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Nioh 2 – The Complete Edition

I dolori del giovane samurai

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Nel descrivere il seguito dell’action game di Koei Tecmo, che tanti lutti addusse ai joypad di tutto il mondo, si potrebbe parafrasare l’iconico personaggio di Jesus Quintana de Il Grande Lebowski: “No se escherza con Nioh 2”.

A distanza di quasi un anno di esclusiva, il gioco del Team Ninja fa il suo arrivo su pc in un’edizione completa di tutti i dlc, e con alcuni interessanti miglioramenti tecnici. Il seguito del soulslike ambientato nell’epoca Sengoku, mantiene i tratti distintivi che già contraddistinguevano il capitolo originale, e non mira a reinventarsi. Il risultato è un’esperienza feroce, in grado di far giungere al punto di rottura anche i giocatori con più esperienza e pazienza, ma anche capace di conquistare chi vorrà proseguire fino in fondo la via del samurai.

L’era dei demoni combattenti

Nioh 2 è a tutti gli effetti un prequel, ambientato un secolo prima degli eventi che vedevano protagonista William Adams, il biondo navigatore inglese che sbarcò in Giappone all’inizio del XVII secolo. Questa volta, all’inizio della nostra avventura, avremo la possibilità di scegliere le fattezze di Hide, il nostro avatar in gioco, in un editor estremamente profondo ed articolato, colmo di personalizzazioni. Per gli indecisi, l’opzione per riaggiustare le fattezze di Hide sarà sempre disponibile nel menù del gioco: un’aggiunta senza alcun dubbio gradita.

Il nostro protagonista dovrà dunque trucidare orde di Yokai e di banditi posseduti, al fine di scoprire la vera natura delle Pietre dello Spirito: dei cristalli che emanano un bagliore lucente in grado di far ottenere dei poteri sovrannaturali a che li possiede. La trama, che come il primo capitolo ha delle vaghe e labili sfumature pseudostoriche, è raccontata attraverso delle cutscene o tramite dei dialoghi tra una missione e l’altra, ma è ben lungi dall’essere appassionante, e funge solo da collante tra un incarico e l’altro.

Lo zen o l’arte di fare a fettine gli yokai

La vera star di Nioh 2 è il combat system, che proprio come nel predecessore è difficile da padroneggiare, ma si rivela anche profondo e spettacolare. La prima e più importante aggiunta rispetto al titolo del 2017, è l’abilità di equipaggiare le skill degli yokai, tramite i Nuclei dell’Anima rilasciati da alcuni nemici. Questi possono essere raccolti e, dopo essere stati purificati presso un tempio, ci consentiranno di usare le mosse dei demoni contro i nostri nemici. Si tratta di una novità molto intrigante per diverse ragioni: innanzitutto dona varietà al loot di Nioh 2, che nel primo capitolo era tremendamente blando; aggiunge poi tensione ai combattimenti, dato che alla morte non perderemo unicamente Amrita (la valuta di Nioh corrispondente alle anime di Dark Souls), ma anche i Nuclei dell’Anima che non avremo purificato; ultimo, ma non meno importante, sperimentare con le mosse degli yokai durante i combattimenti è divertentissimo, e aggiunge una varietà di approccio alle situazioni di gioco che mancava nel primo capitolo. Alcune delle abilità più interessanti sono la lancia dell’Enki, utilissima quando si cerca di stordire un nemico, e l’attacco elementale di Ryomen Sukuna, una combinazione devastante di ghiaccio e fuoco. Ma bisogna prestare particolare attenzione: le skill demoniache sono sì molto potenti, ma nel caso in cui si mancasse il colpo, si rimarrà inevitabilmente esposti al contrattacco dei nemici; oltre a questo, tali mosse consumeranno l’Anima, un nuovo contatore viola posto sotto quello del Ki, ripristinabile sconfiggendo i nemici ed assorbendo nuovi Nuclei d’Anima.

Uno squarcio di distruzione dato dalla guerra

L’Anima è usata anche dalla seconda aggiunta più sostanziosa al combat system di Nioh 2, ovvero i contrattacchi esplosivi. Questa contromossa non è poi molto differente da come funziona il parry in giochi simili, ma ciò che la rende unica è che possa essere usata solamente contro un certo tipo di attacchi speciali, delle mosse che saranno segnalate tramite la comparsa sui demoni di una vistosa aura rossa. Questi attacchi possono concludersi in morti immediate, e portare ad imprecazioni tali da far arrossire uno scaricatore di porto, ma una volta imparato a contrastarli con un contrattacco esplosivo, si trasformano in un’opportunità per infliggere danni elevatissimi al nemico di turno. E vi lasciamo immaginare la soddisfazione nel ribaltare la situazione tramite questo sistema durante uno scontro con un Boss di Nioh 2. Una goduria.

