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The Sims Mobile, la recensione

Cambia la tua vita con un tap.

Recensione
A cura di del
Non siamo di certo poco abituati a vedere le trasposizioni di famosi franchise videoludici su dispositivi mobile. Ci sono nomi, però, che nel passaggio da console casalinga (o PC che sia) a smartphone fanno decisamente scalpore. Gli ultimi casi, tra i più illustri, sono sicuramente i prodotti Nintendo come Super Mario Run ed Animal Crossing Pocket Camp, i quali hanno dimostrato di poter essere degli egregi prodotti da “dispositivi smart”.
Il 6 marzo scorso è stato reso ufficialmente, e finalmente, pubblico The Sims Mobile, vero e proprio porting della serie di EA e Maxis disponibile su Play Store ed App Store. The Sims è, storicamente, uno dei brand più vicini ai giocatori casual, soprattutto le ragazze, quelli che non giocherebbero mai ad un videogioco “classico” ma passerebbero le nottate a scegliere come iniziare un flirt con il sim più sexy del vicinato. Naturale, quindi, il passaggio al mercato videoludico che attualmente è popolato maggiormente dai non-giocatori. The Sims Mobile è, per altro, un lavoro affatto pigro o sconclusionato, ed è destinato a violentare le batterie dei vostri cellulari.
The Sims Mobile, la recensione
Ah, van vesua! Cummuns nala?
Il trucco di The Sims Mobile è che si basa su The Sims 4, l’ultima iterazione principale del franchise di Maxis, evolvendo di fatto The Sims FreePlay, edizione precedente disponibile per iOS ad Android.
Dal titolo principale eredita infatti la stragrande maggioranza delle sue caratteristiche. La prima cosa da fare è creare il proprio sim tramite il completissimo editor di gioco, per poi iniziare la nostra nuova vita virtuale. Il sim verrà scaraventato dentro una piccola casa con tre stanze alle quali, grazie ad alcune fasi di tutorial, verranno presto aggiunti un letto e dei servizi igienici. Di lì in poi sarà necessario dividersi tra lavoro e vita sociale, ponendo attenzione agli obiettivi del proprio avatar virtuale, il quale avrà anche dei vantaggi particolari (come un bonus ricevuto durante le interazioni sociali oppure il lavoro) da sfruttare. Manca del tutto la sfera dei bisogni come fame e sonno, una ovvia limitazione per evitare una giocabilità altrimenti poco accomodante col giocatore, requisito fondamentale per una produzione destinata a sessioni molto brevi di gioco.
La progressione, se è possibile definirla tale, viene invece data da alcune missioni ed incarichi giornalieri da completare. Interagire un certo numero di volte con altri sim, dare feste, raggiungere obiettivi lavorativi, e tante altre attività saranno in grado di restituire punti esperienza, i preziosi simoleon ed anche dei ticket speciali per ottenere nuovi elementi di arredo e di vestiario, una volta completate. Le sfide sono limitate e completabili entro 24 ore, per poi essere resettate. Diciamo che, tutto sommato, non viene richiesto niente di troppo complicato e con sessioni relativamente brevi si completano tutte con facilità. Più impegno, invece, richiedono degli incarichi a lungo termine come aumentare il proprio livello di competenza nel lavoro, arredare in modo migliore la propria casa, oppure sposarsi.
The Sims Mobile, la recensione
Cosa si può fare, quindi, in The Sims Mobile? Molto, ma non tutto. Com’è comprensibile e giusto che sia, la versione mobile del franchise di Maxis è una versione ristretta e compressa dell’originale, ma non eccessivamente limitata. Come detto manca tutto il sistema dei bisogni del vostro sim, così come diverse location da visitare inizialmente, sebbene si sblocchino con l’avanzare di livello. Per un buon quantitativo di tempo iniziale, The Sims Mobile offre la possibilità di vivere la vita casalinga e lavorativa. In quest’ultimo caso sarà necessario scegliere una carriera, e concentrarsi su quest’ultima diventando sempre più competenti. In questo caso verranno sbloccati nuovi turni di lavoro, più lunghi ma più remunerativi. Nel momento dello svolgimento delle attività – il lavoro, come gli appuntamenti tra amici/amanti, le feste che è possibile organizzare per tutta la propria lista amici – è possibile ignorarle e tornare alla vita reale, consentendo quindi il completamento automatico, oppure farlo manualmente consumando energia.
The Sims Mobile, la recensione
Compiendo delle azioni durante l’attività, come cucinare o parlare con un cliente a lavoro oppure discutere dell’ultima GIF di gatti con gli amici, si anticipa di alcuni secondi il termine dell’attività, ma si viene a consumare la preziosa energia, valuta tipica di ogni titolo free-to-play. Va detto che si riesce a giocare molto tranquillamente a The Sims Mobile senza preoccuparsi troppo dell’energia, perché è possibile fare un sonnellino al giorno per recuperare energia, ed a prescindere viene ricaricata relativamente in fretta.
L’arredamento della casa è ciò su cui, comprensibilmente, EA e Maxis hanno sfogato la loro voglia di microtransazioni. Giocando, quindi avanzando di livello e compiendo le attività, si sbloccano sempre nuovi pezzi di arredamento che potranno essere acquistati con i simoleon oppure con la moneta reale, con importi costosi in egual misura. Tutto sommato non è un grande ostacolo, ma dispiace non poter acquistare per molto tempo una cosa semplice come il letto matrimoniale (che ovviamente sblocca l’interazione sociale “Fiki-fiki”) ad esempio, e dover aspettare di salire di parecchi livelli per poterlo fare.
  • +The Sims perfettamente riproposto su mobile
    +Microtransazioni molto presenti, ma superflue il più delle volte
    +Due personaggi giocabili gratis
  • -Consuma parecchia batteria
    -Il dispendio di energia vi costringerà a fare delle pause
    -Oggetti troppo costosi, euro o simoleon che siano
voto
7,5

The Sims Mobile è esattamente ciò che ci potremmo aspettare da un The Sims in versione portatile. Mancano comprensibilmente alcune funzionalità, ma di base l’esperienza è del tutto simile a ciò che è possibile vedere nei titoli del franchise originale. Anche a livello estetico il lavoro è notevole, sempre considerando le piattaforme su cui gira, con tanto di motivetti di sottofondo e l’iconico linguaggio “simlish” riproposto pedissequamente.

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