts, di aver scelto un supporto al gioco del tutto gratuito, sicuramente frutto di un cambio di rotta evidente rispetto agli ultimi titoli dell’azienda che sono giunti sul mercato. Questo infatti permette a tutti di giocatori di essere sempre aggiornati su mappe e armi, senza che il non acquisto di un DLC rischi di provocare discrepanze nel gioco online, com’è invece sempre stato.

Infine Battlefield V Tides of War è il nuovo modo di interpretare questa continua evoluzione del gioco, non più legato a Season Pass o espansioni. Sarà foriero dei nuovi contenuti del gioco, diluiti nel corso del tempo. Per contenuti si intendono nuove mappe, nuove campagne, armi e modifiche estetiche. Insomma, Battlefield è in tutto e per tutto un gioco in divenire e sarà così per tutto il suo corso. Bisogna capire, però, al lancio quale sarà il pacchetto iniziale. 

In quanto a date, il gioco è previsto per il trial di EA ACCESS l’11 ottobre, mentre l’uscita della versione deluxe lo è per il 16 e la versione standard per il 19.
  • [+] Maggiore rilievo al ruolo della squadra
    [+] Distruttibilità sempre più totale
    [+] Modalità Cooperativa PvE presente
    [+] Lunga vita ai medipack

Battlefield V probabilmente sarà considerato un capitolo importante per questo franchise. Le modifiche alla natura del gameplay non sono rivoluzionarie ma sembrano estremamente impattanti sul modo di giocare e sono accompagnate da una struttura di rilascio dei contenuti completamente inedita per la serie che farà sicuramente la felicità dei giocatori, qualora dovesse essere confermata in toto. A livello di ambientazione la Seconda Guerra Mondiale è una certezza e pensare di vedere un lavoro simile a quello svolto con Battlefield 1 a livello di single-player, ci lascia sicuramente ben sperare. Ora c’è solo da aspettare l’E3 per provare con mano quanto fin qui ci hanno solo raccontato.

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