Realms of Arkania: Blade of Destiny

Un titolo con tanti bassi e pochi alti

A cura di Gamesforum - 20 Settembre 2019 - 8:13

Autore della recensione: LeRoi

Il Blade of Destiny che tutti noi conosciamo grazie alla trasposizione videoludica realizzata dai ragazzi di Crafty Studios si basa sul regolamento cartaceo di The Dark Eye – Uno sguardo nel buio di Fantasy Productions (1984-2006). Tant’è che se oggi possiamo apprezzare un tentativo non tanto riuscito di remake dobbiamo ringraziare la Attic Entertainment, che fece a suo tempo la maggior parte del lavoro cui si sono ispirati gli sviluppatori di Crafty Studios, responsabili a loro volta dell’odierno Realms of Arkania: Blade of Destiny di cui offriamo la recensione quest’oggi.

Questa breve introduzione potrebbe sembrare ai più un qualcosa di superfluo, quasi degna di un epoca quale era la preistoria del nostro passatempo preferito, ma consente di valutare per ciò che realmente è Realms of Arkania: Blade of Destiny. Un vero e proprio remake in salsa 3D gestito per mezzo di una visuale in prima persona durante gli spostamenti all’interno delle città, arricchito a sua volta dall’uso della visuale isometrica per quanto concerne i combattimenti gestiti per mezzo di una fase a turni.

Saranno riusciti i ragazzi di Crafty Studios nell’impresa di offrire un rifacimento degno dell’omonimo titolo di casa Attic?

Realms of Arkania: Blade of Destiny

L’inizio non è dei migliori

Il giocatore inizia la propria avventura all’interno di un tempio, in una delle tante città disponibili all’interno dell’enorme mappa di gioco. Davanti a sé può notare la presenza di un individuo alquanto losco che offre al giocatore di turno la possibilità di modificare a proprio piacimento il party di gioco che accompagnerà in ogni fase dell’avventura il personaggio realizzato dal player. Le variabili, bisogna ammetterlo, sono davvero tante.

Se all’inizio della fiera tale abbondanza può sembrare entusiasmante in seguito non si avvertirà mai l’importanza di una tale necessità. Certo, il regolamento cartaceo cui si basa il gioco è ricco di statistiche, cosa che non può sorprendere di per sé. Tuttavia sarebbe stato meglio accompagnare un poco il giocatore (sia novizio che esperto) durante il come e il quando spendere i propri punti esperienza durante la fase di creazione del personaggio. Al di là di questa piccola critica segnaliamo la possibilità, come da tradizione dei giochi di ruolo, di poter scegliere come classi quella del barbaro, del mago, del guerriero nonché ulteriori tipologie del genere.

Selezionando la classe di gioco si sceglie al contempo la razza del proprio personaggio. A questo punto avremo una manciata di punti da spendere nelle più svariate abilità raggruppate per genere. Prima di lasciare il tempio per respirare la brezza del mattino, ricordiamoci del monito espresso dal losco figuro presente all’interno del tempio: Arkania è un mondo ideale nel quale immolare la propria vita in cambio di onore e di ricchezze.

Una città, tante città già viste

Usciti all’aria aperta siamo incerti sul da farsi. Il diario delle missioni principali e secondarie è vuoto, così decidiamo di intraprendere un tour presso la città di Thorwal. La sensazione è strana, quasi surreale e pertanto la domanda sorge spontanea: dove ci troviamo? La risposta non è banale, anche perché le bancherelle, le piazze, i cittadini e gli assets di gioco sono veri e propri poster e morti che si limitano a riempire un ambiente di gioco. Niente parrebbe essere in grado di donare atmosfera ad un gioco che per certi versi è statico.

La situazione è grave, non solo perché ci troviamo di fronte ad un RPG (non che la cosa sia fattibile per qualsiasi altro genere videoludico) ma anche perché in questo modo l’esplorazione dell’ambiente di gioco è fine a se stessa. Nulla ci indica cosa fare, i png sono tutti uguali tra loro e lo stesso si può dire per gli edifici e le insegne di accompagnamento.

