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I più grandi ritorni del 2018

Toh, guarda chi si rivede!

Speciale
A cura di del
Il 2017 è stato un anno a dir poco intenso, fatto di operazioni di recupero e revival come Assassin’s Creed Origins, che ha riportato la serie Ubisoft sulle scene dopo i flop ludici e commerciali degli ultimi anni, o esaltazioni popolari per franchise poco noti dalle nostre parti quali Persona e Nier. Il 2018, c’è da scommetterci, sarà un’annata altrettanto prolifica e riconsegnerà agli appassionati alcune delle saghe più amate che, per una ragione o per un’altra, hanno abbandonato le scene da diversi – e forse troppi – anni.
 

Li passiamo volentieri in rassegna insieme a voi, con alcuni caveat su come abbiamo stilato questa sostanziosa lista: i giochi coinvolti provengono da proprietà intellettuali assenti dal mercato con nuovi capitoli da almeno cinque anni. Quindi non terremo conto delle rimasterizzazioni che in questo lasso di tempo possono essere state pubblicate per rinfocolare la passione dei giocatori nei confronti delle rispettive epopee videoludiche. 

Pronti? Si parte. 

I più grandi ritorni del 2018

God of War

God of War si prepara a ritornare in una forma più splendente che mai, e con numerosi cambiamenti rispetto al passato recente. Sotto la guida di Cory Barlog, game director del secondo capitolo che ha lavorato a un po’ tutti gli episodi per Santa Monica Studio, questa nuova release vede Kratos tuffarsi in una mitologia completamente diversa, quella norrena, e finalmente padre. Il team di sviluppo californiano ha cambiato anche la tipologia stessa della serie, buttandosi sull’action RPG con una durata di circa 30 ore e un focus sulla narrazione che dovrebbe farlo somigliare più ad un The Last of Us che ad un hack ‘n’ slash. L’impatto del figlio Atreus e della barca sul gameplay chiudono il cerchio per quella che può essere considerata una reinvenzione totale, un reboot, e non un semplice ritorno sulle scene dopo il prequel Ascension del 2013. 

Crackdown 3

Tribolatissimo, Crackdown 3 si prepara a tornare su Xbox One sotto la guida del nuovo team di sviluppo Reagent Games e di Sumo Digital, che si sta occupando nella fattispecie della campagna single-player (che, stando ai rumor, dovrebbe essere giocabile in cooperativa per un massimo di quattro utenti). Dopo essere stato rinviato per l’ennesima volta lo scorso autunno, a poche settimane da quella che poteva essere la sua finestra di lancio ideale, il terzo capitolo sarà disponibile nel corso della primavera 2018 e presumibilmente intorno al mese di giugno, quando saranno passati ben otto anni da Crackdown 2. Non sappiamo quanto sarà fedele all’ambiziosa visione originale, che prevedeva un comparto multiplayer dai grandi numeri e forte di una mappa completamente distruttibile grazie alla potenza del cloud di casa Microsoft. La tecnologia al servizio di questa mission, Cloudgine, è ancora della partita, ma mai come adesso è difficile prevedere per quali scopi potrà tornare utile. 

Red Dead Redemption 2

Potreste non crederci, ma Red Dead Redemption è uscito nel lontano 2010. Conosciamo tutti i tempi biblici di Rockstar Games, eppure il titolo dei fratelli Houser ad ambientazione western è rimasto praticamente intatto nella memoria di tantissimi giocatori, che ancora oggi lo elogiano come capolavoro della narrazione al servizio del marchio di fabbrica open world dei creatori di GTA. Non sarà tribolato come Crackdown 3, ma anche il nostro Red Dead Redemption 2, presentato con un trailer nello stesso giorno di Nintendo Switch (un 20 ottobre destinato a restare nella storia dei videogiochi), ha subito un doloroso rinvio e ad oggi si è esibito in appena due filmati con una spolverata di storia, e zero riferimenti al gameplay vero e proprio. Con Rockstar la fiducia diventa fede, non abbiamo troppi dubbi sulla buona riuscita di un sequel che non dovrebbe rivoluzionare la serie, ma aspettiamo trepidanti qualche dettaglio in più e una data d’uscita – per l’amor del cielo – fissata per la primavera come promesso. 

Metro Exodus

Metro 2033 fu una sorpresa, Last Light una piacevole conferma. Sono passati cinque anni dal lancio del secondo capitolo della serie 4A Games, e adesso – dopo il bundle Redux che ha riproposto per le console di nuova generazione uno dei franchise più sorprendenti del panorama videoludico – Metro Exodus si prepara a fare un ulteriore salto di qualità in termini di valori produttivi e narrazione. Il gioco ha fatto il suo debutto soltanto all’E3 2017 con il trailer Aurora, che ha lasciato molti di stucco e attirato l’attenzione di parecchi che non si erano neppure mai approcciati all’IP, e non ci stupirebbe uno slittamento di qualche mese fino al prossimo anno, sebbene dal team ucraino emigrato per le ben note vicende belliche a Malta arrivino rassicurazioni in tal senso. D’altronde, sono anni ormai che ci lavorano sotto coperta e il materiale originale di Dmitry Glukhovsky rappresenta sempre un ottimo punto di partenza. 

