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Omno

Un viaggio emozionante

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Avete presente le grandi abbuffate di fine anno? Quei pasti interminabili dove sai quando ti siedi ma è impossibile calcolare quando ti alzerai, perché il tris di timballi di zia Marcella è sempre dietro l’angolo? Sono momenti attesi ma per certi versi terrificanti, goderecci ma anche forieri di sensi di colpa, e non è un caso se bramiamo solamente un brodino leggero o del riso in bianco una volta che son passati.

Ecco, l’analogia tra cibo e videogiochi mi è sempre sembrata particolarmente azzeccata perché l’equilibrio è necessario per godere al meglio di entrambe le cose. Viviamo in un epoca in cui bigger is better, dove spesso ci troviamo ad affrontare interminabili titoli che offrono ben poca varietà ma puntano a prendere il giocatore all’amo con una bulimia di contenuti spesso fine a se stessa. Ed è proprio per questo motivo che esperienze raccolte, come quella proposta da Omno, sono così importanti, perché ci danno la possibilità di trovare un equilibrio videoludico senza incorrere in un burnout da contenuti.

Omno è infatti un adventure estremamente guidato, estremamente breve, estremamente facile dato che non esistono nemici né tantomeno il game over. Ma ciò non significa assolutamente che non abbia qualcosa da offrire, anzi è perfettamente in grado di intrattenere il giocatore nelle circa 5 ore che sono necessarie a completare l’avventura.

Omno ci catapulta immediatamente nell’azione, senza darci particolari indicazioni sulla nostra vicenda (dipanata attraverso dei glifi sparsi nelle varie arene di gioco) e senza un canonico tutorial: il protagonista è un pellegrino intento a percorrere un cammino che lo condurrà verso un evocativo portale, punto di collegamento con “la luce”. Sebbene le premesse non siano delle più coinvolgenti, l’immediatezza e la semplicità del design saranno più che sufficienti per instradarci nel mondo di gioco. La natura contemplativa è preponderante rispetto al resto, con un forte accento sul rapporto con l’ambiente circostante e la scoperta del mondo di gioco.

In alcuni scorci l'ispirazione a Journey è palese

Da un punto di vista strettamente ludico, Omno è un adventure strutturato attorno a delle semplici meccaniche di platforming e puzzle ambientali, necessarie per completare le diverse aree che compongono il gioco. Per procedere verso la zona successiva sarà sufficiente raccogliere 3 globi di luce, che rappresentano sia la “valuta” per proseguire che dei collezionabili utili per completare al 100% lo stage di riferimento, che contiene sia altre sfere luminose, dei glifi adibiti a raccontare la lore del titolo attraverso delle testimonianze di altri pellegrini, delle curiose forme di vita che andranno a comporre un peculiare bestiario.

Il platforming non è dei migliori, principalmente a causa di controlli non sempre all’altezza, ma lo sforzo richiesto per raggiungere le agognate sfere è veramente minimo. I puzzle che chiudono le aree, facendo quasi da collante con la successiva, non rappresentano nulla di eclatante, e per gli habitué del genere potrebbero stimolare un senso di già visto e già fatto. Ciò nonostante, entrambi sono solidi nella propria semplicità e perfettamente funzionali nell’economia del gioco. Omno infatti sembra sposare a pieno la filosofia del less is more, centellinando nuove meccaniche come il dash, la scivolata o il teletrasporto, solo quando strettamente necessarie al proseguimento del cammino del protagonista.

In questo senso, il titolo sviluppato da Jonas Manke riesce a coinvolgere il giocatore con piccoli accorgimenti che mantengono stabile l’interesse, sommato a una durata assolutamente rispettabile e congrua per un avventura così strutturata (circa 3 ore per vedere i titoli di coda, mentre 5 ore per il 100%).

Da un punto di vista visivo, il gioco è sempre estremamente piacevole e dotato di un’estetica minimale ma sicuramente azzeccata. Tecnicamente non si può certo gridare al miracolo, ma l’esperienza risulta comunque godibile, soprattutto in modalità portatile.

VOTO: 7

Prendendo ispirazioni da opere come Journey e Ico, sebbene non riesca neppure ad avvicinarsi a tali vette, Omno rappresenta una deliziosa piccola portata, che potrebbe fare breccia nel cuore di alcuni e finire nel dimenticatoio dopo essere stata consumata per altri. Nel dubbio, io vi consiglierei comunque di assaggiarla.

Pro

  • Un mondo di gioco evocativo e coinvolgente, soprattutto nelle battute finali
  • Un’esperienza piacevole e rilassante

Contro

  • La sua semplicità potrebbe annoiare i giocatori più esigenti
  • Un po’ più di varietà nei puzzle non avrebbe guastato