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Life is Strange: Before the Storm, la recensione dell’episodio 3

Le bugie che diciamo in nome dell'amore.

Recensione
A cura di del
ATTENZIONE! Nelle recensioni dei capitoli di Life is Strange: Before the Storm sarà inevitabile parlare degli eventi della serie originale. Se non avete ancora giocato Life is Strange, vi sconsigliamo la lettura di questa recensione e di quelle che arriveranno.

In un periodo di rivisitazioni, capitoli apocrifi di saghe su conflitti stellari ad opera di autori che non avevano nulla a che fare gli originali, reinterpretazioni sacrileghe e prequel, fa un certo effetto tirare le somme di Life is Strange: Before the Storm. È un sollievo, invece, fare un bell’applauso convinto e caloroso ai Deck Nine, i quali volevano creare un'avventura molto diversa dal Life is Strange originale, che parlasse di qualcosa di nuovo e creasse qualcosa di magico intorno a Chloe e Rachel. Alla fine ce l'hanno fatta, bravi, davvero. Forse Before the Storm non supera la serie originale, per una serie di motivi del tutto fisiologici che vedremo, ma riesce comunque a veicolare un racconto potente, ben orchestrato ed in grado di toccare le giuste corde per non sembrare melenso.
L’Inferno è Vuoto, il terzo ed ultimo episodio, riprende dall’esatto momento in cui Il Mondo Nuovo ci aveva lasciato: Rachel Amber in crisi dopo aver scoperto una sconvolgente verità sulla sua famiglia.

Life is Strange: Before the Storm, la recensione dell’episodio 3

Chloe cammina con me

Quella che Chloe e Rachel credevano fosse l’amante del padre di quest’ultima, è in realtà la madre biologica. Da questa rivelazione parte la confessione di James, che racconta una storia inizialmente normale, fatta di due liceali innamorati ma che, complice la tossicodipendenza, trasforma Sera (questo il nome della madre biologica) in una persona che ha solo voglia di fuggire da tutto e tutti, responsabilità e figlia comprese. Proprio da questo momento parte l’episodio, che riprende l’idea del binocolo al parco per permettere a Chloe e Rachel di vedere i flashback della vita di James in prima persona. Un’idea di fotografia molto audace, ben riuscita, e messa in scena con la giusta perizia per rendere l’intera scena inquietante. Ce ne saranno altre di soluzioni di regia così eclettiche, che rendono il lavoro dei Deck Nine ancora più prezioso.
Da qui inizia il tormento di Rachel, una ragazza con il fuoco della vita, la fiamma dell’arte, ma che forse, in questo momento, vorrebbe solo bruciare tutto quanto. Toccherà a Chloe, quindi, risollevare l’animo ed il cuore della sua amica, continuando a costruire una relazione che si rivela sempre più tratteggiata e coerente. Chloe e Rachel condividono un sentimento molto forte che, come per tanti altri temi qui e nel Life is Strange originale, non viene annunciato e celebrato in pompa magna, ma semplicemente messo in scena. Che ci fosse stato del tenero tra le due lo avevamo avvertito già dal punto di vista di Maxine, e grazie a Before the Storm veniamo travolti dalla delicatezza dei gesti che le due ragazze offrono l’un l’altra.



Mentre Rachel è dubbiosa sul voler provare comunque a rintracciare Sera, nonostante l’allontanamento voluto da James, e chiederà ovviamente l’aiuto di Chloe, proprio la nostra protagonista sarà al centro di una sorta di storia delle origini in stile supereroistico, se vogliamo. Dovrà affrontare i suoi demoni, nella forma di un padre la cui mancanza pesa come un macigno, e si manifesta anche in alcuni sogni lucidi che dovrebbero essere un modo per Chloe di andare avanti, ma non fanno altro che rendere tutto ancora più difficile. Mentre la ragazzaccia ribelle (che nel frattempo inizia a tingersi i capelli di blu) scopre che James potrebbe avere qualcosa da nascondere, si interroga su ciò che avrebbe potuto scoprire di suo padre invece. Siamo proprio sicuri che i nostri cari non ci mentirebbero mai, neanche per proteggerci? E cosa succederebbe se scoprissimo una bugia di un parente stretto, magari il proprio amato, a distanza di anni? Questo è il tema portante di l’Inferno è Vuoto, e su questa dicotomia tra amore e verità intreccia tutta la narrazione fino al fine, in cui proprio la stessa Chloe dovrà compiere la scelta decisiva tra la sincerità e il proteggere Rachel da qualcosa che potrebbe demolirla definitivamente.

