Mount & Blade II: Bannerlord

Signori si diventa

A cura di GamesForum - 27 Aprile 2020 - 19:45

Autore della recensione: Dalfi

Annunciato nel lontano 2012, è finalmente disponibile su PC il nuovo capitolo della saga di Mount & Blade, sviluppata dal team turco TaleWorlds. Il titolo è tuttavia stato pubblicato in accesso anticipato sulla piattaforma Steam, quindi lo sviluppo non è ancora terminato e, a detta degli sviluppatori, ci vorrà ancora un anno circa prima che la versione 1.0 veda la luce, ma sappiamo come il più delle volte i tempi siano destinati ad allungarsi. Nonostante ciò, il gioco al momento ha comunque una buona dose di contenuti, i quali vi terranno incollati per almeno 20/30 ore, per non parlare del supporto alle mod, le quali hanno contribuito in buona parte al successo di Warband, il capitolo precedente. Decisamente alto, però, il prezzo(49,99€), anche se non dovrebbe subire variazioni in futuro, mentre è assente la lingua italiana.

Viva il Medioevo

Come da tradizione della saga, il titolo è ambientato in epoca medievale e vi metterà nei panni di un signor nessuno all’interno di un continente fittizio di nome Calradia. Avviata la campagna, verrete subito posti di fronte a delle scelte che determineranno le caratteristiche del vostro personaggio, a partire da una delle sei fazioni principali di appartenenza, la quale vi fornirà bonus differenti che potranno riguardare il commercio o la gestione di insediamenti, per poi passare allo stato sociale dei nostri genitori ed infine a quelli che sono i vari lavori svolti dal protagonista nel corso della sua vita. Ognuna di queste scelte, come anticipato, andrà a determinare alcune delle 18  skills del nostro personaggio, suddivise in gruppi da tre in quelle che sono le solite caratteristiche dei GDR, come ad esempio vigore, resistenza ed intelligenza. Tali skill saranno molto varie, come il combattimento con armi ad una o due mani, la capacità nel commercio, la leadership in battaglia o la bravura come fabbro.

Una volta terminata la creazione del personaggio, con un editor abbastanza soddisfacente, ci verrà spiegato come, in seguito ad un attacco di briganti, nostra sorella sia stata rapita. A questo punto avrà inizio il gioco vero e proprio, con il protagonista che si ritroverà, assieme a suo fratello, in un campo di addestramento. Qui potremo acquisire i rudimenti del combattimento a terra (spada e scudo, lancia e scudo o spadone a due mani), a cavallo (lancia, spada o arco) o dalla distanza (arco, balestra o giavellotto). Se decidiamo di procedere con il tutorial, dovremo recarci nel più vicino villaggio, assoldare alcuni paesani e assalire i briganti nei dintorni, per poi scoprire che nostra sorella è stata trasferita altrove. Termina qui il breve tutorial, con nostro fratello che continuerà per la sua strada la ricerca e noi che ci troveremo completamente soli e pronti ad esplorare in lungo e largo il continente di Calradia come più ci aggrada.

Un mondo, mille possibilità

Uno dei pregi di M&B II è sicuramente quello di concedere completa libertà al giocatore, ma è proprio qui che si nasconde il principale difetto del gioco: ad eccezione del breve tutorial iniziale, non vi verrà detto nulla. C’è una trama principale da seguire, ma anche in questo caso non è proprio immediato dove andare e cosa fare. Starà a voi girare in lungo e in largo per villaggi, città, insediamenti e castelli e scoprire cosa ha da offrire il mondo di gioco. Lo spostamento avviene su di una world map, in maniera simile a quanto visto in Battle Brothers o nei vecchi Final Fantasy: a schermo comparirà solo il nostro protagonista e con il puntatore del mouse potremo dirgli dove recarsi. Giunti presso un centro abitato, comparirà una scheda riportante i più importanti personaggi del posto con i quali potremo parlare, contrassegnati da un “!” nel caso in cui abbiano una missione secondaria da assegnarci, ed un menu con varie opzioni, come esplorare il posto gironzolando a cavallo o a piedi, commerciare, assoldare mercenari o, nel caso delle città più grandi, visitare la taverna, la fortezza (pagando) o l’arena, nella quale di tanto in tanto sarà anche possibile partecipare a dei tornei.

