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Overwatch: Moira, la scienza e la violenza

Prime impressioni sulla deviata scienziata di Overwatch.

Speciale
A cura di del
Ancora una volta, ovviamente, il Blizzcon 2017 ci ha mostrato tutte le novità di Overwatch per i mesi a venire. Un po’ a sorpresa è stato svelato anche un nuovo eroe, Moira.
Ve ne avevo già parlato in maniera preliminare nell’articolo dedicato alla manifestazione di casa Blizzard, ma adesso mi sono calato negli esili panni della scienziata della Talon per un po’. Sì, perché Moira O’Deorain è un’altra cattivona che combatte fianco a fianco con Doomfist. È un eroe di supporto, ed è uno di quelli che credo si imporrà abbastanza efficacemente nel meta di Overwatch.

Overwatch: Moira, la scienza e la violenza

Sempre nel nome della scienza

Brillante e controversa al tempo stesso, la scienziata Moira O'Deorain è all'avanguardia nell'ingegneria genetica, alla ricerca di un modo per riscrivere i principi fondamentali della vita. Più di 10 anni fa, O'Deorain fece scalpore pubblicando un controverso documento nel quale dettagliava la metodologia creativa di un programma genetico personalizzato in grado di modificare la struttura cellulare del DNA. Sembrava un promettente passo in avanti nella cura di sindromi e malattie e nell'ottimizzazione del potenziale umano. Come spesso accade nel caso di scoperte così particolari, i suoi colleghi ebbero da ridire. Molti consideravano il suo lavoro pericoloso per una totale mancanza di etica, e O'Deorain venne persino accusata di avere le stesse, spregiudicate aspirazioni scientifiche che alcuni ritenevano la causa della Crisi degli Omnic. La sua ancora di salvezza fu un'offerta proveniente da una fonte improbabile: Blackwatch, la divisione di Overwatch dedicata alle operazioni clandestine. Continuò così il suo lavoro nell'ombra sviluppando al contempo nuove armi e tecnologie per questa organizzazione. Dopo lo scioglimento di Overwatch, O'Deorain fu costretta a cercare finanziamenti alternativi per le sue ricerche. Venne così invitata a entrare nel collettivo scientifico che aveva fondato la città di Oasi. C'era però chi sosteneva che la misteriosa organizzazione Talon la supportasse già da anni, aiutandola nei suoi esperimenti al fine di utilizzarne i risultati per i propri loschi scopi. Anche se O'Deorain non si fermerà davanti a niente per progredire nelle sue scoperte scientifiche, il suo lavoro è ancora sconosciuto alla maggior parte del mondo. Ma ora, libera da ogni restrizione, è solo questione di tempo prima che tutto cambi.

Overwatch: Moira, la scienza e la violenza

In bilico

Le abilità e l’intero moveset di Moira rispecchiano perfettamente questa sua duplice natura, fatta di ricerche scientifiche e scoperte fatte ad ogni costo. Moira è infatti un support in grado di curare ed infliggere danni.
Con la mano sinistra, il fuoco primario, Moira è in grado di curare gli alleati. Lo fa attraverso un raggio che può investire anche più di un alleato, ma a differenza del bastone di Mercy bisogna rimanere in mira con il puntatore sui compagni da curare. Bisogna anche stare attenti alla carica residua della cura perché, proprio come una normale arma, il “caricatore” non è infinito. Una volta esaurita l’energia, questa va ricaricata perché si possa tornare a curare, e la ricarica avviene molto lentamente. Per velocizzarla viene in soccorso il fuoco secondario, quello offensivo della Biomanipolazione. Con il pulsante destro, Moira infligge danni ad un avversario in un raggio poco più lungo di quello della cura. A differenza dell’arma di Symmetra, però, bisogna mantenere la mira esattamente sul bersaglio. In questo modo si infliggono danni, ma Moira viene anche curata e la carica dell’abilità di Biomaniplazione viene ripristinata. Viene da sé, quindi, che Moira dovrà continuamente passare tra cure e danni per mantenersi efficace nel corso della partita, anche considerato che il fuoco secondario non ha nessun cooldown.
Il Globo Biotico è la seconda abilità di Moira. All’attivazione si può scegliere quale versione sparare: con il pulsante sinistro elargisce cure, con il destro i danni. La sfera curatrice è un globo che permette agli alleati di recuperare energia vitale, fino ad un massimo di trecento punti vita. La sfera offensiva, invece, infligge danni ai nemici circostanti ed inoltre li rallenta. Entrambe le versioni del globo rimbalzano fino a quando non si scaricano, inoltre. Questa è una grande abilità di supporto per una serie di motivi. Intanto il fatto che rimbalza contro gli ostacoli permette a Moira di rimanere lontana dalla mischia, pur essendo sempre utile nell’azione di gioco. Inoltre supera qualsiasi barriera, pur non potendo nulla contro l’ormai onnipresente Matrice Difensiva di D.Va.
L’ultima abilità regolare di Moira è la Dissolvenza. Si tratta di un’abilità di fuga abbastanza efficace, tramite la quale Moira può teletrasportarsi, diventare invisibile, ed infine invulnerabile per un breve periodo di tempo. Da notare che sia il Globo Biotico che Dissolvenza hanno cooldown notevoli, rispettivamente di dieci e sei secondi.
L’abilità Ultra di Moira è Coalescenza. Molto poco tecnica, ma molto spettacolare, è una potente onda energetica che fonde entrambi gli stili delle capacità dell’eroe. Coalescenza, infatti, guarisce gli alleati e danneggia gli avversari allo stesso tempo. L’abilità dura otto secondi, trapassa anch’essa ogni barriera, e in percentuale sono più le cure elargite che i danni inflitti, quindi tratta di un’abilità tendenzialmente protettiva. Però, lanciata con un tempismo notevole, può comunque aiutare i dps a chiudere qualche uccisione nella schermaglia in corso.

Overwatch: Moira, la scienza e la violenza

Scienziata pazza

Come si pone Moira rispetto agli altri eroi di supporto? Considerando che Mercy e Lucio rimangono, ancora oggi, i migliori support in circolazione, Moira ha comunque delle caratteristiche tali da renderla un buon ingresso in squadra. Diciamo che, per via delle sue capacità, potrebbe prendere il posto di uno Zenyatta, nel caso non vi vada a genio il monaco omnic per qualche motivo. Per giocarla bisogna stare molto attenti a bilanciare i momenti di supporto con quelli offensivi, perché Moira vive (e sopravvive) proprio su questo dualismo. Curare, o fare solo danni, rende l’eroe poco utile, se non un peso per la squadra.
Se la cava bene contro gli eroi dotati di barriera perché, con le sue abilità, le trapassa tranquillamente. Ana, invece, può annullarla completamente per vari secondi grazie alla Granata Biotica, così come la già citata D.Va. Moira è un support che deve rimanere a corta distanza, se non nascondersi il più delle volte, quindi eroi in grado di sparare da molto lontano come Pharah e Widowmaker la potrebbero mettere in seria difficoltà.

Il nuovo eroe presentato all’ultimo BlizzCon è un supporto. Moira, oltre ad avere un design straordinario, ben lontano dai canoni femminili di riferimento – dimostrando grande maturità da parte dei creativi Blizzard – è un support dalle abilità molto interessanti in termini di design ed efficacia. Potrebbe far fatica a trovare uno spazio nel meta competitivo in un primo momento, ma ha le carte in regola per entrare nel consueto duo di support che, solitamente, vengono inseriti all’interno della formazione media di Overwatch. I migliori della categoria rimangono sempre i soliti Mercy e Lucio, ma mai dire mai.

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