My Memory of Us

Chi trova un amico, trova un tesoro

A cura di Gamesforum - 16 Dicembre 2019 - 16:03

Autore della recensione: Aftermath

Con il passare degli anni, il media video-ludico è riuscito ad evolversi sempre di più, divagando dall’idea stessa del puro gameplay atto a intrattenerci arrivando a titoli che puntano tutto ad una narrativa efficace, con lo scopo di dare un tipo di esperienza pronta ad emozionarci. Juggler Games tenta questa impresa con una loro personale (ma paurosamente simile) visione della seconda guerra mondiale.

Lontani ricordi una difficile infanzia

Per quanto la presenza di robo-soldati possa far presupporre che ci troviamo davanti all’ennesimo titolo con tracce di fantascienza, in realtà ci troviamo di fronte ad una cruda reinterpretazione della seconda guerra mondiale e no, per una volta non ci saranno nessun fucile o granata da portarsi dietro, stavolta basteranno soltanto una piccola fionda e un fedele amico su cui contare per affrontare gli orrori e le crudeltà di uno dei periodi più bui della nostra storia. I protagonisti, sono un bambino e una bambina poco più grande che si conosceranno per puro caso, in un vicolo di una città ispirata alla Polonia di quei tempi. In poco tempo fra di loro nascerà una forte amicizia, che li porterà ad affrontare ogni sorta di peripezia con il solo scopo di restare insieme, il tutto sempre visto con l’innocenza della loro giovane età.

L’unione fa la forza

My Memory of Us è un titolo che potremmo definire il punto di incontro tra un platform 2D e un indie come il non troppo recente Valiant Hearts per la presenza di diversi puzzle da risolvere. Potendo impersonare in qualsiasi momento (a parte piccole eccezioni) entrambi i protagonisti, avranno ciascuno le proprie peculiarità. La bambina, potrà correre e utilizzare una semplice fionda magari per premere un pulsante troppo lontano da raggiungere. Mentre il bambino, essendo più piccolo, potrà utilizzare un piccolo specchio in certi punti per creare riflessi di luce per accecare temporaneamente alcuni nemici e rannicchiarsi dando il via a piccole fasi stealth che si riveleranno essere anche la parte più debole del gioco, per via di una difficoltà fin troppo “artificiosa” con nemici che sembrano avere una vista da falco e tempi ristretti per riuscire a nascondersi. In tutto questo, va aggiunto il fatto che potendo controllare entrambi i personaggi soltanto uno alla volta, dovremo stare attenti a non lasciare mai nessuno dei due indietro. Per fortuna, il gioco ci viene incontro dandoci la possibilità in ogni momento di tenere per mano l’altro protagonista e portarcelo dietro senza dover alternare il controllo dei due ogni 10 passi. Questa semplice meccanica magari già vista in altri titoli dove alla fine è soltanto un fattore estetico senza nessuna influenza sul gameplay, qua viene integrata in maniera efficace sia per scappare da dei soldati o per nascondersi dalla vista di qualcuno. Questo tenersi per mano come una dimostrazione della fiducia reciproca fra i due giovani, può essere visto come una delle tante metafore che vedremo durante l’avventura come lo sono anche i nemici del gioco, dei robo-soldati guidati dal Robot King che, senza neanche nasconderlo troppo, rappresentano proprio i famigerati nazisti. Una piccola nota negativa, sono alcuni comandi che su Switch risultano mappati in maniera abbastanza scomoda, specialmente giocando in modalità portatile.

My Memory of Us

Un mondo dipinto di rosso

Tecnicamente siamo su buoni livelli sia in modalità portatile, sia docked, con uno stile grafico che lascia quel sapore di favola a tinte dark grazie anche alla scelta di utilizzare soltanto tonalità di grigio e nero per colorare il mondo di gioco, con l’unica eccezione del colore rosso, che in questo caso assume un significato molto importante sia in termini di gameplay sia per cosa rappresenta. La maggior parte degli oggetti con cui potremo interagire sarà evidenziata appunto, da questo colore. Ma soprattutto, il rosso viene praticamente visto come un male alla stregua di una sorta di razzismo (spero senza neanche dover specificare cosa rappresenti nella triste realtà di quei tempi) e senza fare troppi spoiler, ci causerà ben più di un problema proseguendo nel gioco. La longevità del titolo è abbastanza corta, si parla di una manciata di ore per arrivare ai titoli di coda, senza neanche veri e propri stimoli per eventuali successive run. Da segnalare la presenza di diversi collezionabili molto interessanti, che sbloccheranno diverse informazioni su persone reali che sono vissute durante la seconda guerra mondiale.

+ Storia toccante
+ Puzzle stimolanti da risolvere
+ Artisticamente pregevole
- Durata breve e zero rigiocabilità
- Fasi stealth da rivedere

7.8

Dovendolo valutare Memory of Us nel complesso, si rivela essere un discreto platform 2d con elementi puzzle, ma in fondo non è questo il vero obiettivo di Juggler Games, quanto piuttosto è il voler raccontare una dura e triste storia, pronta ad emozionarci e a ricordarci che anche nei periodi in cui tutto sembra ormai perso, un vero amico è tutto ciò di cui abbiamo bisogno per andare avanti. Fatevi un favore, per una volta non badate troppo al gameplay in se, e date una chance a questa storia che merita di essere vissuta da tutti.




Nessun articolo trovato.

TAG: juggler games, my memory of us