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My Friend Pedro

¡Hola, amigo!

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Negli anni ho imparato ad associare il nome di Devolver Digital a produzioni videoludiche fuori dagli schemi, innovative, originali, persino folli. Giochi come i due Hotline Miami e Minit, per citare due di quelli che ho apprezzato maggiormente, sono perfetti esempi dell’apertura di questo publisher a esperienze lontane dal mainstream e capaci di convincere l’utente per le proprie qualità intrinseche, per il coinvolgimento e per le meccaniche di gioco, più che per l’aderenza alle mode o per l’imponenza delle campagne di marketing.

All’annuncio di My Friend Pedro era pertanto naturale che guardassi alla nuova proposta con entusiasmo, soprattutto perché il gameplay sembrava virare verso l’azione frenetica, spettacolare e assuefacente proprio dei due Hotline Miami, anche se con un’impostazione più simil-platform. La possibilità offerta dal Game Pass di giocare il titolo di DeadToast Entertainment su Xbox Series X è stata un pretesto perfetto per tuffarsi nel mondo surreale del protagonista e del suo amico Pedro, niente meno che… una banana parlante.

My Friend Pedro ha anche una trama, ma è talmente secondaria e pretestuosa che non vale neanche la pena soffermarcisi troppo. Lo scopo degli sviluppatori non è raccontare una storia, ma mettere nelle mani dei videogiocatori una serie di livelli frenetici nei quali dare sfoggio della massima creatività da killer. Il nostro protagonista, un uomo con indosso una maschera che solo nel finale verrà rimossa mostrando il suo vero volto, viene guidato dalla già citata banana Pedro a sgominare un piano criminale in un contesto distopico e che coinvolge la rete Internet. Superando diverse ondate di nemici e alcuni boss arriveremo allo scontro finale, per poi scoprire una verità che in altri contesti potremmo chiamare colpo di scena.

Quel che conta, però, è il gameplay puro. My Friend Pedro offre un’esperienza sparatutto action sotto forma di un platform a scorrimento orizzontale con meccaniche particolari. Quello che dobbiamo fare è attraversare i numerosi livelli a suon di sparatorie e acrobazie. Il protagonista è in grado di saltare, anche rimbalzando sui muri per raggiungere piattaforme più alte (la verticalità dei livelli è molto sviluppata), di rotolare e di fare piroette per schivare i proiettili nemici. Non solo, ma grazie alla meccanica della concentrazione è possibile rallentare il tempo e approfittare di questa situazione per considerare meglio le nostre azioni, mirare con più precisione i nemici ed evitare i proiettili preservando le tre barre della salute.

Pronti al ballo di morte, tra volteggi, piroette e slow-motion?

I livelli hanno una durata piuttosto limitata e offrono una difficoltà crescente in termini di numero e caratteristiche dei nemici. Si parte dati scagnozzi semplici e si arriva a soldati corazzati o protetti da barriere da disattivare sparando a sensori esterni. Crescente è anche la complessità dei livelli, sempre meno lineari e arricchiti da percorsi ramificati, leve, piattaforme semoventi, corde e quant’altro. La combinazione di questi due elementi e la libertà di approccio garantita a livello di controlli del personaggio sono alla base della varietà che è il primo pregio di My Friend Pedro. La rigiocabilità è invece garantita dal sistema di punteggio e valutazione al termine di ogni livello, dalle classifiche globali e dai diversi livelli di difficoltà selezionabili.

Nonostante l’innegabile divertimento a livello di gameplay, favorito anche da sezioni che offrono diverse interpretazioni sul tema come livelli in moto o in skateboard e oggetti interattivi come pentole e palle da basket, il gioco soffre di un importante limite. Per quanto coinvolgente, infatti, My Friend Pedro manca della velocità, del ritmo, della frenesia che lo renderebbero un titolo imprescindibile. Per quanto risulti inspiegabile considerate le premesse e le possibilità offerte, il gameplay resta piuttosto lento, leggibile, prevedibile, incapace di trasmettere la sana “dipendenza” che si ritrova in giochi come Hotline Miami, The Hong Kong Massacre, ma anche Dead Cells o Hades, pur se di un genere diverso.

Questo non vuole assolutamente dire che il gioco non sia meritevole, anzi è stato estremamente divertente giocarlo. L’ironia dei dialoghi, l’esagerazione di alcune situazioni e la difficoltà ben bilanciata (almeno a livello normale), unite alla possibilità di ricominciare poco prima del punto di morte in caso di sconfitta, garantiscono qualche ora leggera e piacevole. Manca però quel pizzico di pepe in più che avrebbe reso My Friend Pedro un titolo cult, di quelli che ad anni di distanza si ricorda ancora con il sorriso sulle labbra e con la frenesia alle dita delle mani!

VOTO: 7,0

Piattaforme: mobile, pc, ps4, switch, xone
My Friend Pedro è un divertente sparatutto a scorrimento orizzontale condito dalla possibilità di rallentare il tempo e compiere acrobazie e interazioni ambientali per eliminare i nemici. La varietà delle situazioni che si possono creare, l'ironia della storia e dei dialoghi, la pericolosità crescente dei nemici sono i punti di forza di un titolo che però soffre di un ritmo troppo lento rispetto a quello che si sarebbe aspettati.

Pro

  • Gameplay vario e divertente
  • Livelli brevi e ben bilanciati
  • Difficoltà e complessità crescente
  • Ironia e follia che non guastano

Contro

  • Il ritmo è troppo lento, in contrasto con quello che ci si aspetterebbe