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Rainbow Six Siege: analisi dell’operatore Lion

Lion è ben bilanciato e difficile da utilizzare al meglio.

Speciale
A cura di del
Come promesso, abbiamo speso un po’ di tempo a giocare nei panni di Lion e Finka, i nuovi operatori di Rainbow Six Siege, disponibili da adesso per l’acquisto a tutti gli utenti, e non solo quelli dotati di Season Pass.

In questo primo articolo ci occuperemo dell’analisi di Lion, attaccante del fittizio CBRN, unità di controllo del Team Rainbow contro le armi chimiche e biologiche fondata da Six, introdotta per la prima volta proprio in occasione di Operazione Chimera.
Rainbow Six Siege: analisi dell’operatore Lion
La biografia di Lion
Olivier è nato in una famiglia benestante di conservatori. Era sveglio e arrogante, ma riteneva che la ribellione fosse un uso più saggio del suo intelletto. Si divertiva ad agire contro ogni aspettativa, ubriacandosi e facendo baldoria, finché un giorno finì per mettere incinta Claire, la sua ragazza. Olivier tentò di convincerla ad abortire, ma lei si rifiutò. Quando i genitori scoprirono della gravidanza e del tentato aborto, lo sbatterono fuori di casa. Depresso, precipitò nel tunnel della droga e dell'alcol, rovinandosi al punto di finire in ospedale. Quello è stato il suo campanello d'allarme.

In questo stato di deriva della sua vita, trovò uno scopo nella carriera militare. Olivier era felice di avere uno scopo e lottava per liberarsi delle vecchie abitudini. Iniziò a inviare denaro a Claire come sussidio per suo figlio, anche se lei non voleva saperne di lui. Riuscì a diventare un soccorritore di combattimento di secondo livello, per poi entrare nel secondo reggimento corazzati, nella sua funzione di intervento contro le minacce chimiche, biologiche, radioattive e nucleari.

Tutti gli errori del passato, compreso quello di costringere i suoi cari a patire le pene dell'inferno, lo hanno fatto sprofondare in una depressione che gli è quasi costata il suo rango. Olivier ha giurato di fare tutto il possibile per raddrizzare i suoi torti. Quindi ha iniziato a lavorare duramente, mettendosi alla ricerca di sfide più impegnative. Si è unito al GIGN (Gruppo d'Intervento della Gendarmeria Nazionale) come esperto CBRN, usando i droni per mantenere e difendere i perimetri di quarantena. La sua ferocia gli è valsa un soprannome, quando protesse una squadra di ricercatori durante un'epidemia di febbre gialla, in Sudan. La sua voce tonante spaventò un'intera folla, e da quel giorno la gente del posto lo chiama "Lion".

Dopo averlo studiato, Finka ha consigliato Olivier come specialista CBRN nei Rainbow, e Six è stata d'accordo. Olivier ha subito dimostrato il suo valore, scoprendo con Finka la fonte di una misteriosa foschia che arrivando sulla costa ha avvelenato svariati abitanti del Sussex. Purtroppo Lion si è fatto dei nemici nei GIGN e nei Rainbow. Doc pensa che non abbia l'empatia necessaria a gestire le crisi mediche, mentre Lion pensa che lo spirito umanitario di Doc sia una debolezza. Twitch non ama trovarsi in mezzo a questi contrasti. Il più grande amico di Lion nei GIGN è Montagne, ma Thatcher ha preso a pugni Lion per una cosa che ha detto durante un esercizio di addestramento, rischiando di causare una rissa tra GIGN e SAS.
Rainbow Six Siege: analisi dell’operatore Lion
L’analisi di gadget ed equipaggiamento
Lion è dotato di tre armi principali – la mitraglietta V308, il fucile di precisione 417 e lo shotgun SG-CQB – e due pistole, la P9 ed un revolver LFP586.

Il discorso pistole lo liquidiamo velocemente, per quanto mi riguarda: i revolver continuano ad avere poco senso in un titolo come R6 Siege. È vero che potenzialmente sono in grado di ferire con pochissimi colpi, ma sono troppi imprecisi e con un rateo di fuoco troppo basso. Le pistole automatiche dovrebbero essere sempre la prima scelta.