Nioh 2 eccelle nel dare a ciascun giocatore la possibilità di sviluppare uno stile di combattimento personale. Ognuna delle nove tipologie di armi a disposizione è bilanciata in base a velocità, potenza e distanza d’attacco, ma, proprio come nel primo capitolo, possiamo ulteriormente cambiare il modo di approccio agli scontri scegliendo fra tre pose diverse (bassa, media e alta). Ogni arma ha il proprio ramo di abilità ed una barra di progressione, basata sui punti di familiarità che si acquisiscono con l’uso. Rispetto al titolo del 2017, in Nioh 2 esordiscono anche due nuove tipologie di armi, la Switchglaive, adatta alle build magiche, e le velocissime doppie asce.

Come se non bastasse, in questo nuovo capitolo, data la particolare natura di metamorfo del nostro protagonista, avremo anche la capacità di trasformarci in Yokai, divenendo più forti e veloci del normale. La metamorfosi renderà anche temporaneamente invulnerabili, ma ciascun attacco subito dagli avversari, andrà a diminuire la durata della trasformazione. Si tratta di un vero e proprio asso nella manica, una possibilità che non va assolutamente sprecata, perché non solo necessita di ricarica tramite la sconfitta di molti nemici, ma se non si dovesse riuscire a portare a termine l’assalto, si rimarrà in totale balia della furia avversaria.

In Nioh 2 fanno anche la loro comparsa i Regni Yokai, ovvero delle aree avvolte in una nebbia demoniaca, piene zeppe di nemici ben più temibili delle loro controparti normali. Come se non bastasse, all’interno dei Regni Yokai la rigenerazione del ki è molto più rallentata rispetto alle altre aree di gioco, e quindi è molto più facile esaurire la stamina e rimanere alla mercé dei demoni. Al contempo, all’interno di questi, otterremo più Anima, e quindi l’esecuzione dei contrattacchi esplosivi è largamente incentivata. Inoltre, una volta sconfitti tutti i mostri presenti in queste particolari zone, questi non ricompariranno più, neanche dopo una visita al tempio. Una bella soddisfazione!

Imparare a padroneggiare la rigenerazione della stamina, grazie all’esecuzione perfetta degli Impulsi Ki, è il punto chiave di Nioh 2, proprio come nel suo predecessore, ed è l’elemento in cui l’action game del Team Ninja si discosta da tutti gli altri Soulslike. Quando si consuma il Ki in Nioh 2, si può notare un’aura blu che circonda il personaggio. Questo è il segnale visivo che mostra quando possiamo eseguire un Impulso Ki, premendo RB sul nostro controller, consentendo di recuperare la stamina perduta ed accelerando la rigenerazione del Ki. Sta al giocatore quindi, imparare quali parti di una combo creano l’aura blu, in modo tale da recuperare la stamina e continuare gli attacchi senza pausa. Inoltre, gli Impulsi Ki possono essere utilizzati per purificare i piccoli Regni Yokai, evocati da certi nemici durante gli scontri; si tratta di minuscole pozzanghere di forma circolare, che i demoni creano usando le loro abilità. Proprio come le aree maggiori dei Regni Yokai, anche queste rallentano la rigenerazione del Ki, ed è quindi fondamentale liberarsene il prima possibile, eseguendo correttamente un Impulso Ki nel loro interno.

Come nel primo capitolo, l'esplorazione ripaga sempre

Altro punto fondamentale per uscire vincenti nella battaglia contro le orde di demoni, è studiare il terreno di scontro. Pur essendo evidenti gli asset riciclati dal precedente capitolo del 2017, all’interno della lunghissima campagna di Nioh 2 è presente una ricchissima varietà di ambientazioni. Si passa dai castelli in fiamme ai templi, dagli accampamenti militari alle zone boscose sulle colline. Proprio come il primo titolo, anche Nioh 2 non è un open world, ma è strutturato a missioni, in cui attraverseremo delle vaste aree per lunghe distanze: ad esempio, in uno dei livelli iniziali, inizieremo il nostro percorso nelle vicinanze di un castello, proseguendo poi in una grotta sotterranea, per poi affrontare il boss di turno in un tempietto infuocato. Purtroppo però, sono troppi i livelli che si assomigliano, e si ha spesso la sensazione che Nioh 2 voglia dilatare eccessivamente l’esperienza con troppe sottomissioni: per ogni capitolo della trama principale compaiono due o tre quest secondarie, e troppe non sono altro che dei ricicli di alcune porzioni delle missioni principali. Inoltre fanno anche il loro ritorno le Missioni Crepuscolo, dei livelli particolarmente ostici che però assegnano del loot raro come premio al loro completamento.

