Persona 5 Royal

All hail the King!

A cura di Gamesforum - 24 Maggio 2020 - 20:01

Autore della recensione: SummerStorm

La frase iconica presente nel sottotitolo ben si sposa con l’arrivo di Persona 5 Royal in formato Enhanced di quello che probabilmente è stato il miglior jrpg degli ultimi dieci anni. Falcom permettendo.

L’originale era un’opera di gargantuesche dimensioni ed Atlus, con questa versione Royal, si è presa l’impegno di ampliarlo e migliorarlo un po’ come successe ai tempi di Persona 4 Golden e Persona 3 FES. Insomma, per quanto ambiziosi, in Atlus sanno esattamente come adempiere a questo arduo compito. Saranno riusciti a fare strike esattamente come fu per P3FES e P4Golden? Scopriamolo con questa recensione scritta dalla redazione (situata in una mansarda) di SummerStorm.

P5R usa esattamente lo stesso espediente degli ultimi due Persona come incipit della storia. Vestiremo i panni di uno studente appena trasferitosi, stavolta non più nella periferia giapponese ma in una delle metropoli più affascinanti del pianeta, Tokyo. Il nostro muto alter ego al quale potremmo dare un nome sarà costretto a passare il prossimo anno scolastico nell’unica scuola che ha accettato la sua iscrizione, la Shujin Academy. Ciò è dovuto al fatto che qualche mese prima lo hanno accusato e condannato ingiustamente per aggressione.

Il nostro percorso di redenzione, termine che leggeremo spesso durante la nostra avventura, partirà da una mansarda polverosa di un vecchio cafè gestito da Sojiro, amico di famiglia che ha deciso di prenderci in affido per questo anno che verrà (non per carità ma per soldi).

Quindi sì, nelle prime ore di gioco verremo trattati come dei reietti un po’ da tutti e il modo in cui il mondo di gioco reagisce alla nostra presenza è quasi irritante e sfiancante. Atlus lo sa bene che questo tipo di emozione prima o poi farà scattare la reazione nostra e del protagonista e la linea tra redenzione e vendetta è molto sottile. Questo sentimento farà da benzina lungo il nostro intero tragitto. Il nostro (e quello degli altri eroi) mantra sarà quello di provocare una vera e propria rivoluzione contro il mondo adulto.

Molto presto impareremo a conoscere il nostro potere speciale, la possibilità di esplorare il metaverso, ovvero il mondo cognitivo dove è possibile trovare i desideri corrotti delle persone. Questi, se abbastanza potenti, possono portare alla creazione di un Palazzo, veri e propri dungeon che impareremo ad “abbattere” per far redimere la persona associata a quel palazzo.

I Ladri Fantasma fanno esattamente questo. Attuano una rivoluzione sociale partendo dalle fondamenta, prendendo di mira i pesci più piccoli (professori che abusano di studenti) fino ad arrivare a pesci più grossi (CEO di corporazioni che sfruttano dipendenti o criminali legati alla Yakuza). Il tono leggero ma comunque con la giusta dose di serietà con cui vengono affrontati alcuni argomenti è molto piacevole (anche se un po’ prolisso), e si potrà apprezzare la non tanto velata critica alla società moderna giapponese.

Nel mondo cognitivo non saremo però semplici studenti ma appunto appariremo piuttosto come ladri (con nomi in codice annessi) perché l’obbiettivo principale, come ci spiegherà Morgana (un gatto parlante come da classico Atlus) che ci salverà nelle nostre prime apparizioni nel metaverso, è quello di rubare il desiderio corrotto delle persone, che si materializzerà come tesoro in fondo al palazzo, e farlo entro un tempo limite (in generale dai 14 ai 20 giorni), pena il gameover. Ed il tutto si intreccerà con i tragici recenti avvenimenti di Tokyo, dove molte persone stanno subendo arresti cognitivi che spesso sfociano nella morte di una o più persone.

