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One Finger Death Punch 2

Ip Man... chi?

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Il fascino delle mazzate esercita da sempre uno dei principali stimoli visivi dei prodotti di intrattenimento. Siano esse proposte in un contesto sportivo o rappresentate nelle più svariate produzioni cinematografiche o videoludiche, le botte da orbi costituiscono uno dei principali capisaldi dell’intrattenimento umano. Alzi la mano chi si è emozionato almeno una volta nella vita nel vedere gli scambi agonistici della boxe o le coreografie del wrestling professionistico, le fantastiche pizze di Bud Spender e Terence Hill e le spettacolari sequenze d’azione di The Raid o qualsiasi rappresentazione delle arti marziali orientali: da Bruce Lee a Karate Kid, da Ip Man passando per Kill Bill, da Jet Li a La Tigre e il Dragone, il fascino è indiscutibile e non smette ancora oggi di ammaliare le nuove generazioni. Alzi nuovamente la mano chi non ha mai sognato almeno una volta di sgominare un ondata di brutti ceffi inanellando mosse impossibili, senza mai battere ciglio e senza essere neanche sfiorato. One Finger Death Punch esaudisce proprio questo sogno.

Nato dall’idea del piccolo studio indie Silver Dollar Games, One Finger Death Punch 2 (d’ora in poi OFDP 2) è la nuova incarnazione di un concept geniale: un action game tanto semplice quanto brillante, basato sull’utilizzo di soli due tasti. Nei panni di uno stickman stabilmente posizionato al centro dello schermo, il player dovrà fronteggiare le ondate nemiche provenienti dai lati dello schermo premendo col giusto tempismo i tasti associati alla direzione. Riuscendo col giusto ritmo e stando attenti alle innumerevoli varianti di nemici (che proporranno pattern di movimento ed attacco molto diversi tra loro), a schermo verrà inscenata un’autentica danza marziale con migliaia di animazioni differenti tra schivate, attacchi, contrattacchi ed esecuzioni, in un turbinio di effetti splatter.

Un errore comune potrebbe essere considerare banale un concept così semplice: nonostante una semplicità di fondo, il gioco diventa ben presto molto impegnativo e richiede facilmente doti da funambolo per riuscire nel sempre galvanizzante obiettivo del no hit. La modalità principale richiede circa 400 livelli da affrontare, con obiettivi sempre più difficili e roster dei nemici sempre più complessi: vi troverete di fronte (anzi, a i lati) nemici da sfidare a duello, atletici mob che schiveranno i vostri attacchi, malintenzionati che vi spareranno a distanza con proiettili diversi da poter schivare o rimandare al mittente, avversari ai quali rubare armi da mischia o da distanza e tantissimo altro. E quando avrete finito la modalità principale, si apriranno le porte di una longevità ancora più sorprendente con miriade di modalità alternative, tra survival, una selezione di modalità competitive ed addirittura qualche assurdo minigioco da sbloccare old-style con codici segreti in specifici menu di gioco.

La direzione artistica è trash, ma terribilmente attinente al contesto di gioco

La direzione artistica del gioco è al tempo stesso estremamente banale e contraddittoriamente caratteristica. Ricca di illustrazioni e cliché provenienti dalle produzioni di serie Z dei peggiori film ed opere di animazione, la direzione artistica di OFDP 2 è talmente trash da risultare l’unica veramente percorribile in un gioco in cui uno stickman riempie di mazzate centinaia di migliaia di altri stickman in un turbinio di calci volanti, spade laser e teste mozzate. In questo senso, anche l’accompagnamento musicale è caratterizzato da un mix tra le sonorità orientali tipiche dei film di azione ad influenze più occidentali e musica elettronica: sulla carta scelta ardita, ma in pratica forse l’unica scelta veramente sensata per far funzionare un titolo come questo con una colonna sonora sempre puntuale a sottolineare le assurdità a schermo.

Piuttosto anomalo, in un quadro così positivo, vedere una così povera attenzione verso la presentazione dei menu e delle indicazioni a schermo, che sembrano uscite da diverse generazioni ludiche fa. Inquietante è poi la conversione dei testi per la lingua italiana: attenzione, non si parla della mera traduzione (peraltro scolastica), ma di vera e propria calibrazione dei font dei testi a schermo. Si passerà dunque dalla versione inglese con particolari font ed effetti ben definiti, alla versione italiana in cui tutto sarà invece tradotto visivamente in Times New Roman nudo e crudo senza neanche attenzione alle maiuscole o alla lunghezza delle frasi: abbastanza antiestetico.

VOTO: 8,5

OFDP 2 è la risposta per tutti coloro che sono cresciuti mettendo la cera e togliendo la cera. Quando un concept geniale incontra la semplicità e viene sviluppato con la passione propria dei piccoli studi indie, nascono prodotti come quello di Silver Dollar Games che, per un costo irrisorio, propone un rhythm action game incredibile, divertentissimo e con una longevità e rigiocabilità fuori parametro. Nonostante alcune sbavature sulla forma e sulla presentazione del pacchetto, che non inficiano in alcun modo sulla godibilità del gioco, OFDP 2 rappresenta uno dei migliori indie disponibili sul mercato. E' ora del kung fu.

Pro

  • Concept geniale ad un costo irrisorio
  • Divertente ed assuefante
  • Longevità assurda

Contro

  • La direzione artistica potrebbe non piacere
  • Evidenti sbavature nei menù e nell'adattamento dei testi a schermo
  • Da prendere a piccole e voraci dosi, altrimenti la ripetitività potrebbe farsi sentire