Proprio il loot è uno dei motivi della lunghezza eccessivamente dilatata di Nioh 2, una magagna che si trascina dal primo capitolo. Si potrebbe dire che l’ottimizzazione degli oggetti raccolti sia un gioco a sé stante, e talvolta risulta sfiancante passare in rassegna caterve e caterve di oggetti per decidere cosa è utile, cosa va venduto, cosa va sacrificato al tempietto per un elisir in più, cosa va tenuto per far aumentare di livello un altro pezzo di equipaggiamento, e così via. Purtroppo, questa è una componente che non va trascurata, perché Nioh 2 è un gioco dall’elevatissima difficoltà, e si necessiterà di tutti i vantaggi che il gioco può dare, anche se all’apparenza possono sembrare trascurabili o di poco conto. Nioh 2 fa del loot la sua valuta, e spesso ciò si traduce in una cocente delusione quando, specialmente dopo aver sconfitto un boss, si verrà ricompensati con degli oggetti tutt’altro che rari.

“La tua tecnica ha bisogno di essere affinata, samurai”

Ma come si comporta Nioh 2 su pc? Iniziamo col dire che rispetto alla versione console il titolo del Team Ninja supporta una risoluzione stabile fino ai 4K, i monitor ultrawide, ed una modalità fino a 120 frame al secondo. Al momento della recensione, sulla configurazione testata, che prevede un Ryzen 7 1700, 16gb di RAM e una GTX 1080, pur mantenendo per la quasi totalità del tempo di gioco i 60 frame al secondo con una risoluzione di 2560×1080, si notano alcuni sporadici cali di frame, pur comunque non inficiando minimamente i combattimenti. È piuttosto deludente ed inspiegabile invece che le cutscenes siano lockate a 30 frame al secondo, pur essendo chiaramente state fatte col motore di gioco e non come video prerenderizzati. Le opzioni grafiche sono abbastanza scarne, ma solide, e prevedono la scelta tra una modalità a schermo intero o in finestra senza bordi, una modalità di rendering di risoluzione scalabile per aumentare le performance, ed una serie di settings che riguardano la qualità delle ombre, l’attivazione della sfocatura di movimento, dei riflessi dinamici e dell’ambient occlusion, la qualità delle texture e degli effetti. Al momento della recensione non è stato ancora abilitato il supporto ai monitor HDR e al DLSS di nVidia, che arriveranno solo in un prossimo futuro tramite un aggiornamento via patch.

Le impostazioni grafiche su PC

VOTO: 8,5

Piattaforme: pc
Nioh 2 vede molte novità rispetto al proprio predecessore, anche se è troppo evidente l’uso di asset riciclati dal primo capitolo. Il nucleo del titolo del Team Ninja è però il combattimento, e gli scontri di Nioh 2 sono raffinatissimi, spettacolari e ricchi di soddisfazione (e di dolore). La Complete Edition su pc porta in dote i tre dlc usciti nel corso del passato anno su console, ma il porting avrebbe potuto essere più curato e più ricco di opzioni. Koei Tecmo ha già promesso l’attivazione del supporto ai monitor HDR e del Deep Leaning Super Sampling di nVidia, e non mancheranno di certo alcuni aggiustamenti sulle performance di gioco. Nel frattempo, siamo chiamati a mantenere i nervi saldi, affilare la nostra katana e prepararci ad alcuni fra gli scontri più brutali della storia degli action game. Nioh 2 non ha pietà per voi, voi non abbiatene per gli yokai.

Pro

  • Gameplay raffinato con un alto grado di personalizzazione
  • Interessanti novità rispetto al predecessore
  • Buona varietà del level design

Contro

  • Troppi elementi riciclati dal primo Nioh
  • Opzioni scarne e porting ancora acerbo
  • Si passa ancora troppo tempo nel menù degli oggetti