Questo sito utilizza cookie anche di terze parti necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la nostra cookie policy.
Cliccando sul tasto ACCETTA dai il consenso all’utilizzo dei cookie, il messaggio sul banner verrà nascosto. 

Sonic Forces, la recensione della nuova avventura in 3D del porcospino

Qualcosa di buono, qualcosa di meno buono.

Recensione
A cura di del
Come si fa a passare da Super Mario Odyssey a Sonic Forces? Senza nulla togliere al mio amato porcospino blu, la nuova avventura ordita dal Sonic Team esce in un momento in cui i platform 3D hanno tutti ricevuto una bella lezione d’umiltà da Nintendo, per così dire. Certo, la vita in tre dimensioni di Sonic è stata sempre molto particolare, è andata in una direzione tutta sua e, anche con Sonic Forces, non sembra che SEGA abbia voluto abbandonare la via maestra.
Le avventure 3D di Sonic sono come Aquaman – l’eroe DC Comics – nell’era post-Big Bang Theory (a proposito, quanti danni ha fatto questo show?): tutti dicono che fanno schifo ma nessuno saprebbe dire perché. Esagerazioni a parte, ormai lo sanno anche i muri che Sonic funziona meglio in 2D, e ce lo ha dimostrato il delizioso Sonic Mania. Sonic Forces, però, rientra nei titoli 3D “buoni” della serie, più vicino a Sonic Generations che Sonic Boom, per intenderci.

Sonic Forces, la recensione della nuova avventura in 3D del porcospino

The Return of the Space Hedgehog
Sonic Forces si prende la briga, nei primi minuti, di: citare Star Wars nella sequenza dell’attacco alla Morte Nera originale (e lo farà anche successivamente in altre occasioni); farci vedere Sonic preso a mazzate come nella migliore delle puntate di Dragonball Z da una “posse” composta dai suoi storici nemici, che in realtà si scopriranno essere dei cloni interdimensionali vattelapesca; permetterci di creare un avatar con cui affrontare l’avventura.
La storia, infatti, è sorretta da un pretesto molto apprezzabile, perché Sonic viene sconfitto clamorosamente dal Dr. Eggman, il quale lo rinchiude e tortura (giuro, viene usata questa parola) così da permettergli di assistere al nuovo ordine mondiale che il perfido scienziato sta creando. Così entra in scena anche la recluta, che Knuckles soprannominerà amorevolmente “Spina”, ovvero il personaggio creato dal giocatore. L’eroe che andremo a creare avrà ovviamente le fattezze di un personaggio del mondo di Sonic, e non un umano, pertanto potremo scegliere un animale di partenza tra una serie come gatto, porcospino (ovviamente), orso e cane. Ognuno di essi ha un’abilità passiva che influisce sul gameplay, alcune sono relativamente utili come il doppio salto fornito dalla razza uccello, mentre altre sono decisamente più golose come il gatto, che consente di rimanere con un anello una volta che si subisce un colpo dai nemici. L’eroe, che può essere personalizzato in parecchi elementi estetici, viene inserito all’interno della narrazione come un sopravvissuto all’attacco del perfido Infinite, potente quanto poco carismatico villain, una creatura definitiva generata dagli esperimenti di Eggman. Spina, quindi, entra a far parte della resistenza, quella “force” del titolo che, sei mesi dopo la sconfitta di Sonic, ha il compito di ribaltare la situazione ed impedire la conquista del mondo da parte dello scienziato baffuto.



Ecco, la premessa interessante dell’inizio viene annullata quasi subito perché 1) arriva a dare man forte al gruppo il Sonic originale tarchiato e paffuto (confermando, di fatto, che questo è il vero sequel dell’ottimo Sonic Generations, con tanto di battutina del Sonic moderno sulle “generazioni” che sono passate dall’ultima volta che si sono visti) e 2) dopo una manciata di missioni il Sonic del giorno d’oggi si libera e diventa un personaggio giocabile. Da qui si alternano i trenta livelli principali che completerete in 4-5 ore circa, con un indefinito numero di stage bonus, che compongono l’avventura di Sonic Forces. Negli stage ci si alterna tra il Sonic classico, quello moderno e l’avatar del giocatore, con alcuni livelli in cui si controlla una combinazione di questi tre. In modo similare a Generations, a seconda del personaggio utilizzato il gameplay cambia in modo più o meno considerevole. I livelli con il Sonic minuto sono esclusivamente in 2D, il ritmo dell’azione rallenta leggermente e sono presenti tutte quelle caratteristiche tipiche dei Sonic di un tempo, come i televisori da rompere per ottenere dei power-up. Nei panni del Sonic moderno e del protagonista personalizzato il gioco è molto simile, e ricalca fedelmente il gameplay dei titoli 3D della saga. La velocità aumenta a dismisura, l’azione è più frenetica, si passa dallo scorrimento laterale alla telecamera dietro la spalla più volte all’interno di uno stesso livello e, in generale, è il “solito” Sonic in 3D. La differenza sta nel fatto che il personaggio creato dal giocatore è meno veloce di Sonic, ma è dotato del wispon, una sorta di arma che garantisce alcune nuove mosse. Innanzitutto è possibile utilizzare un rampino per approfittare di apposite sporgenze per compiere acrobazie varie, ma soprattutto il wispon ha la capacità di evocare un potere specifico quando vengono raccolti degli spiritelli wisp dello stesso colore. La fiamma, ad esempio, permette di trasformare l’arma in un vero e proprio lanciafiamme, e con la pressione di un pulsante ci si può scaraventare in aria come un missile; l’elettricità invece evoca una frusta, e permette di correre a grandissima velocità sulle scie di monete sparse per lo scenario. Ovviamente, alcuni livelli vanno affrontati meglio, o più semplicemente in modo diverso a seconda dell’arma che viene usata, ma alla fine le differenze non sono così madornali e vi ritroverete ad usare semplicemente quella con cui vi sentirete a vostro agio, perché l’effetto reale dei potenziamenti è poco tangibile.