I più grandi ritorni del 2018

Shenmue III

Abbiamo giocato un po’ con voi lettori proponendovelo soltanto nel bel mezzo di questo listone, ma è ovvio che in un articolo del genere non potesse mancare il re delle leggende metropolitane videoludiche: Shenmue III. Pensate, dal secondo episodio sono passati addirittura 17 anni: il gioco uscì per Xbox e Dreamcast, il cui produttore è addirittura scomparso dalla scena hardware per “accontentarsi” della realizzazione di titoli incentrati su Sonic (molti dei quali dalla dubbia utilità) e al publishing, ma non di uno Shenmue. E, sempre alla voce delle curiosità, l’altra console su cui giunse nel 2001 non viene neppure supportata da Shenmue III: il revival di Ys.net sarà infatti disponibile, grazie al miracoloso kickstarter del 2015 e al provvidenziale intervento dell’editore Deep Silver (senza cui – Suzuki dixit – non sarebbe stato possibile renderlo open world), solo su PlayStation 4 e PC. Con buona pace di un Nintendo Switch tarantolato e una Xbox One che avrebbe tratto grande giovamento dallo sbarco di storie nuove, si fa per dire, sui propri lidi. Quante cose cambiano in neppure vent’anni. 

Mega Man 11


Annunciato a dicembre in occasione dei 30 anni della serie, Mega Man 11 segnerà il ritorno del frenetico platform side scroller di Capcom su PC, PS4, Xbox One e Nintendo Switch. Negli 8 anni in cui non si è sentito alcunché riguardo alla proprietà intellettuale, in molto hanno provato a fornire una propria interpretazione del genere, spesso finendo col sedere per terra a causa di progetti poco chiari o nati semplicemente sotto una cattiva stella su Kickstarter. Sì, Keiji Inafune, sto guardando te: Mighty No. 9 è stato una delusione cocente per i tanti fan di Mega Man là fuori che speravano di potersi godere un’esperienza assimilabile senza passare necessariamente per l’ispirazione assai volubile e le decine di collection firmate Capcom, e che per paradosso adesso vedono nella casa nipponica l’unica ancora di salvezza di un genere poco appetito ai publisher più quotati. 

Soul Calibur VI


Da un punto di vista mediatico, i videogiochi sono sovraesposti a dir poco: gli appassionati sono bombardati di informazioni ogni giorno, e sempre più frequentemente capita che questo o quel gioco si perdano nel mare magnum in cui noi per primi vi imbeviamo. È così che, fino all’arrivo del classico leak autunnale, praticamente nessuno si era posto il problema di dove fosse finito Soul Calibur, nonostante un silenzio che, dati alla mano, è durato in Bandai Namco per la bellezza di sei anni. Il quinto capitolo è infatti del 2012 e, salvo ripensamenti dell’ultima ora, Soul Calibur VI arriverà nel corso di quest’anno in tutto il suo splendore, su PC, PS4 e Xbox One. Del gioco in sé (roster, caratteristiche uniche) sapremo di più nei prossimi mesi, sebbene sia già noto che in termini di storia e mitologia sarà una reimmaginazione del capitolo originale. Do your souls still burn? 

Travis Strikes Again: No More Heroes


Nintendo ci ha abituati ad un tipo di comunicazione che più dimesso non si può, complice il debutto incompreso di Wii U all’E3 2012. In questo quadro va letto l’annuncio di Travis Strikes Again: No More Heroes, il terzo episodio della serie di Giochi “Suda51” Suda che in realtà terzo episodio non è: un trailer durante uno showcase di Nindies ad agosto, insieme ad una buona decina di altri interessanti titoli, e chi s’è visto s’è visto. No More Heroes entra di diritto nei franchise di cui stiamo parlando oggi (Desperate Struggle è del 2010), ovvero in quelli che sono spariti a lungo, ma con una gravità ancora maggiore, dal momento che, sparito dalla circolazione Wii e l’ondata di produzioni basati sui motion controller, sembrava non ci fosse più spazio per lui. Beh, si sbagliava chi la pensava così, ma nemmeno troppo. Nintendo Switch si è dimostrato la spalla ideale per Travis Strikes Again, grazie alla sua popolarità ma anche ai polifunzionali Joy-Con. Un progetto che Suda descrive così: "È una sorta di continuazione di quello che è successo lì, ma non è un seguito diretto parzialmente perché No More Heroes parla di un assassino contro altri assassini, e il nuovo titolo non è così. Non è esattamente uno spin-off ma, mentre non è un sequel diretto, è una sorta di trampolino di lancio per No More Heroes 3". Chiaro, no? Non tanto, ok. 

