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Micetopia

Un topino coraggioso ma sfortunato

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Consultando la pagina ufficiale del gioco sul sito Nintendo, la prima voce che si legge è questa altisonante dichiarazione: “Esplorazione in stile Metroidvania”.

Il giocatore che si mangia Metroid a colazione e Hollow Knight a merenda è incuriosito dalla descrizione e clicca su ACQUISTA, aspettandosi di mettere le mani su un nuovo, ennesimo titolo di questo fortunato filone. Bastano però appena pochi minuti di gioco per capire che, invece, di Metroidvania il titolo ha solo la dicitura. L’avventura scorrerà inoffensiva e lineare per tutta la durata del gioco. Senza dubbio una pessima pubblicità. Ma andiamo con ordine.

Il gioco si apre con il topino protagonista che viene chiamato a gran voce dall’anziano del villaggio: un’emergenza! Tutti gli abitanti del sereno villaggio dei topi sono stati catturati da non meglio specificate forze del male e fatti prigionieri. L’unico che può salvarli sarà il nostro sorcetto impavido, pronto ad affrontare ogni pericolo per i suoi amici. La storia, essenziale, è ovviamente solo un pretesto per giustificare le nostre brevi avventure. Già, perché per raggiungere i titoli di coda saranno sufficienti appena un paio d’ore. E dopo la prima ora, quando praticamente si è già visto tutto quello che il gioco può offrire, subentra la noia assoluta.

Il gioco, a parte il villaggio iniziale che funge da hub, presenta due soli scenari, una grotta e una foresta. Potrebbe essere un compromesso accettabile se questi fossero sufficientemente elaborati e ricchi di segreti ma, ahimè, non è così. Le stanze, al netto di qualche variazione nel level design, sono tutte estremamente simili tra loro. Si entra, si affrontano i nemici e si raggiunge l’uscita. L’unica variazione sul tema è rappresentata dalla ricerca dei frammenti della fontana magica del villaggio, che sono gli unici collezionabili che offre il titolo. Certo, qualche zona un po’ più intricata e labirintica – da raggiungere con i classici power up che si ottengono proseguendo nel gioco – è presente ma, di per sé, il titolo è sempre estremamente leggibile e lineare. È un gioco facile, quindi? Affatto. Anzi, è decisamente tosto ma più per i controlli legnosi che rendono difficile governare il protagonista che per altro. Inoltre, il nostro topino è decisamente fragile e bastano pochi colpi perché muoia e…ritorni al villaggio. Proprio dall’hub centrale si ricomincia dopo ogni morte. Data l’estensione delle due aree sopra menzionate si potrebbe pensare a un comodo sistema di teletrasporto…E invece, ancora una volta, il gioco sorprende per le sue scelte bizzarre. Sono infatti presenti numerosi teletrasporti nell’intricato dedalo di cunicoli, ma ogni volta che se ne attiva uno, quello precedente viene cancellato. Non proprio un sistema comodo per navigare rapidamente nelle varie sezioni dei labirinti.

Abbiamo parlato di power up, ma anche questi si contano sulle dita di una mano e il parco mosse a disposizione del topolino sono davvero poche, non facendo crescere in maniera particolare il gameplay che, anzi, rimane sempre ancorato alle sue fondamenta. Per la basilarità di tutto, potremmo davvero essere di fronte a un titolo per NES, con tutti i limiti strutturali che ne conseguono. Chissà, forse se questo titolo fosse uscito nel 1987 avremmo potuto parlare di un bel gioco. Oggi, invece…

VOTO: 3

Per riassumere, a parare di chi scrive, Micetopia non possiede nessuna caratteristica che possa ripagarne l’acquisto. Level design elementare, estrema linearità, combat system semplicistico, struttura di gioco antiquata, pixel art ultra-basic. Forse chi pensa che i giochi NES riproposti (quasi) uguali oggi possano avere ancora il loro fascino, potrebbe considerare – POTREBBE!! – Micetopia un titolo sul quale spendere qualche oretta spensierata. Tutti gli altri ne stiano alla larga.

Pro

  • Pixel art semplice, tutto sommato apprezzabile

Contro

  • Struttura di gioco vecchia, con scelte incomprensibili nel 2020
  • Difficilissimo per i motivi sbagliati
  • Comandi legnosissimi