Sono proprio le città a mostrarci quelle che sono le varie strade che potremo intraprendere. Potremo decidere, ad esempio, di svolgere le varie missioni secondarie per aumentare la nostra reputazione e queste includono vari compiti, come affrontare dei banditi, risolvere una faida familiare o commerciare beni proibiti. Tuttavia, al momento il sistema di missioni lascia un po’ l’amaro in bocca: la varietà è davvero molto scarsa ed in breve tempo vi ritroverete ad affrontare missioni tutte uguali tra di loro, sia nello svolgimento che nei dialoghi. Il problema della ripetitività dei dialoghi, inoltre, è ben più radicato. Infatti, pur potendo girare liberamente per città ed insediamenti e parlare con tutti, il 90% dei cittadini non farà che dirvi sempre le stesse cose, alternando di tanto in tanto informazioni sui materiali con i quali è possibile ottenere maggiori guadagni mediante il commercio.

C’è da dire, però, che affrontare tali quest è solo una delle opzioni e nemmeno la principale tra quelle che offre il titolo. Potrete, ad esempio, assoldare sempre più mercenari e attaccare i banditi in giro per la mappa o direttamente nei loro nascondigli, razziare piccoli villaggi oppure girare di città in città affrontando tornei nell’arena per ottenere ottimi pezzi di equipaggiamento e influenza. Tuttavia, il metodo più veloce per fare soldi è quello di comprare beni in una città e venderli nelle altre, ottenendo, una volta ingrandito il proprio gruppo con i muli da soma per aumentare il peso trasportabile, guadagni per diverse migliaia di denari. Ben presto, infatti, imparerete quelli che sono i prezzi dei vari materiali e riconoscerete le occasioni, sia in fase di acquisto che di vendita. Una volta messo da parte sufficiente denaro, inoltre, potrete automatizzare le entrate comprando negozi nelle varie città o allestendo carovane.

Mount & Blade II: Bannerlord

Battaglie, che spettacolo

Paragrafo a parte meritano Combat System (CS d’ora in avanti) e battaglie. Prima di tutto, c’è da dire che potremo equipaggiare da capo a piedi il nostro protagonista con pezzi di equipaggiamento che possono essere acquistati, vinti nei tornei o sottratti direttamente ai nostri nemici durante la schermata di riepilogo al termine di uno scontro. Ciascun pezzo è dotato di proprie caratteristiche e la loro rarità è espressa dal parametro tier: più alto è il tier, più alte saranno le caratteristiche. Potremo inoltre decidere se e con quale cavallo scendere in campo, quale bardatura assegnargli e portare con noi fino a quattro armi, inclusi scudo, arco e frecce.

Il CS appare un po’ grezzo e non si discosta molto da quello del precedente capitolo. A schermo sarà perennemente presente una freccia che indicherà la posizione dalla quale attaccheremo o difenderemo, in maniera abbastanza simile a quanto visto in Kingdom Come: Deliverance, anche se qui le possibili direzioni saranno solo quattro. Il moveset dell’arma cambia se impugniamo o meno uno scudo: se infatti abbiamo lo scudo, ad esempio con la lancia potremo solo infilzare, mentre togliendolo, potremo anche effettuare delle spazzate e colpire più nemici contemporaneamente. Tuttavia, il sistema di collisioni non è molto preciso, ma questo giova al realismo, soprattutto se state cavalcando.

Le battaglie, però, non sono solo combattimento nudo e crudo, ma anche strategia, infatti il gioco vi permette di dare un gran numero di ordini ai vostri soldati, come lo schieramento in campo, il mantenere la posizione, il caricare, il ritirarsi o lo scoccare le frecce. Tali ordini possono essere dati a tutti o solo ad alcuni membri e vi possiamo assicurare che essere a capo di un esercito in una battaglia di mille uomini vi darà le sue soddisfazioni, soprattutto quando con la vostra strategia riuscirete a ribaltare un’inferiorità numerica. I campi di battaglia sono sufficientemente ampi e delimitati da un muro che, una volta oltrepassato, diventa rosso e, se entro 10 secondi non si rientra nei confini della mappa, la battaglia verrà persa automaticamente.

Perdere una battaglia può compromettere pesantemente la partita, infatti verrete fatti prigionieri, perderete definitivamente tutti i mercenari al vostro servizio e, una volta liberi (pagando una somma in denaro o fuggendo), se sarete a corto di denaro e senza entrate fisse, sarà durissima ripartire da 0.

Una volta diventati mercenari o alleati di un nobile, infine, affronterete un nuovo tipo di battaglie, ossia gli assedi ed è qui che direte addio alla vostra vita sociale: dovrete assaltare (o difendere) castelli e fortezze. Nel caso di attacco, dovrete prima attendere fuori dalle mura, difendendovi dalle frecce nemiche dietro le barricate, e, una volta sfondato il portone principale con l’ariete o innalzate le scale, lo scontro si sposterà all’interno o sulle mura e lì l’inferiorità numerica dei difensori si farà sentire. Una volta conquistato il castello, se avrete sufficiente influenza (accumulabile vincendo tornei o battaglie al soldo dei nobili), potrete anche reclamarlo e gestirlo, anche se questa meccanica è ancora in fase di implementazione.

