Oddworld: New’n’tasty!

Abe's return!

A cura di Gamesforum - 17 Ottobre 2019 - 8:10

Autore della recensione: Gaucho Pilgrim

Cantami o diva del Mudokon Abe

La riscoperta dei giochi che hanno segnato il successo della mitica PSOne ha coinvolto, fra gli altri, uno dei titoli più gettonati del periodo a cavallo tra gli anni novanta e duemila che seppe conquistare tutti grazie al carisma di un antieroe come il suo protagonista e un gameplay che univa puzzle e platform in due dimensioni in maniera geniale: Abe’s Odyssey.

Resa disponibile nell’anno 2014, la versione New’n’Tasty non è una semplice remastered: le migliorie grafiche si sommano all’aggiunta di filmati renderizzati direttamente in game e nuove linee di dialogo magistralmente doppiate. Il gameplay, tuttavia, è praticamente lo stesso dell’originale. Sarà invecchiato bene oppure male?

Mucho gusto

Coloro che, all’epoca, hanno giocato il titolo originale, non resteranno sicuramente indifferenti davanti alla schermata iniziale, la quale ripropone al centro dello schermo la testolina di Abe riportando così alla mente un numero indefinito di ricordi.

Man mano che il gioco ingrana si capisce bene che nulla della storia è stato modificato. Pertanto ci sarà ancora bisogno di guidare Abe alla liberazione del suo popolo, i Mudokon, ridotti in schiavitù dai malvagi Glukkon e costretti a lavorare nei mattatoi di proprietà di questi ultimi. Ma la schiavitù non è la cosa peggiore che potrebbe capitare ai Mudokon e di questo Abe se ne rende conto già all’inizio del gioco.

Così, richiamato a controllare il simpatico omuncolo verde, toccherà al giocatore, oggi come svariati anni fa, attraversare le varie ambientazioni di piattaforma in piattaforma, cercando, nel frattempo, di portare in salvo quanti più Mudokon possibile.

Oddworld: New’n’tasty!

Impresa, questa, non certo semplice, soprattutto perché i Mudokon tendono ad essere nascosti in stanze particolarmente difficili da raggiungere se non si fa ricorso a tutto il proprio spirito di osservazione. Senza alcun dubbio, si tratta di una scelta decisamente appagante, dal momento che ogni schermata superata regala al giocatore elevati picchi di soddisfazione.

Questo perché ci saranno diverse creature dalle quali bisognerà aiutare Abe a guardarsi, sfuggendogli con intelligenza ma soprattutto con l’aiuto del potere del canto di Abe, che gli permette di prendere il controllo degli Slig, le creature armate che hanno il compito, tra gli altri, di fare la guardia ai Mudokon schiavi e di uccidere Abe a vista.

Questa caratteristica del gameplay è ben sfruttata nelle fasi puramente puzzle e sebbene possa sembrare, inizialmente, un fattore meccanico e ripetitivo, con il tempo assume sfaccettature diverse a seconda della situazione ambientale (nuovi nemici, trappole, esplosivi) in cui ci si trova.

Le fasi puzzle sono completate dall’uso di leve da muovere con attenzione, da pietre o bombe e pezzi di carne di cui servirsi al momento giusto nonché da sfide basate sulla ricerca e la ripetizione di una precisa combinazione di suoni.

Il tutto non annoia mai, anzi, garantisce una varietà che non pesa affatto sulle ore di gioco. Varietà garantita anche nella scelta di come risolvere le diverse situazioni: un approccio diretto è quasi sempre sconsigliato. Infatti, occorre spesso osservare bene lo scenario e decidere se puntare sullo stealth, sul controllo dei nemici o sull’utilizzo degli ambienti di gioco (come trappole ed esplosivi vari) per avere via libera.

Oddworld: New’n’tasty!

#foodporn

La portata è servita con una veste eccezionale: gli ambienti e i personaggi sono realizzati decisamente bene, il sonoro ha ricevuto ogni tipo di miglioria possibile (gli effetti sono gli stessi, ottimi, dell’originale. Il surround è utilissimo per comprendere dove sono gli Slig e quando si stanno avvicinando alla posizione di Abe), i pochi dialoghi sono ben recitati (anche se, da un punto di vista meramente nostalgico, si sente la mancanza del riuscito doppiaggio italiano dell’originale). Abe è rappresentato perfettamente, sia a livello grafico che sonoro, con tutta la sua buffa simpatia e non si può proprio fare a meno di affezionarsi a lui.

La longevità è identica a quella del capitolo originale (bastano quindici ore per completare il gioco, qualcuna in più per cercare e salvare tutti i Mudokon), ma è arricchita dalle leaderbord online e da un’avventura DLC chiamata “La fuga di Alf”, la quale presenta nuovi livelli con la stessa impostazione dei precedenti.

In definitiva, riproporre questa vecchia avventura con una veste rinnovata si è rivelata un’idea vincente: il gioco è godibilissimo e diverte ancora oggi, nonostante qualche fase trial and error di troppo, che però non macchia più di tanto l’esperienza di gioco se non al più alto livello di difficoltà. Tutto ciò considerando la presenza di un sistema di salvataggio provvisorio dell’esatta posizione di Abe a cui si può ricorrere in qualsiasi momento (caratteristica, questa, non presente nel capitolo originale ma introdotta nel capitolo successivo ovvero Abe’s Exoddus).

+ Grafica e sonoro migliorato
+ Resta un'avventura unica nel suo genere
+ Piccoli accorgimenti che migliorano l'esperienza di gioco
- Aree nascoste fin troppo nascoste
- Il doppiaggio stavolta non è stato localizzato
- Le situazioni trial and error potrebbero infastidire qualche giocatore poco avvezzo

8.5

Nel panorama videoludico attuale, così come quello di qualche anno fa, mancava decisamente un gioco del genere, in cui affrontare una grande avventura armati prevalentemente delle proprie meningi. Il remake è un successo anche perché il gioco è invecchiato benissimo, si sostiene da solo e ciò di cui aveva bisogno per essere riproposto era solo di una veste grafica migliorata.




TAG: Abe, Oddworld: New'n'tasty!, remake