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Rogue Trooper Redux, recensione del ritorno dello sparatutto fantascientifico

Undici anni e non sentirli... o forse sì?

Recensione
A cura di del
Le remastered di glorie del passato sono ormai una quotidianità nel mondo del gaming contemporaneo, al punto che, talvolta, ci ritroviamo tra le mani riedizioni di titoli che mai avremmo pensato di rivedere sugli scaffali. E’ questo il caso di Rogue Trooper, uno sparatutto in terza persona datato 2006 e uscito su PC, PS2 e Xbox (alla release originale seguì una versione leggermente rivista per Wii nel 2009), basato sull’omonimo fumetto DC. A undici anni di distanza, Rebellion Developments ha affidato lo sviluppo di una remastered ai ragazzi di TickTock Games, che hanno ribattezzato la nuova versione, in arrivo su PS4, Xbox One, PC e successivamente anche su Switch, Rogue Trooper Redux. Le lancette dell’orologio saranno state clementi con il nostro soldato?

Rogue Trooper Redux, recensione del ritorno dello sparatutto fantascientifico

Guerra su Nu-Earth
Rogue Trooper è ambientato su Nu-Earth, un pianeta diventato ormai inospitale a causa della lunga guerra tra Norts e Southers, che si contendono il controllo del territorio. Il lungo conflitto ha visto l’utilizzo di ogni tipo di arma chimica e batteriologica, al punto da rendere tossica l’atmosfera stessa del pianeta. Per questo, gli abitanti di Nu-Earth non possono uscire dalle città se non utilizzando delle speciali tute che permettono loro di sopravvivere all’esterno. I southers, nel tempo, hanno escogitato una strategia per avere un vantaggio nella guerra: tramite l’ingegneria genetica hanno sviluppato una nuova tipologia di soldato, denominata G. I. (Genetic Infantry), immune ai veleni che ormai infestano Nu-Earth. Rogue, il nostro protagonista, fa parte proprio di questa armata, ed è nei suoi panni che dovremo condurre la lotta, avvalendoci delle sue abilità di super-soldato.
Senza addentrarci oltre nella storia, possiamo dire che le vicende narrate presentano temi piuttosto classici per i fumetti supereroistici americani, e che sicuramente il comparto narrativo non brilla né per la scrittura della trama, né per lo sviluppo dei personaggi. Ciò nonostante si tratta di una storia che, pur con i suoi limiti, riesce a interessare quel poco che basta da spingere il giocatore a voler vedere il finale della vicenda.
Per quanto riguarda il comparto tecnico, va un grande plauso ai ragazzi di TickTock Games: considerando il materiale di partenza, il lavoro di rifinitura svolto su questa remastered è davvero ottimo e il gioco nasconde benissimo i suoi undici anni nonchè la sua provenienza dall’era PS2. L’avventura scorre fluidamente, sebbene qualche acciacco sia ancora visibile: qualche sporadico glitch fa la sua comparsa qua e là e le animazioni tradiscono l’anima di un gioco appartenente a due generazioni (di console) fa. Certo, non si tratta di un gioco in grado di rivaleggiare visivamente con le produzioni contemporanee, ma considerata la situazione non si poteva davvero chiedere di meglio. Il comparto audio è costituito da tracce piuttosto anonime, che accompagnano bene l’azione di gioco ma che difficilmente ricorderemo una volta spenta la console. Il gioco, inoltre, è interamente doppiato in italiano con risultati che, purtroppo, non sono sempre dei migliori.