Persona 5 Royal

In tutto questo pot-pourri di eventi però noi dovremo comunque vivere la nostra vita da studente con annesse lezioni da seguire, esami da dare, amicizie da approfondire. La serie Persona interconnette in maniera magistrale la fase di esplorazione e combattimento con le fasi di vita sociale, poiché queste ultime inficiano in maniera netta le nostre capacità combattive. I combattimenti a turni non saranno semplicemente all’arma bianca, ma avremo la possibilità di evocare i Persona, creature che popolano il mondo cognitivo, e noi, definiti come il trickster, colui che non gioca secondo le regole, potremmo evocarne molteplici a differenza di tutti i nostri compagni di viaggio. Tramite il nostro amico di vecchia data Igor (per chi è avvezzo alla serie) impareremo a catturare i Persona, a fonderle per dare vita ad esseri più forti, a sacrificarle per creare equip raro o, novità di questa versione Royal, potremo anche metterle in una sorta di pensione Pokémon dove sarà possibile migliorare le loro statistiche. Altra novità riguarda le fusioni: dopo un alto numero di combattimenti è possibile triggerare un allarme nella Stanza di Velluto, dimora di Igor, e sarà il momento ideale per creare una Persona estremamente potente. Ma attenzione, è possibile godere di questo boost una sola volta. La seconda fusione sarà totalmente casuale.

Nei dungeon fa la sua comparsa il rampino, che da un leggero senso di novità durante l’esplorazione, utile soprattutto a raggiungere piccole nuove sezioni dove sarà possibile reperire alcuni oggetti rari in grado di far recuperare il 20% HP ed SP, e Jose, uno curioso bambino in grado di craftare oggetti utili oltre a migliorare la quantità di esperienza, di soldi e di oggetti ottenibili nel metaverso tramite lo scambio con particolari collezionabili.

A battaglia cominciata potremmo notare ancora altri cambiamenti con l’originale come ad esempio i proiettili che si ricaricano dopo ogni incontro, nuovi attacchi combinati (con trigger casuale) che letteralmente devastano i nemici, alcuni mob iridescenti che se uccisi esplodono provocando ingenti danni agli altri mob, nuovi midboss in grado di rilasciare quantitativi ingenti di esperienza e yen, boost delle statistiche dopo una Staffetta (attacco aggiuntivo che si sblocca se si è riusciti a colpire il nemico con l’elemento di cui possiede debolezza) nonché nuove abilità passive per i Persona che non vanno a consumare uno degli 8 slot disponibili delle abilità classiche.

Probabilmente ho dimenticato qualcosa, ma il senso di questa lista della spesa che ho appena fatto è per rendere palese l’intento di Atlus. Cercare di alleggerire il senso di déjà vù per chi ha già spolpato P5.

Il risultato però ha un inaspettato effetto boomerang. P5R è decisamente più semplice dell’originale e per il giocatore navigato la difficoltà Difficile risulterà più semplice della difficoltà Normale dell’originale.

Allo stesso tempo il novizio si ritroverà sommerso di variabili che difficilmente riuscirà a gestire alla perfezione in una prima run. Il tentativo di semplificare le cose per chi si approccerà per la prima volta alla serie (e saranno in tanti grazie anche all’ottima traduzione in italiano, la prima per un capitolo di questa serie) finisce quindi con un mezzo buco nell’acqua, che però non nega a P5R di brillare ancora.

Fuori dai dungeon le cose sono cambiate relativamente. Oltre ad una nuova interessantissima ambientazione (Kichijoji in particolare, con il suo Jazz club e il suo club di freccette e biliardo) sono state aggiunte numerose linee di dialogo telefoniche con la quale poter migliorare i nostri Social Link, ovvero i nostri rapporti sociali con alcune persone, oltre che a nuovi passatempi in grado di migliorare le statistiche senza dover “consumare” una fase della giornata. Con questo espediente sarà più facile maxare (ennesima semplificazione) già ad un primo playthrough diversi Social Link che ci permetteranno, a loro volta, di rafforzare le nostre fusioni nella stanza di velluto. Quindi sì, è importante studiare, ma sarà vitale spendere il nostro tempo libero tra le miriadi di attività presenti per poter migliorare altre statistiche e rapporti sociali.

La vera grande novità di P5R sono i due personaggi inediti Kasumi Yoshizawa e Takuto Maruki. Senza approfondire troppo questo aspetto per rimanere il più possibile spoiler free posso affermare che il loro inserimento non risulterà per nulla forzato. Kasumi in particolare, adorabile com’è, risulterà essere un valore aggiunto speciale per il nostro team.