I rumori ambientali sono assenti, sostituiti a loro volta da una musica che continua imperterrita nel suo loop infernale senza alcun brano di accompagnamento. Perfino la disposizione dei piccoli gruppi di personaggi non giocanti paiono ritagliati su misura per poi esser posizionati senza alcun criterio.

Tuttavia, l’apice è stato raggiunto quando abbiamo deciso di visitare le altre città presenti nella mappa. Sono almeno cinque. Lo sconforto ci assale. Non esiste alcuna differenza architettonica. Tutti i sobborghi si limitano a contenere al proprio interno un tempio, alcune (se non le stesse) bancherelle con i medesimi negozianti e una topografia anonima. Che gli sviluppatori, in preda alla mancanza di risorse e tempo abbiano deciso di copiare in lungo e in largo gli elementi già proposti? Può darsi. Noi pensiamo piuttosto ad una difficoltà dovuta all’inesperienza e alla mancanza di un budget perlomeno sufficiente.

Realms of Arkania: Blade of Destiny

Considerato che in questo paragrafo della recensione abbiamo deciso di valutare la bontà dell’apparato grafico e sonoro di Blade of Destiny non possiamo dimenticare di citare gli strepitosi modelli poligonali offerti. Anche le animazioni usate durante i combattimenti e non solo, sono minimali e goffe.

Al di là dell’esplorazione

I combattimenti, come anticipato all’inizio della recensione, avvengono qualora il nostro party incontri durante il proprio peregrinare per la mappa, unità ostili o semplici bande di malfattori. Tenete bene a mente il fatto che il viaggio avviene scegliendo semplicemente la meta di destinazione tramite l’apposita mappa raffigurante il mondo di gioco. Durante il trascorrere del tempo sarà possibile permettere al proprio gruppo di fermarsi e accendere un piccolo focolare per poter godere del riposo di cui necessita. Il combattimento si svolge su una mappa quadrata renderizzata a seconda della zona in cui il giocatore si trova al momento dello scontro.

Il funzionamento del sistema è piuttosto semplice. Potrete disporre le vostre singole unità su di un qualsiasi punto della griglia quadrata a patto di possedere sufficienti punti movimento per una determinata azione in quello specifico turno di combattimento. Qualora doveste possedere unità che usano il corpo a corpo dovrete indirizzarle verso la casella adiacente del nemico che volete attaccare. Se invece possedete un party interamente basato sulla magia o su degli arcieri dovrete fare in modo che la distanza tra i vostri eroi e i vostri nemici non superi una certa soglia, pena la comparsa di numerosi malus e della frustrazione che inizierà a colpirvi minuto dopo minuto.

Quali sono i malus? Sono molteplici e neppure tanto inusuali. Se ad esempio deciderete di posizionare un arciere a debita distanza da un nemico (poniamo quattro caselle) non è detto che il vostro beniamino possieda le medesime chance di colpirlo se anziché trovarsi a tale distanza fosse debitamente avanzato di ulteriori due caselle. Gli esempi sono fin troppi per poter stilare una casistica completa ma è bene essere a corrente dal fatto che Arkania è maledettamente difficile. Tenete d’occhio anche eventuali ostacoli nonché le statistiche del vostro party, pena sgradevoli sorprese come la morte improvvisa di uno o più elementi del gruppo a causa di un singolo colpo del nemico.

Se il nemico possiede numerose possibilità e modi per poter porre fine alla vita dei vostri eroi, lo stesso non si può dire per quanto concerne le vostre possibilità. Infatti, molto spesso, capiterà di trovarsi di fronte a delle vere e proprie scene surreali. Trenini formati da vari eroi indirizzati all’unisono contro un singolo avversario, impotenti di fronte al continuo false check, ovvero quel famoso dado che nei combattimenti a turno non si decide a rotolare per il verso giusto. È giusto che Blade of Destiny possieda un sistema di gameplay a turni, considerato il regolamento cartaceo a cui si ispira, ma non altrettanto giusto è il fatto che prima di poter colpire almeno per due volte di seguito un nemico si debbano aspettare ben venti minuti di gioco.

