Pic-a-Pix Pieces 2

Picross per tutti

A cura di GamesForum - 15 Luglio 2020 - 16:36

Autore della recensione: beachild

Se potessimo riassumere schematicamente l’offerta video-ludica di Lightwood Games ci basterebbe ricorrere a una tabella con due sole voci: giochi di parole e giochi di picross. Sebbene ognuna delle due famiglie sia poi ramificata in una moltitudine di varianti più o meno innovative e interessanti, molte delle quali integrano elementi dell’enigmistica classica realizzandone una trasposizione interattiva, talvolta anche fondendo meccaniche diverse, resta il fatto che acquistando un titolo dello sviluppatore inglese cadremo in una di queste due casistiche. Non a caso una delle più recenti uscite è proprio Pic-a-Pix Pieces 2, seguito dell’omonimo titolo basato sul picross che ci apprestiamo a recensire.

Se avete giocato il primo capitolo della versione “Pieces” sapete già tutto quello che conta. Non registriamo infatti alcuna variazione, innovazione o evoluzione rispetto alla formula resa nota dal gioco precedente, per quello che più che un seguito vero e proprio, come lo si intenderebbe per il sequel di un altro genere, è una nuova uscita, proprio come il nuovo numero della Settimana Enigmistica in edicola. Non che questo sia necessariamente un difetto, ma è giusto sapere che il numero 2 nel titolo non sta a significare qualche imprevedibile e accattivante novità, bensì una semplice aggiunta contenutistica al netto di una forma immutata.

Sono infatti venti i nuovi disegni che dovremo rivelare sfruttando il ragionamento. Come in Pic-a-Pix Pieces, ogni immagine è composta da diversi pezzi, ventiquattro nello specifico, che una volta completati andranno a costruire l’opera finale come tasselli di un puzzle. Ogni pezzo, a sua volta, presenta una griglia da 15×15 o 20×20 caselle che starà a noi riempire di colore in base alle indicazioni che troveremo a margine di ogni riga e di ogni colonna e in base alla logica.

Entrando nel particolare, per tutti coloro che non hanno idea di che cosa stiamo parlando, riassumiamo dicendo che il picross consiste nel riempimento delle caselle di una griglia più o meno complessa per ottenere un disegno spesso stilizzato, o pixelloso se vogliamo restare nel campo video-ludico. Ogni riga e ogni colonna sono accompagnate da numeri che indicano quante caselle consecutive devono essere riempite. Solo incrociando queste informazioni possiamo arrivare a una soluzione, scoprire quante e quali caselle annerire e arrivare al disegno finale.

Pic-a-Pix Pieces parte da questo presupposto e lo rende più accattivante e complesso ricorrendo a colori diversi. Non avremo solo il nero per scurire le caselle, quindi, ma diverse tonalità per dare vita a disegni ben più articolati e gradevoli. Di conseguenza, anche le sequenze di numeri da cui partire sono più elaborate e il ragionamento che ci viene richiesto non è certo banale. Quello che conta, comunque, è che esiste sempre una e una sola soluzione e che se arriviamo a inserire delle caselle a caso significa che non abbiamo studiato con attenzione le informazioni in nostro possesso. La logica sta alla base del gioco, che ci piaccia o meno.

Pic-a-Pix Pieces 2

A livello pratico, per ogni griglia dovremo cercare una riga o una colonna in cui l’inserimento delle caselle sia sicuro. Se siamo in uno schema 15×15 e troviamo una riga con 15 caselle verdi, ad esempio, non dobbiamo porci alcun problema e colorarle tutte. Allo stesso modo possiamo andare senza indugio se ci vengono segnalate 10 caselle verdi e 5 nere, oppure se abbiamo 12 caselle verdi e altre 2 verdi (sequenze consecutive di uno stesso colore devono infatti essere separate da almeno una casella bianca). Una volta che le prime sequenze vengono inserite avremo abbastanza appigli logici per trovare altre caselle da poter colorare senza rischio di errore e, via via che procediamo, otterremo altri indizi per arrivare fino alla fine.

Il meccanismo è abbastanza complesso da spiegare a parole, ma basteranno pochi minuti, o un’attenta lettura delle istruzioni del gioco integrate nel menù iniziale, per capire tutto. Ovviamente questo sarà solo il primo passo, perché tra la comprensione e la messa in pratica delle nozioni esiste un abisso. Non solo, perché anche risolvere uno o due schemi non significa che siamo tanto esperti da non poter più essere messi all’angolo da una griglia particolarmente complessa. In altre parole, state alla larga da questo gioco se non siete persone pazienti e disposte a perdere anche un’ora o più su un singolo schema, senza peraltro la certezza di aver fatto tutto giusto.

In caso di disperazione esiste il classico aiutino alla Lightwood Games, che permette con un semplice tasto di rilevare tutti gli errori e correggerli, sbiancando caselle colorate per errore. E’ un sistema utile per tornare in carreggiata prima di essere vittima di esaurimento nervoso, oltre che per completare tutti gli schemi in modo ingannevole ma efficace nel caso siate dei cacciatori di trofei senza scrupoli. Va da sé che il vero pubblico di Pic-a-Pix Pieces 2 dovrebbe rientrare nelle fila di coloro che amano questo tipo di esperienze e che le sfruttano anche solo per riempire tempi morti mentre sono in mobilità: la versione più indicata per il gioco è infatti quella per PlayStation Vita, in modo da avere un passatempo intelligente e molto duraturo in caso di noiosi viaggi o altrettanto noiose attese.

Per tutti, sia utenti PlayStation 4 che di altre piattaforme, quello che va sottolineato è che, pur nella sua semplicità, il gioco diventa intrigante se gli si dà una chance. Ci si ritrova infatti prima spiazzati, poi si inizia con cautela, quindi si prende coraggio trovando conferma delle proprie mosse e infine si esulta e ci si riempie di orgoglio per essere riusciti a trovare il bandolo della matassa. Un po’ di disperazione nasce dal fatto che servono almeno ventiquattro, complesse griglie per scoprire un singolo disegno, ma se non abbiamo troppa fretta di passare ad altri giochi più movimentati e coinvolgenti non c’è nulla che ci vieti di prendercela con la dovuta calma. Tra l’altro, far lavorare il cervello non è mai una brutta cosa.

Il giudizio su Pic-a-Pix Pieces 2 è quindi positivo, anche se ci saremmo aspettati un minimo di innovazione rispetto al primo capitolo, sotto un aspetto qualunque, giusto per non avere l’impressione di essere al cospetto di una mera espansione, una sorta di DLC sotto falso nome. L’accoglienza del pubblico dipenderà come sempre da quanto ci si aspetta dal gioco, che dà esattamente quel che promette e che va quindi guardato solo in base a quello e non ponendolo in competizione con altre esperienze video-ludiche, magari di genere completamente diverso. Insomma, se cercate frenesia, azione ed emozione non sta sbagliando il gioco, ma siete in errore voi.

+ Se ci si lascia coinvolgere regala grandi soddisfazioni
+ Il sistema di aiuti evita la disperazione
- Nessuna innovazione dal primo capitolo
- Su console fissa può risultare noioso

6.0

Pic-a-Pix Pieces 2 torna a riproporre il picross a colori con immagini composte da diverse griglie unite come i pezzi di un puzzle, senza modificare in alcun modo la formula del suo predecessore. Indicato principalmente per gli utenti PlayStation Vita come utile e inesauribile passatempo, può comunque regalare qualche soddisfazione anche agli utenti PlayStation 4 che vogliano mettere alla prova le proprie capacità logiche. Sconsigliato a chi è in difetto per quanto riguarda la pazienza.




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