Un lupo solitario
Rogue Trooper è un third person shooter di stampo classico in cui dovremo farci largo attraverso una pioggia di proiettili. Rogue avrà a disposizione due bocche di fuoco, una pistola ed un fucile multi-uso che potremo personalizzare nel corso dell’avventura tramite dei potenziamenti e diverse tipologie di munizioni. Sebbene in certe sezioni sarà conveniente muoversi di soppiatto per eliminare i nostri avversari, la maggior parte del gioco ci inviterà a tuffarci nel mezzo del campo di battaglia, eliminando orde ed orde di nemici con i nostri proiettili. Per farlo potremo avvalerci di un sistema di coperture che, sebbene ancora piuttosto spartano, funziona nonostante gli anni passati dalla release originale. Nascondendoci dietro di esse, infatti, potremo fare fuoco alla cieca, per colpire i nemici mantenendoci al riparo; oppure potremo sporgerci per avere una mira migliore, offrendoci però al fuoco nemico. Rogue è in grado di rigenerare la sua salute, ma può recuperare solo parzialmente i danni subiti: per un recupero completo, dovremo ricorrere ai medikit. Come si può intuire, dunque, il gameplay di Rogue Trooper non presenta alcuna peculiarità rispetto agli standard del genere di appartenenza. Questo poteva essere un peso solamente relativo nel 2006, quando ancora gli shooter su console non erano ancora così numerosi, ma undici anni dopo Rogue Trooper finisce per avere davvero poco da dire nel panorama videoludico contemporaneo. Quello che manca, infatti, è quel guizzo di originalità e personalità che renda Rogue Trooper un titolo abbastanza diverso dal “solito” sparatutto perché valga la pena giocarlo.
Purtroppo, neanche l’ambientazione viene in aiuto al titolo. Sebbene il setting fantascientifico sia interessante sulla carta, i livelli che andremo ad affrontare non offrono un level design brillante, né per originalità né per le situazioni di gameplay offerte. Per la maggior parte del tempo, infatti, ci troveremo a combattere in spazi chiusi, intrappolati in una sequela di corridoi che ci accompagneranno fino alla fine di ogni livello. Oltre agli esempi già citati, ci sono altri elementi, minori ma pur sempre presenti, che contribuiscono a rendere il gioco poco fruibile per il pubblico odierno:, come i muri invisibili o la lentezza del personaggio, Questi difetti sono comprensibili tenendo conto del fatto che stiamo parlando di un gioco risalente all’epoca PS2: il problema, però, è che questi elementi, messi insieme, fanno venire spontaneo chiedersi se fosse davvero necessaria una remastered di un titolo come Rogue Trooper. Gli sparattuto, a differenza di altri generi, non invecchiano bene, e Rogue Trooper non riesce a sfuggire a questa regola. 

Rogue Trooper Redux, recensione del ritorno dello sparatutto fantascientifico

Oltre la guerra
Rogue Trooper non offre un’avventura longeva: i livelli presenti sono poco più di dieci, terminabili nel giro di circa sei ore. Una volta terminati, non avremo molti motivi per ripercorrere la campagna: certo, è possibile affrontarla nuovamente ad un livello di difficoltà superiore (intercambiabile in qualsiasi momento dal menù di pausa), ma il gioco non offre particolari incentivi per cimentarsi nuovamente nella sfida che, di per sé, non è particolarmente ostica.
A questo vengono in aiuto delle modalità secondarie, sia in single-player che in multiplayer. Le due modalità principali sono denominate assedio e progressiva: nella prima dovremo difendere un avamposto, mentre nella seconda ci troveremo ad essere noi gli assalitori. Potremo affrontare queste modalità sia da soli che in compagnia, scegliendo quale personaggio interpretare e quali bocche di fuoco utilizzare, tra le altre cose. Queste modalità, pur andando ad arricchire l’offerta complessiva del titolo, non presentano una grande attrattiva, limitandosi ad essere semplici accessori della campagna principale. Si tratta, in entrambi i casi, di sfide piuttosto scarne, che rivelano molto presto i loro limiti, anche se la possibilità di giocarle online potrebbe farvi divertire per qualche tempo.
  • + Buon lavoro sul comparto tecnico
    + Il gameplay non è da buttare...
  • - ... ma gli undici anni passati si sentono
    - Privo di qualsiasi personalità
voto
6

Gli anni non sono clementi con gli sparatutto, e Rogue Trooper non fa eccezione. Il lavoro svolto sul comparto tecnico è buono, considerando la base da cui sono dovuti partire gli sviluppatori; il resto, però, appartiene chiaramente ad un titolo di due generazioni fa. Rogue Trooper era uno sparatutto piuttosto anonimo già nel 2006 e se allora poteva ritagliarsi un suo spazio, soprattutto visto il minor numero di titoli di questo genere su console, oggi l’offerta è fin troppo ampia e variegata perché possa trovare una sua dimensione.

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