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Scribblenauts Showdown

Per il party-game, suonare Nintendo Switch

Recensione
A cura di del
Nella famiglia Scribblenauts la creatività è sempre stata di casa sin dalle origini della serie, nel 2009, quando il primo titolo faceva il suo debutto sul buon Nintendo DS (sembra passato un secolo da allora, e invece...). L’invenzione e la fantasia sono gli ingredienti principali e immancabili in una ricetta che assume sempre più variazioni sul tema e variegature, sino a creare una miscela esplosiva nell’ultima creazione sfornata: Scribblenauts Showdown.
Il titolo uscito il 9 marzo per Nintendo Switch mantiene vivo il fil rouge delineato sinora con una serie di elementi tipici del puzzle game e creativi, ma aggiungendo giustamente al gameplay le opzioni offerte dalla nuova console. Abbiamo quindi assaggiato questo nuovo piatto proveniente dalla cucina stellata di Warner Bros e Shiver Entertainment. Indigesto o succulento? Scopriamolo insieme.

Scribblenauts Showdown

A grandi linee, possiamo definire il sunto della storia come molto simile a quanto abbiamo già conosciuto nelle puntate precedenti di questa serie, ma diamo una doverosa infarinatura ai neofiti del franchise. Avete presente quei giochi da tavolo nel classico formato “4-in-1” o addirittura a “16-in-1”? Bene, trasponete tutto questo in versione digitale e 2D, su uno schermo dove saremo di fronte a molteplici opzioni e generi di gioco.
La serie infatti si è sempre distinta per bizzarria ed estrosità, talvolta spinti davvero agli estremi, ma senza valicare l’eccesso (dopotutto si tratta sempre di sano divertimento evitando di -s-cadere nel kitsch). Anche questo capitolo non si smentisce: così, dopo aver creato il nostro avatar con le caratteristiche più svariate ed eccentriche (anche se nulla ci impedisce di cambiarlo ogni volta che inizieremo una singola partita), ci si apre un mondo variegato e suddiviso in tre macro-categorie: Versus, Resa dei conti! e Sandbox.

Scribblenauts Showdown

Cosa troviamo in ogni categoria? Il loro nome è già piuttosto esplicativo, ma analizziamole più da vicino. Nella prima ci sfideremo contro l’IA in quattro tipologie diverse di sfide, di cui due sono disponibili solo per coppie di giocatori. Avremo a che vedere con associazioni di lettere e parole, fare gare di velocità, un mix di queste due categorie oppure scegliere in “Partita Libera” il minigioco che più ci aggrada tra i 27 disponibili.
In Resa dei conti! avremo a che fare invece con sfide che coinvolgono fino a 4 giocatori, un po’ in stile Wii insomma. Sceglieremo il nostro Scribblenaut per lanciarci in un gioco di carte, molto simile alle logiche di Uno, mixato con le logiche di un gioco da tavolo con pedine in stile Monopoli o più tradizionalmente “Gioco dell’oca”. Infine Sandbox ci apre a diversi mondi nei quali la fantasia scorrazza libera, tra transatlantici dove possiamo nuotare sul dorso di un delfino, giungle dove possiamo accarezzare scimmie e fare riti propiziatori con indigeni, solcare i cieli a bordo di un aeroplano o tuffarci alla scoperta di abissi marini, ma aggiustando a nostro piacimento questi mondi. 

Scribblenauts Showdown

A livello di gameplay dunque possiamo osservare un’attenzione riservata più alla possibilità di spremere le meningi alla ricerca della parola più azzeccata e di risolvere i vari rompicapi e puzzle nel minor tempo possibile, anche se di fatto i minigiochi che dovremo affrontare si riveleranno abbastanza ripetitivi, una volta presa la mano. Certo, la possibilità di cambiare livello di difficoltà, numero di giocatori e di turni per partita potrebbe variare leggermente le cose, ma non abbastanza da darci quella scarica di adrenalina sufficiente per tenere alta l’attenzione dopo poche ore di gioco.
Inoltre, a ben guardare, non tutti i giochi sono di immediata comprensione, nonostante siano preceduti da tutorial (skippabili sì, ma onnipresenti) e in alcuni casi non si ha un’immediata risposta da parte dei comandi, il che complica un po’ le cose, se consideriamo che si parla sempre di sfide a tempo o dove l’agilità è una delle variabili più importanti. Inoltre, se da un lato è apprezzabile e si tratta sicuramente di una trovata divertente l’inserimento di parole sconosciute e al limite della veridicità, per quanto riguarda alcuni termini, il vocabolario si dimostra molto ampio, ma sono escluse ovviamente parole volgari e alcuni brand.

Scribblenauts Showdown

Tutto questo si configura attraverso un comparto grafico che punta sempre sulla simpatia, avendo scelto di non puntare sulla tridimensionalità... I personaggi sembrano ricalcare lo stile grafico di alcuni fumetti creati dall’artista Sio, senza essere dettagliati e dando più spazio alla quantità di accessori e varianti, rispetto alla qualità del dettaglio. I colori della tavolozza sono presenti ampiamente, rendendo gradevoli di aspetto gli sfondi e le varie schermate, ma non abbiamo sotto gli occhi le colorazioni sgargianti della cifra di Mario + Rabbids o Kirby Star Allies. Nessun effetto speciale, nessuna ricompensa particolarmente esclusiva, solo “banali” sfruttamenti del multiplayer concesso dalla console e logiche tutto sommato prevedibili di questo genere.
Nemmeno la colonna sonora, ammesso che si possa parlare in tal senso, riesce a sorprenderci: melodie orecchiabili, ma nessuna traccia particolare. Soprattutto manca la varietà nelle armonie, poiché potremo ascoltare solo musiche dai suoni allegri e sereni, ma senza toni che possano colpire in qualche modo la nostra memoria.
  • + grafica semplice e divertente
    + creatività linguista e sistema procedurale stimolanti
  • - gameplay ripetitivo e poca diversità tra i minigiochi
    - poca innovazione rispetto ai titoli precedenti
voto
6,5

Bene, ma non benissimo quindi: il titolo, pur tentando di portare una ventata di aria fresca alla serie grazie alle nuove tecnologie disponibili, non fa altro che ripercorrere strade già battute. Anche il giocatore al primo approccio non godrà quindi di particolari emozioni: un passatempo sì, ma nulla di memorabile, nemmeno dal punto di vista grafico o sonoro. Considerando le produzioni precedenti, la squadra di sviluppatori sa che avrebbe potuto mirare a obiettivi ben superiori, ma ha preferito non sparare tutte le cartucce in canna. Semplicemente inedita o qualcosa di più importante bolle in pentola?

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