Pig Eat Ball

Maialina vomitina all’attacco

A cura di GamesForum - 26 Giugno 2020 - 16:57

Autore della recensione: Yang Xiao Long

Pig Eat Ball è un titolo indie arcade che prende spunto da titoli come Q-bert o Pac Man. Con quest’ultimo soprattutto condivide la meccanica di gioco principale, ovvero ingurgitare palline su palline, ma con una grandissima differenza, qui dovremo vomitarle addosso ai nemici o in punti di raccolta specifici. La maialina protagonista del gioco si chiama Principessa Fiocco, con lei dovremo attraversare varie aree di gioco sbloccando pezzi di mappa di volta in volta completando una serie di missioni brevissime, mentre vaghiamo in macro-aree scansando blatte che giocano a pallavolo e facendoci raccontare le battute sconce dalle varie ostriche che troveremo in giro.

Stani versi dallo spazio

Il gameplay del titolo è la cosa più disgustosamente particolare che ci offre questo Pig Eat Ball. Avremo varie tipologie di missioni da affrontare, ma tutte condividono la stessa meccanica di base, ovvero ingurgitare palline in lungo e in largo. Più la Principessa Fiocco mangerà palline e più ingrasserà, fino ad arrivare al punto di incastrarsi per la mappa e di dover per forza vomitare per riuscire a passare tra le varie strettoie della mappa per avanzare verso la fine del livello o per uccidere tutti i nemici vomitandogli palline addosso.

Pig Eat Ball

Il gioco offre ben cento livelli e con la selezione di difficoltà, che cambia radicalmente il livello, la longevità potenzialmente raddoppia. Ci sono tre medaglie che possiamo ottenere da ogni mini-missione, bronzo, argento e oro. Il gioco oltre alla parte single player ne offre una per il multi in coop locale, dove sarà possibile giocare assieme ad altri tre amici in modalità molto caotiche dal dubbio divertimento.

+ Level design delle mappe colorato e stimolante per l’esplorazione
- È un gioco su un maiale che vomita di continuo
- Comparto sonoro aberrante, dovremmo sempre sentire rumori di vomito e altri suoni fastidiosi

4.0

Pig Eat Ball è un titolo indie arcade vecchia scuola, il problema è che lo fa in un modo forse troppo particolare e con poco mordente, il gameplay è limitatissimo e seppur abbia una buona longevità, già dopo un quarto d’ora vorrete strapparvi le orecchie per via del comparto sonoro. A livello di design è tutto volutamente brutto e strano, tra blatte ghignanti e ostriche con le ciglione folte è difficile trovare qualcosa di carino visivamente. Lo consiglio con riserva solo a chi ha la passione per design simili, ma non aspettatevi chissà che intrattenimento video-ludico.




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