I più grandi ritorni del 2018

Darksiders 3


Discorso simile per Darksiders 3. La serie, di fatto, non esisteva più a causa della chiusura di THQ, la dissoluzione di Vigil Games e il passaggio del creatore Joe Madureira ad Airship Games per Battle Chasers: Nightwar. L’acquisizione del marchio da parte di Nordic Games, nota oggi col nome di THQ Nordic non a caso, aveva riaperto degli spiragli inaspettati e i remaster dei due capitoli finora pubblicati dato l’idea che, sì, ci fosse un pubblico per queste storie di Apocalissi open world. Ed è a quel pubblico che, a distanza di ben sei anni dall’originale Darksiders II, il lavoro di Gunfire Games – lo sviluppatore nato appositamente per coltivare l’IP – si rivolge e dedica la sua Fury, primo Cavaliere di sesso femminile che interpreteremo nel tentativo sempre più disperato di salvare la Terra dalla cancellazione. Un po’ la sorte che era toccata alla saga, insomma. Per questo capitolo, la promessa dello studio è una minore dispersività rispetto al diretto predecessore, e una somiglianza stilistica al primo, che aveva fatto innamorare milioni di fan intorno al globo. Dove dobbiamo firmare? 

The Wolf Among Us: Season 2


Bigby Wolf e tutto il cast di Fables si apprestano a tornare cinque anni dopo il primo episodio, un lasso di tempo inconsueto per una Telltale che ha preferito concentrare i propri sforzi su serie più produttive come The Walking Dead, Batman e I Guardiani della Galassia. The Wolf Among Us ha lasciato comunque un ottimo ricordo tra gli amanti del noir e di questo fumetto videoludico estremamente di nicchia, in maniera speciale per la qualità della sua narrazione e l’originalità del contesto in cui figure fiabesche come Biancaneve o il Lupo Cattivo vengo rilette, e talvolta persino stravolte nei loro tratti più caratteristici. L’annuncio di una seconda stagione era arrivato quasi insperato lo scorso anno, ma ultimamente la software house americana parla con insistenza di nuovi formati per le sue produzioni future. Con un The Wolf Among Us 2 ancora tutto da definire, chissà che non tocchi a lui fare da apripista, magari con un’uscita secca o un numero di episodi più contenuto.

System Shock


System Shock è una delle IP a tinte fantascientifiche di maggior successo nella storia dei videogiochi, che in molti hanno conosciuto a latere come padre spirituale di BioShock. Grazie ad un kickstarter – di nuovo lui – da oltre 1.3 milioni di dollari, il publisher Night Dive Studios ha potuto acquisirne la licenza, e finanziare un vero e proprio remake che sarà disponibile nel corso del 2018, quando saranno passati addirittura 14 anni dal lancio del capostipite. I fan più sfegatati e nostalgici avranno di che leccarsi i baffi anche dopo l’uscita di questo rifacimento, dal momento che l’editore ha incaricato OtherSide Entertainment di realizzare, col contributo economico di Starbreeze, nientemeno che System Shock 3. E, indovinate un po’?, lo studio in questione è capitanato da Warren Spector, il leggendario designer la cui mente ha partorito l’intera saga. L’anno da cerchiare in rosso, però, è il 2019 stavolta. 

Menzione d’onore: Kingdom Hearts III


L’elefante nella stanza c’è ed è bello grosso, pure. La lista delle serie a lungo assenti dalle scene è ufficialmente terminata, ma sappiamo già che in tanti tra voi avranno pensato: “e Kingdom Hearts III”. Non è stato rinviato di nuovo, tranquilli: sarà 2018. Semplicemente, non lo abbiamo incluso perché – nonostante Kingdom Hearts II risalga addirittura al 2005 – nel corso degli anni sono usciti numerosissimi capitoli spin-off che non ci hanno fatto sentire troppo la mancanza dell’epopea di Sora, Paperino, Topolino, Pippo e tutti gli altri (di quella no, di una degna conclusione sì, magari). L’ultima collection coi decimali, che sono ormai un marchio di fabbrica di Tetsuya Nomura, ha perfino introdotto un breve prologo giocabile di Kingdom Hearts III, con un assaggio dell’ultimo episodio a cui i fan si sono dedicati con estremo piacere. In attesa, ben inteso, della portata principale...

Preparate i fazzolettini, dunque: ci sarà da versare qualche lacrima quest’anno, che sia per un ritorno commovente o per un ultimo giro di giostra della vostra saga videoludica preferita. Alla fine, però, l’importante è che questi ritorni si facciano e siano degni non soltanto delle saghe in sé, ma soprattutto dei ricordi che ognuno di noi serba nel suo cuore da videogiocatore.

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