Da questo punto di vista (ma non solo), i ragazzi di Crafty Studios avrebbero dovuto necessariamente bilanciare le varie statistiche di gioco riguardanti i malus e i bonus ottenibili per mezzo di fattori quali la distanza tra due o più pedine, la presenza di ostacoli (alberi, fiumi, sassi, e così via) presenti nella griglia e le varie tipologie di equipaggiamento utilizzate.

Risulta essere invece di buona fattura il numero di attacchi e parate, magiche e non, disponibili per poter risolvere qualsiasi diatriba per le foreste di Arkania.

Realms of Arkania: Blade of Destiny

La dolce fiaba del nord

Come da classica tradizione fantasy, anche il continente di Arkania possiede la sua buona dose di guai apocalittici. Pertanto sorge spontanea la seguente domanda: chi è il cattivone di turno? Niente di più semplice. Si tratta dei classici orchi cattivi e barbari che hanno deciso di assediare la città di Thorwal. Il giocatore, seguendo la missione principale, possiede un unico obbiettivo: cercare di ricomporre una mappa divisa in nove parti per poter poi successivamente recarsi all’ubicazione indicata nella stessa allo scopo di recuperare la spada leggendaria conosciuta come Grimring. In questo modo sarà possibile salvare Thorwal e l’intero continente di Arkania. L’unico aspetto curioso di tutta la vicenda è quello riguardante la necessità di dover impiegare al massimo due anni (scanditi dal tempo in game) per poter effettuare quanto necessario.

E le missioni secondarie? Presi dall’euforia abbiamo provato a farci assegnare varie missioni secondarie dai numerosi personaggi non giocanti incontrati. I risultati sono due: o nessuno si degna di rispondervi oppure si rende necessario entrare in una taverna qualsiasi per poter dialogare con gli avvenenti clienti o il barista del suddetto luogo. Qualsiasi cosa decidiate di fare, evitate di parlare con il proprietario di una qualsiasi attività commerciale. I dialoghi infatti spaziano dal contenuto assurdo degno dei peggiori film, alle richieste più strane che si possano conoscere in un RPG.

Realms of Arkania: Blade of Destiny ha avuto una storia travagliata e non si può che guardare con occhio meno severo un’opera che è frutto di uno sviluppatore indie che ha cercato in ogni modo di poter realizzare una trasposizione fedele e fruibile al di là del mondo cartaceo su cui si basa. Le lacune, tuttavia, sono troppe e non si può chiedere di chiudere entrambi gli occhi. Peccato.

+ Nel tempo gli sviluppatori hanno risolto molti bug
- Direzione artistica deficitaria
- Tecnicamente grezzo
- Gameplay lento

5.0

Realms of Arkania, pubblicato nell’arco del 2013, ha ricevuto notevoli pareri negativi e insulti più o meno velati. Questa recensione è stata scritta in due fasi. La prima ha tenuto conto della versione 1.30 del gioco mentre la seconda dei miglioramenti introdotti nei mesi successivi. La prima versione del gioco era una vera e propria alpha mentre la seconda esaminata poteva dirsi giocabile seppur non del tutto completa. Bisogna ricordarsi tuttavia del fatto che siamo di fronte ad un titolo indie old-school pertanto anche il voto della suddetta recensione ha guadagnato un punto intero per l’impegno profuso nel costante aggiornamento del titolo. Purtroppo non siamo di fronte ad un titolo consigliabile ed è un vero peccato che con un regolamento cartaceo così buono sia andata sprecata una possibilità interessante. Bocciato.




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