Le armi principali. Personalmente ho una predilezione per il fucile di precisione 417 che uso spesso anche con Twitch. Tuttavia, è un’arma che dipende molto dalla strategia di gioco e dalla mappa. Anche grazie al gadget speciale di Lion (che vedremo tra poco) il fucile può essere una buona scelta in mappe molto ampie, dotate di grandi spazi e buone angolazioni per cecchinare. Dall’altro lato, come tutte le armi del suo genere, la mitraglietta è V308 è l’arma che tendenzialmente uso di più perché è la più versatile e, adattando i propri movimenti e stile di gioco, si adatta a tutte le mappe.
Discorso similare per Finka riguardo lo shotgun SG-CQB, in attacco è sempre troppo difficile da usare al meglio e spesso sarà più un ostacolo che una utilità.
Rainbow Six Siege: analisi dell’operatore Lion
Lion può equipaggiare mine claymore e granate stordenti. Considerato il metagioco attuale che vede spesso i difensori uscire dagli edifici per cercare gli attaccanti, la claymore è sempre una scelta che può ribaltare le sorti dello scontro. Ovviamente per usarla con efficacia bisogna conoscere alla perfezione le mappe e le routine abituali di gioco in difesa. La granata stordente, di rimando, ha un’efficacia più immediata e con una buona coordinazione può essere utile per un approccio più aggressivo, magari in combinazione con Finka.

Arrivando al clou, parliamo del dispositivo speciale di Lion, il drone EE-ONE-D. Il drone è attivo dall’inizio alla fine della partita, e visibile nella mappa ma non può essere in alcun modo distrutto. Le mie prime impressioni al riguardo non sono cambiate in modo drastico, e ritengo ancora il gadget ottimo se viene sfruttato al meglio con la collaborazione del team, come è giusto che sia.

Il drone può essere attivato fino a tre volte durante la partita, e ad ogni attivazione scansionerà l’intera mappa per alcuni secondi. All’attivazione sarà visibile un countdown di tre secondi, sia per gli attaccanti che per i difensori, al termine del quale il drone inizierà a scansionare l’area per cinque secondi. In questo lasso di tempo qualsiasi difensore in movimento (rimanendo fermi si può fare qualsiasi cosa senza essere rivelati) viene rivelato agli attaccanti, anche superando i muri come un wallhack qualsiasi.
Rainbow Six Siege: analisi dell’operatore Lion
Considerazioni finali
Sulla carta siamo di fronte ad un gadget che sembra inarrestabile, ma in realtà superato lo smarrimento iniziale si argina con poca difficoltà. Tuttavia, con una grande cooperazione da parte del team, il drone di Lion può tranquillamente rappresentare il punto di svolta di un round anche perché, ad esempio, è in grado di individuare Vigil con l’occultamento attivo. Fuze è una ottima sinergia per Lion, così come Jackal le cui prede si dovranno spostare per non essere inseguite.

Il drone può essere contrastato rimanendo nel raggio di un jammer di Mute, oltre a rimanere ovviamente fermi. Tuttavia, assicuratevi di rimanere fermi in punto coperto, o comunque sia stando nascosti, perché cinque secondi sono un tempo infinito in Rainbow Six Siege.

Personalmente mi piace molto Lion, e credo che lo preferirò a Finka il più delle volte. Il suo gadget è molto più in linea con le dinamiche di Rainbow Six Siege, e richiede quel tipo di gameplay e strategia che mi piace, fatta di comunicazione con gli alleati e supporto reciproco. Per certi versi mi ha ricordato Jackal per le sue modalità di impiego, e credo che sostituirà l’attaccante spagnolo nelle mie routine di gioco abituali per un po’.

Lion è il prototipo dell’operatore perfetto di Rainbow Six Siege. Il suo dispositivo speciale è sì importante, ma per essere usato ha bisogno della cooperazione degli altri giocatori, perché in solitaria spesso risulta poco utile se attivato in momento casuali della partita senza una reale tattica alle spalle. Il suo punto a sfavore è che gli altri membri del team dovranno essere operatori in grado di entrare in sinergia con lui, quindi giocare Lion in solitaria senza un minimo di supporto rischia di non fare la differenza. Tuttavia, sono sicuro che la scena competitiva sarà il suo palcoscenico, perché la sua abilità è troppo importante per essere ignorata.

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