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The Crew 2, oltre le barriere del Racing Game

Terra, cielo, mare.

Provato
A cura di del
The Crew fu tentativo da parte di Ubisoft di evolvere il concetto di open-world alla guida, o di racing game open-world. L’idea di ricreare in formato ridotto, ma pur sempre verosimile, l’intera mappa degli Stati Uniti d’America e metterla a disposizione di un gioco mastodontico, piacque fin da subito a pubblico e critica, che accrebbero le proprie attese nei confronti di questo titolo. Le mire alte, però, non resero facile soddisfare le aspettative che gli sviluppatori avevano generato, e il gioco, per trovare la sua forma definitiva, ebbe bisogno di un po’ di tempo, qualche patch e vari contenuti aggiuntivi. Alla fine The Crew, dopo una versione vanilla non proprio entusiasmante e una volta completato il suo iter di sviluppo, si rivelò un gioco di sostanza che sperava di proiettarsi in un seguito che ne desse un nuovo compimento, oltre l’impressionante mole di DLC che aveva caratterizzato il primo.

The Crew 2, oltre le barriere del Racing Game

Quel seguito è The Crew 2, annunciato a maggio 2017 e presentato all’E3 dello stesso anno durante la conferenza Ubisoft, che avevamo avuto modo di provare in fiera e che ci aveva fin da subito stuzzicato. Quasi a un anno di distanza siamo tornati a metterci sopra le mani negli uffici italiani della software house francese, in una sessione dedicata di circa 3 ore, che ci hanno permesso di ribadire in larga parte le stesse sensazioni della prima volta.

Chi si fosse perso a che punto sono i lavori in The Crew 2 deve sapere che oramai siamo alla fine dello sviluppo, visto l’imminente arrivo sul mercato, e la versione che abbiamo messo sotto i denti è praticamente quella definitiva. Il titolo di Ivory Tower riprende dal precedente la sua struttura open-world e la sua natura fortemente multiplayer, proponendoci un all road racing, che supera le barriere delle quattro ruote, abbracciando di fatto anche aerei e imbarcazioni. 
Le premesse ruotano attorno a una competizione di nome LIVE, che nel suo essere sostanzialmente televisiva punta sull’impatto delle gare, più che sul semplice risultato della griglia di partenza, e accoglie diverse filosofie al volante per coinvolgere qualunque tipo di appassionato della velocità.

Con questo stratagemma ogni genere di veicolo è presente nell’arcade racing di Ubisoft e ogni singola zona della mappa di gioco, indipendentemente dalla sua morfologia, è in qualche modo visitabile, che sia per cielo, per terra o per mare.

The Crew 2, oltre le barriere del Racing Game

Il passaggio dall’uno all’altro, come abbiamo già avuto modo di anticipare in altre occasioni è senza soluzione di continuità ed è totalmente libero. Alla semplice pressione di un tasto andremo a sostituire la nostra macchina preferita con un aereo o un motosocafo e viceversa. Cercando di solcare l’asfalto con una barca però, il gioco simulerà un crash come se fossimo andati a sbattere da qualche parte, fino a farci ritornare sui nostri passi e su un veicolo più consono. Lo stesso accade quando proviamo ad atterrare con un velivolo in mare. Concettualmente la libertà è totale ma essa non va a intaccare le leggi più basilari della fisica, evitando così possibili breaking point per il gioco. 
E' interessante notare come questa libertà sia opportunamente accompagnata da una varietà infinita di ambientazioni di gioco, tra quelle cittadine, agresti, selvatiche, palustri e così via.

Partendo da questi elementi del gameplay, potremmo pensare The Crew 2 più come un classico titolo free roaming post GTA, se non fosse per la struttura di una carriera che prima di tutto punta forte sulla competizione. Come in tanti altri esponenti del genere, siamo chiamati a partecipare a una serie di sfide per primeggiare in quattro diversi gruppi di approcci alla guida. Essi sono incarnati da gruppi di racer, spinti da tante diverse motivazioni. Si abbandona così quel minimo di narrativa lineare che si voleva dare al primo, per creare tante sottotrame di gameplay definite da queste fazioni.  Si chiamano per la precisione famiglie e sono rispettivamente: Street Race, Pro Racing, Offroad e Freestyle. Va da sè che ognuna è incline a particolari tipi di competizioni, o meglio, a una combinazione di formule di gara e circuito. Gli off-road vagano per le vie infangate di un bosco, gli street racer girano per le strade della città, mentre i pro racing preferiscono girare in circuiti ad hoc, i freestyler infine se le danno in gara a suon di trick e acrobazie aree.

