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Ori and the Blind Forest: Definitive Edition

Sogno di una notte di mezza estate

Autore della recensione: Doc E.Brown

Approdato in versione “Definite Edition” sulla console ibrida Nintendo, Ori and the Blind Forest porta su Switch uno dei titoli indie di maggior successo, di critica e pubblico, della generazione. Ambientato nella onirica foresta di Nibel, Ori spiazza il giocatore narrando fin dai primi istanti una storia di amore, speranza, vendetta, dolore, vita e morte. Le tematiche vengono affrontate con una delicatezza inaspettata e la narrazione si fa emozionale, intima e commovente.

E’ un racconto, quello narrato dai Moon Studios, che ha echi già visti in altre produzioni (soprattutto nell’animazione cinematografica, sia occidentale sia orientale), ma che al contempo non perde forza e non si perde in leggerezze narrative, privilegiando il ricorso a simbolismi potenti e densi di significato e cutscenes brevi ma intense. Gran parte del merito risiede anche in una direzione artistica splendidamente fiabesca: Ori and the Blind Forest è un titolo visivamente stupendo, graziato da una palette cromatica di grande personalità, nonché di un immaginario tradizionale ma ben interpretato. A contribuire ulteriormente all’immersione del player concorre un comparto tecnico puntuale ancorato ad una stabilità rocciosa ed una fluidità incredibile che traspare dalle movenze leggiadre del piccolo Ori.

Dopo l’eccelsa conversione di Cuphead, anche il titolo Moon Studios gode di una trasposizione praticamente perfetta, che acquista ulteriormente punti grazie alla possibile fruizione del titolo con le specificità proprie della console Nintendo: anche in modalità portatile, la Definitive Edition si conferma splendidamente giocabile e perfettamente stabile a livello tecnico. Il titolo si presenta come un classico metroidvania a scorrimento bidimensionale: un mondo aperto ed interconnesso in macro aree piene di passaggi, cunicoli, trappole, enigmi e segreti. Lungo la sua avventura, Ori acquisirà nuove abilità che gli permetteranno di raggiungere nuove zone e potenziarsi sempre di più, come la tradizione del genere impone, senza tuttavia scadere in un backtracking ossessivo ed invadente. E’ proprio il potenziamento del personaggio a rivestire un ruolo cardine nell’esperienza ludica. Il gioco propone infatti una difficoltà piuttosto sostenuta che sfocia, in alcune circostanze, in sezioni apertamente trial & error.

Per sopperire a tali frangenti, accanto ad un sistema di checkpoint classico ma quantitativamente limitato, il gioco implementa la possibilità di creare dei punti di salvataggio utilizzando delle sfere energetiche celesti. Il loro uso tuttavia, specialmente all’inizio, è fortemente limitato e devono essere sapientemente dosate, avendo infatti le sfere celesti altri utilizzi che possono risultare fondamentali in diverse circostanze come ad esempio a scopo offensivo o per sbloccare nuovi passaggi. Ne deriva quindi una necessità di fare economia delle proprie risorse, che può portare ad attimi di frustrazione anche per l’equilibrio tra il combat system e le fasi di platforming. Il combattimento in Ori è estremamente semplificato: utilizzando il tasto di attacco, i colpi andranno direttamente a segno sul nemico più vicino e, progredendo nel gioco, sarà possibile utilizzare altri efficaci (e talvolta peculiari) metodi offensivi. Tuttavia il comportamento dei nemici e dei loro pattern di attacco rende a volte piuttosto complesso uscire illesi dalla caoticità degli scontri, in considerazione anche delle insidie ambientali presenti. Le fasi platforming richiederanno invece una precisione a tratti millimetrica per superare le sezioni più ardue.

Dall’incontro tra la gestione delle poche sfere energetiche, dei combattimenti semplici ma caotici e dalle severe fasi di platforming, ne emerge un equilibrio ludico che, soprattutto nelle prime fasi di gioco, vacilla e cede il fianco a più di una critica, costringendo il player a qualche immeritato “try again” di troppo. Proseguendo nel gioco, tuttavia, il senso di progressione prenderà il posto di qualsiasi sensazione negativa, lasciando la possibilità di perdersi in un’avventura divertente ed appassionante. La Definitive Edition aggiunge inoltre contenuti inediti rispetto alla prima release del titolo. Sono presenti infatti due nuove aree esplorabili che approfondiranno la storia di uno dei personaggi, due nuove abilità per Ori nonché la possibilità di selezionare il livello della difficoltà.

Ulteriore e gradita novità è altresì l’introduzione del fast travel utilizzando specifici punti della mappa, col quale sarà più agevole affrontare il moderato backtracking del titolo. La colonna sonora concorre al creare un’atmosfera poetica, fiabesca ed onirica al titolo. L’accompagnamento musicale è infatti graziato da una ricca selezione di brani sempre ispirati, destinati a rimanere a lungo nella memoria del giocatore, fin dal menù principale. Il titolo vanta inoltre una buona longevità in rapporto alla qualità ed al prezzo proposto (19,99€), attestandosi su circa dieci/dodici ore per raggiungere il completamento del 100%

+ Poetico e commovente
+ Ottimo metroidvania
+ Colonna sonora evocativa
+ Sezioni platform gratificanti
– Sistema di combattimento troppo semplicistico e caotico
– Alcune sezioni eccessivamente trial and error
– A volte è richiesta una eccessiva precisione che stona col genere di appartenenza

8.5

Ori and the Blind Forest: Definitive Edition è un’altra eccellente conversione per Nintendo Switch di una piccola e celebrata gemma indie. Il titolo Moon Studios interpreta il genere dei metroidvania con competenza e molta personalità, coniugandone le caratteristiche fondamentali con un gameplay divertente, una narrativa toccante ed una direzione artistica poetica. Alcune sbavature di game design pesano soprattutto sulle prime ore dell’avventura del piccolo Ori, portando con loro il rischio della frustrazione a fronte di alcune sezioni eccessivamente trial & error. Nonostante questo, il titolo persegue il suo obiettivo finale riuscendo a regalare emozioni e divertimento: impossibile non rimanerne affascinati.