Sonic Forces, la recensione della nuova avventura in 3D del porcospino

Gotta go fast!
Ma parliamo dei livelli, quelli più dinamici. Sonic Forces punta moltissimo sulla velocità, e nonostante ci siano collezionabili e strade alternative in ogni stage, alla fine vi ritroverete solamente a voler correre fino alla fine. Come fare altrimenti quando, giusto per fare un esempio, la musica accelera ed aumenta di volume all’attivazione del turbo di Sonic? Oppure quando arrivano le serpentine su cui scivolare, i giri della morte, e tutto ciò che di bello porta in dote la terza dimensione e che no, nessun titolo 2D può sostituire in alcun modo. Ecco, Sonic Forces si esalta un sacco a proporre al giocatore tutte queste situazioni estremamente dinamiche, che passano anche per cutscene lineari, a volte dotate di quick time event. Per un attimo, ma solo per un attimo, ho ripensato alla discesa con il camion di City Escape (a proposito, Forces è anche estremamente ruffiano nel citare i titoli della saga) di Sonic Adventure 2. Il problema è che, alla fine di ogni livello, vi ritroverete a pensare di aver trascorso una manciata di minuti scarsi di un gameplay con pochissimo carisma. Ed è questo il problema principale dei Sonic in 3D, quello che in pochi sanno e che ancora meno persone saprebbero spiegare. Non c’è una visione d’insieme in termini ludici e tematici: c’è un bellissimo livello in una giungla con un casinò tecnologico, con le luci al neon coloratissime che squarciano l’oscurità, poi si passa ad una banalissima città semidistrutta, e poi un generico mondo fantascientifico, per finire in delle Chemical Plant e Green Hill messe lì a tradimento.



Sonic Forces, inoltre, vuole anche fare il platform normale alle volte, quindi costringe il giocatore a rallentare per delle fasi di platforming più classiche, che è come farsi portare via la pizza dal piatto dopo un primo boccone. Un boccone che, per altro, è sempre flagellato dai soliti problemi ormai noti di leggerissimo input lag, e quella fastidiosa sensazione di “pattinamento” che i personaggi hanno quando camminano prima di iniziare a correre. Non aiuta neanche la narrazione che, volendo raccontare delle azioni in contemporanea di più personaggi, ci scaraventa da un livello all’altro ritornando spesso su stage già affrontati in precedenza.
Però, ve lo ripeto, Sonic Forces fa di tutto per buttare il giocatore nell’azione velocissima e frenetica, e ci riesce alla grande. Tra i Sonic in 3D, questo è tra quelli che mi hanno fatto sentire di più il senso della velocità, dove la musica accompagna l’azione con sonorità rock non troppo virtuose ma efficaci. Tutto ciò si paga con un livello di sfida molto basso, tant’è che il gioco è impostato di default su difficile, ma i game over arrivano più per dei salti sbagliati che per le insidie dei nemici. Ci sono anche delle boss fight nel gioco, ma sono davvero imperdonabili per design e messa in scena, in questo caso è tutto da rifare.
  • ++ Graficamente molto buono
    ++ Alcuni momenti di grande dinamismo
    ++ I livelli extra ed i collezionabili
  • - Livello di sfida basso
    - Non tutti gli stage sono memorabili
    - Pad alla mano, ci sono ancora alcuni difetti storici
voto
7

Sonic Forces rientra tra le produzioni in 3D “buone” del porcospino blu di SEGA, ma è un gioco che vive di alti e bassi. Ha una longevità notevole perché, tolte le 30 missioni regolari, ci sono tanti altri livelli bonus (di cui alcuni molto eclettici nel level desing), senza contare le sfide a tempo per le classifiche online. I collezionabili sono tantissimi, nei livelli ci sono le ormai canoniche cinque stelle rosse da raccogliere, ma ci sono anche tutti i capi di vestiario per abbellire l’avatar il cui conto supera le svariate centinaia. Tuttavia rimane quel senso di insipidità che accompagna alcune produzioni di questa serie. Ci sono i momenti esaltanti, dei livelli apprezzabili, poi alcuni un po’ meno, e le fasi di platforming “classico” che, a questo punto, andrebbero eliminate del tutto da questo tipo di gameplay. Nonostante ciò, non riesco a dire che Sonic Forces sia da bocciare perché, per essere un gioco di Sonic in 3D, fa ciò che deve: diverte, fa sentire il brivido della velocità, mette in scena un titolo dall’estetica e comparto tecnico efficaci. Sonic è tornato nella giusta terza dimensione, ma c’è ancora un po’ di strada da fare.

0 COMMENTI