Persona 5 Royal

Altra piccola nota spoiler free. P5R introduce un intero nuovo semestre che affronta altri risvolti narrativi oltre che un finale alternativo per un particolare personaggio che tuttavia è facilmente mancabile. Cercate di portare il Social Link di Maruki al livello 9 per poterlo sbloccare perché sarebbe un peccato mortale giocare oltre 90 ore di gioco e non vivere l’ultimo scoppiettante semestre con il rischio di dover re-iniziare il gioco.

Ecco, a tal proposito posso dire che Atlus ha peccato nella collocazione temporale di tale semestre che risulterà eccessivamente spostato verso il finale, forse per non intaccare il plot narrativo di P5, ma è anche vero che per un vecchio giocatore sarà più faticoso raggiungerlo a causa di un ritmo ancora un po’ claudicante tra un palazzo e l’altro. Nel caso si opti per una seconda o una terza run viceversa risulterà ancora più tedioso e sfiancante. Davvero un peccato che non siano riusciti a limare il vero grande difetto di P5. Pazienza è la parola d’ordine.

Parlando dell’aspetto tecnico potremo notare piccole migliorie negli effetti, soprattutto durante i combattimenti, oltre al solito stile frizzante e pop, oramai diventato icona dell’interfaccia. Si tratta di uno dei grandi aspetti rivoluzionati da Atlus in ambito gaming che ancora lo colloca diversi gradini sopra a tutta la concorrenza del mondo videoludico (e non solo).

Ad accompagnarci nel sottobosco di Tokyo c’è una strepitosa soundtrack dai toni jazz composta da Shoji Meguro (con un battle theme inedito), probabilmente la migliore della serie così come imparerete ad amare Beneath the Mask che fungerà da sottofondo nelle vostre scorribande. Il doppiaggio giapponese (non più scaricabile come DLC) è fenomenale ed è interpretato da veri e propri colossi dell’intrattenimento nipponico. Giusto per citarne alcuni, Morgana è doppiata da Ikue Otani (Pikachu), Ann da Nana Mizuki (Hinata della serie Naruto), Ryuji da Mamoru Miyano (Light della serie Death Note). Potrei continuare ma chiaramente il mio consiglio è di giocarlo con il dub jap. Assolutamente portentoso.

Bene, siamo giunti alla fine di questa recensione e come avrete capito le sensazioni sono estremamente positive. Ma non posso ignorare alcuni aspetti che faranno storcere il naso a chi P5 lo aveva già giocato (a cui dedico questo piccolo trafiletto) considerando che Royal non viene trattato come DLC ma come gioco stand alone a prezzo pieno.

La difficoltà è tarata verso il basso a causa di eccessivi aiuti, il ritmo non è stato corretto, i palace sono rimasti pressoché identici poiché il rampino rinfresca relativamente il level design, il semestre finale con le vere novità narrative è collocato alla fine. Fatte queste dovute considerazioni, credo che sia opportuno abbassare il voto di almeno un abbondante mezzo punto per chi appunto vorrà vivere nuovamente le vicende dei Ladri Fantasma sborsando i canonici sessanta euro.

Tutti gli altri, invece, avranno di fronte l’opera magna dei Jrpg di questa generazione (e non solo). Forse manca di classe in alcuni frangenti, aspetto che nei vecchi Shin Megami Tensei era percepibile, ma mai come oggi Atlus è riuscita confezionare una vita virtuale alternativa tutta da vivisezionare attraverso gli occhi di uno studente giapponese.

+ Stile grafico pop incredibile
+ Impianto ludico solido e stratificato
+ Narrativamente coraggioso
+ Doppiaggio Jap e OST fuori parametro
- Alcune semplificazioni di troppo
- Pacing ancora singhiozzante

9.7

I am thou, thou art I riecheggerà per anni nel vostro subconscio e se mai affronterete un nuovo (o vecchio) Persona, al pronunciare di quelle sillabe, vi sentirete curiosamente a casa. Benvenuti nell’immaginario Atlus.




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