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OVIVO

Black or White

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Sulla piccola grande console di casa Nintendo le produzioni indipendenti hanno trovato il loro habitat naturale, ritagliandosi uno spazio importante negli ultimi anni e raccogliendo ottimi risultati, sia di vendite che di critica. In questo contesto si presenta OVIVO, puzzle-platformer bidimensionale sviluppato dallo studio russo IzHard e pubblicato sotto l’etichetta Sometimes You.
Il platformer in questione si distingue da una vasta platea di congeneri per l’utilizzo di uno stile grafico particolarmente minimalista caratterizzato dai soli colori bianco e nero, uno stile a sua volta strettamente legato alla meccanica di gameplay alla base dell’opera. In OVIVO, infatti, il platforming non è definito da un vero e proprio salto: il giocatore agisce sul colore del personaggio (una sfera dotata di un ciuffo che ricorda da lontano i cari vecchi Locoroco) che può passare da bianco a nero e viceversa, cambiando quindi il modo in cui la gravità agisce su di esso e permettendogli di attraversare le superfici bicromatiche che costellano il mondo di gioco.

Per il platforming, il player agisce sul colore del personaggio (una sfera dotata di un ciuffo che ricorda i cari vecchi Locoroco).

La premessa è piuttosto semplice ma apre la strada ad un level design costruito in modo tale che spesso non sia banale superare gli ostacoli ed i dislivelli presenti nei quadri di gioco, rendendo necessario un ottimo tempismo ed un attento calcolo delle traiettorie per eseguire determinati salti, sebbene in qualche caso possa sfociare nel trial and error. Ciononostante, l’opera di IzHard non scade mai nel frustrante e riesce a mantenere un buon grado di sfida per la breve durata del gioco. Una volta terminato, tuttavia, non resta molto da fare se non ripetere i livelli già conclusi raccogliendo eventuali collezionabili mancati durante il percorso, in verità non particolarmente difficili da individuare già durante la prima esperienza.

I livelli di OVIVO sono uno spettacolo visivo.

Il termine quadri non è utilizzato casualmente: seppur contraddistinto da uno stile minimalista, i livelli di OVIVO sono uno spettacolo visivo. Questo diviene particolarmente evidente alla fine di ogni livello, quando l’inquadratura si allontana sempre di più dal personaggio, fino ad includere tutto il percorso appena compiuto nella sua interezza, mostrando come ogni singolo percorso ed ogni singolo dosso sia in realtà un piccolo elemento di un disegno più grande, tale da non poter desistere dal salvare uno screenshot ad ogni livello concluso per poterlo riammirare successivamente. Questo aspetto, combinato con l’ottima colonna sonora e l’assenza di una qualsivoglia trama o dialoghi, spinge a considerare OVIVO un’esperienza sensoriale, più che ad interpretarlo come la progressione di una storia vera e propria, di fatto assente nel gioco in questione.

 

VOTO: 7,0

OVIVO è un discreto platformer dallo stile particolarmente minimalista, seppur visivamente molto forte. Chi apprezza il genere passerà un paio d’ore piacevoli in compagnia di un gioco che non ha particolari punti di forza nel gameplay ma si lascia giocare, sospinto anche da un’ottima atmosfera generata dallo stile visivo e dalla colonna sonora (è decisamente incoraggiato l’utilizzo delle cuffie, in questo senso). Chi invece non ne apprezza lo stile troverà pochi motivi per preferirlo ad altri platformers indipendenti, ben più solidi.

Pro

  • Stile visivo minimalista ma appagante
  • Gameplay originale…

Contro

  • …ma che non eccelle
  • Scarsa rigiocabilità