Un’altra cosa che potrete fare alla fine di una battaglia, oltre a raccogliere tutto il loot, sarà fare vostri prigionieri tutti gli avversari non morti sul campo di battaglia per poi venderli nella città più vicina o, dopo un certo periodo di tempo, farli entrare nelle vostre fila. I vostri soldati, inoltre, dopo ogni combattimento guadagneranno esperienza e sarà possibile farli salire di tier (livello), rendendoli più forti, anche se questo aumenterà la paga giornaliera, quindi, almeno nelle fasi iniziali, sarà d’obbligo tenere d’occhio le finanze, le scorte di cibo ed il morale del gruppo.Nel vostro esercito personale potrete assumere anche i cosiddetti companion, eroi più forti delle semplici truppe, che potrete equipaggiare personalmente ed eventualmente inviare a svolgere missioni secondarie.

Lato difficoltà, ve ne sono tre (very easy, easy, realistic), con realistic che può risultare forse eccessiva nelle prime fasi, in quanto con 2/3 colpi il vostro personaggio verrà messo KO. È possibile inoltre scegliere se i propri companion possono morire definitivamente in battaglia o tornare al vostro fianco al termine dello scontro.

Per quel riguarda lo sviluppo del protagonista, invece, il sistema ricorda quello di Skyrim: quanto più farete qualcosa (andare a cavallo, usare armi ad una mano, commerciare, ecc.) tanto più crescerà la vostra abilità. Otterremo, inoltre, dei punti da investire per aumentare sia il level cap delle abilità, sia un moltiplicatore che influisce sulla velocità di level up di una determinata abilità. Il numero complessivo degli skill points spesi, inoltre, determinerà il livello complessivo del vostro personaggio. Dopo un certo numero di livelli in una skill, inoltre, otterrete dei perks che vi forniranno bonus particolari.

Mount & Blade II: Bannerlord

Ottimizzazione e bug

Nonostante il gioco sia ancora in accesso anticipato, l’ottimizzazione sembra ottima e anche nelle battaglie con mille uomini (il massimo consentito fino ad ora) il framerate si mantiene solido. Qualora, però, il vostro PC dovesse riscontrare delle difficoltà, dalle opzioni potete sempre abbassare il numero massimo di uomini in campo, senza però influire sulla dimensioni degli eserciti: se ad esempio impostate il limite a 300 uomini in campo e la battaglia prevede una scontro tra due eserciti aventi 500 e 700 uomini rispettivamente, in campo vedrete sempre 300 uomini, distribuiti mantenendo le proporzioni degli eserciti al completo, ma man mano che i combattenti moriranno o verranno tramortiti, giungeranno in campo ulteriori truppe fino all’esaurimento e alla vittoria di una delle due parti.

Sono presenti bug minori, a volte consistenti in glitch grafici, ed una delle quest principali sembra non sia ancora stata implementata completamente, in quanto non si riesce a portarla a termine. Tuttavia, il team di sviluppo si sta impegnando molto, rilasciando patch e bugfix quasi quotidianamente.

Graficamente il titolo è un enorme passo in avanti rispetto a Warband. Molte città ed insediamenti sembrano copiati con lo stampino e poco vivi, ma data la vastità della mappa e visto il genere, siamo comunque su livelli molto buoni.

Multiplayer

Il gioco dispone anche di una modalità multiplayer, completamente slegata dal singleplayer e selezionabile dal launcher di gioco. Le modalità sono 3, oltre alla partita personalizzata. In “Captain” e “Skirmish” due squadre da sei giocatori si affronteranno in campo aperto. L’unica differenza è che nella prima modalità le truppe andranno scelte all’inizio del combattimento, mentre nella seconda si potrà spendere moneta di gioco per costruire il proprio esercito. “Siege”, infine, vede contrapporsi 60 giocatori in un assedio. È inoltre possibile personalizzare a proprio piacimento le truppe da far scendere in campo.

+ Vastità del mondo di gioco
+ Libertà concessa al giocatore
+ Battaglie stupende da guardare e giocare
- Poca varietà di missioni secondarie e assenza di tutorial avanzati
- Presenza di bug
- Prezzo eccessivo per un Early Access

Mount & Blade II: Bannerlord è un titolo immenso che migliora in ogni suo aspetto il predecessore. Nonostante sia ancora in Early Access, il gioco ha pochi bug, offre ore e ore di divertimento e farete fatica a staccarvi dallo schermo. Considerato, poi, che la comunità realizzerà decine di mod, non si può che essere ottimisti, in quanto probabilmente abbiamo davanti a noi un titolo che farà parlare di sé molto a lungo.




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