The Crew 2, oltre le barriere del Racing Game

C’è poi un’ulteriore suddivisione in classi di veicoli, che serve per identificare l’insieme di mezzi che possono gareggiare negli stessi circuiti. Il loro livello, determinato dalla potenza e dalle capacità del veicolo (che infatti è personalizzabile a livello prestazionale ed estetico), è molto utile per identificare la difficoltà da scegliere per le gare, anch’essa definita da un “livello consigliato”. Pareggiandolo si avrà un tasso di sfida abbastanza basso, mentre standone leggermente al di sotto si avrà a che fare con un livello di difficoltà decisamente più consono a chi è abituato al genere e, quindi, divertente. Rispetto al passato, i pilori guidati dall'intelligenza artificiale sono sufficientemente arditi da combattere contro di noi, pur rimanendo ancorati a tempi da leggero "effetto elastico" e a un praticamente predeterminato posizionamento all'arrivo. 

Nelle ore di prova che ci hanno visti intenti sia nel singolo giocatore, sia poi nel multigiocatore, integrato nella partita in modo tale che di volta in volta si possa scegliere se gareggiare con i nostri amici o meno, abbiamo affrontato la prima parte dell’esperienza offerta della carriera. 
Le modalità multiplayer sono legate a doppio filo con la permanenza dei giocatori all’interno dello stesso mondo di gioco: essi vengono invitati qualora un rider scelga di affrontare una gara, potendo ignorare o rispondere alla chiamata. 

Considerato questo meccanismo di drop in nei match era inevitabile che si sentisse il rischio di lasciarsi travolgere dalla frenesia della gara perdendo l’ebbrezza dell’esplorazione a cui aspira The Crew 2. C’è sì, qualche attività collaterale in pista che può distoglierci da questo e portarci a percorrere disinteressatamente i chilometri di strade del gioco, ma niente che allo stato attuale possa definirsi davvero intrigante. 

Di interessante invece, ma non legato alla guida, possiamo elencare la safe house: letteralmente il nostro appartamento in cui troviamo tutti i trofei vinti, in cui possiamo scegliere i veicoli preferiti e modificarli in base alla nostra preferenza.

The Crew 2, oltre le barriere del Racing Game

Il sistema di guida è un chiaro richiamo allo stile classico dei noti arcade racing open-world, sempre al limite tra la derapata che agevola la curva ma ne rallenta la percorrenza e l’ingessatura dei controlli dell’auto che è lanciata a massima velocità sul rettilineo. Anche il tuning segue la stessa filosofia: mantiene chiaro il riferimento alla scuola racing di recente memoria e ne attinge a piene mani, non latitando pezzi e livree (quest'ultime personalizzabili nel minimo dettaglio).

Sul fronte tecnico The Crew 2 sembra esente da grossi glitch e bug. L’immagine a schermo che restituisce il gioco è molto gradevole, ma talvolta lascia l’impressione di essere un po’ povera di elementi di contorno che avrebbero potuto dare una marcia alla rappresentazione grafica generale. I modelli delle macchine così come quelli dell’ambiente sono funzionali all’impatto grafico che si vuole ottenere e rendono ottimamente nel contesto in cui sono inseriti, ma è doveroso ammettere che non sono non troppo dettagliati paragonati ad altre produzioni. Abbiamo reputato invece veramente accattivante l’interfaccia grafica: minimale, modaiola ed efficace. Abbiamo giocato la versione Xbox One X, molto fluida a risoluzione Full HD e su un monitor U28H750 di Samsung, offerto da AK informatica.
  • [+] Mondo di gioco enorme e ben caratterizzato nei diversi ambienti
    [+] La possibilità di cambiare al volo tipologia di veicolo funziona alla grande
    [+] Semplicità del gioco cooperativo
    [+] Interfaccia grafica minimale, modaiola ed efficace

Questo era solo un assaggio, anche se dannatamente indicativo, di quanto aspettarsi dal racing di Ubisoft. Di The Crew 2 abbiamo apprezzato l’ampio respiro della mappa e delle attività da svolgere, mai troppo monotone, e sempre caratterizzate dal cambio di mezzo e di regole. Il multiplayer cooperativo è ben integrato in un single-player che lascia pochi momenti morti, ma proprio per questo potrebbe nascondere al giocatore uno dei lati più interessanti del prodotto, ovvero l’esplorazione totale. 
Solo l’analisi della versione completa potrà darci il quadro definitivo di questo The Crew 2, in uscita su PS4, PC e Xbox One il 29 giugno 2018.

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