Life is Strange: Before the Storm, la recensione dell’episodio 3

Da sole contro il mondo

Mentre il racconto prosegue, cadenzato da una colonna sonora sempre puntale ed incalzante, Chloe e Rachel arriveranno a rischiare moltissimo (fino ad arrivare all’ospedale dopo una colluttazione, in una scena dalla regia ancora una volta sorprendente) per raggiungere Sera, e nel farlo scopriranno un intreccio di bugie tra personaggi apparentemente insospettabili. La donna è ben più coinvolta di quanto sembri inizialmente nell’intreccio narrativo, e la scena che la vede protagonista è il momento più potente di tutto l’episodio, ma non l’unico.
Before the Storm racconta una storia molto diversa dal Life is Strange originale, l’avevamo già accennato. Il thriller ed il paranormale lasciano lo spazio all’inquietudine, la messa in scena dell’egoismo di alcune persone, contrapposte al calore dell’amore di altre, come la madre di Chloe che, grazie all’affetto di David, riesce forse a conoscere di nuovo un briciolo di felicità. Anche Frank, lo spacciatore, guadagna un notevole spessore in questi tre episodi. Forse i soli tre episodi costringono ad accelerare in alcuni punti e lasciare indietro alcuni eventi collaterali, che già con un solo episodio in più avrebbero contribuito ad infoltire il mosaico già ricco di Before the Storm.

Life is Strange: Before the Storm, la recensione dell’episodio 3

Dichiarando quindi il lavoro di Deck Nine un successo, data la sua natura di prequel non può e non vuole puntare sul colpo di scena finale, sul crescendo degli ultimi minuti. Un finale che, però, non va assolutamente bollato come scadente. Questo perché il racconto prosegue semplicemente con una continuità da manuale.
In seguito alla scelta che Chloe affronterà, vedremo il rapporto tra lei e Rachel crescere con un montaggio di sequenze molto toccanti che ricoprono i tre anni che separano questi episodi dal primo di Life is Strange. Il culmine è una scena dopo i titoli di coda, quella che collega direttamente le due vicende, pochi secondi da brivido che richiamano subito l’orrore che Maxine scoprirà alla fine della sua avventura. Before the Storm funziona proprio per questo, costruisce un background narrativo solido ad una storia che già ha dato modo di saper emozionare. Non lo fa sfruttando l’elemento della nostalgia o della lacrima facile, ma semplicemente costruendo su quanto di Dontnod avevano già fatto. Capiamo quanto Rachel fosse importante per Chloe e viceversa, entrambe si sostenevano ed impedivano all’altra di precipitare rovinosamente verso l’oblio. Un oblio che, in un modo o nell’altro, nessuna delle due eviterà.
  • +I temi del racconto
    +Alcune interpretazioni magistrali
    +Colonna sonora e regia notevoli
    +Chloe e Rachel
  • -La sua natura di prequel gli preclude grossi colpi di scena
    -Alcune vicende collaterali rimangono sempre tali
    -Forse tre episodi sono troppo pochi
voto
8

Life is Strange: Before the Storm è una storia di perdita ed alienazione, e di come l’amore può porvi rimedio. Ma anche di come l’amore per una persona possa essere un fardello, perché ci costringe a compiere scelte imperdonabili per difendere chi amiamo. È stato un piacere conoscere Rachel Amber, un personaggio che Deck Nine ha tratteggiato in modo infallibile. Rachel cambia tutto. Dona a Chloe qualcosa di interessante di cui parlare, per cui vivere, amare, soffrire, qualcosa per cui combattere e in cui credere. Before the Storm non affronta viaggi nel tempo e calamità che minacciano una città, ma si concentra su qualcosa di più intimo ma non meno pericoloso, a volte: la vita, strana o meno che sia.

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