Metro Exodus

Occhio ai filtri della maschera, si torna a respirare aria radioattiva

A cura di GamesForum - 22 Maggio 2020 - 15:23

Autore della recensione: Il Don

Sono passati lunghi anni dall’ultima volta che 4A Games ci ha permesso di calarci nei panni del muto Artyom, e questa volta siamo di fronte ad un capitolo molto diverso della serie. Il tentativo di aprire le zone di gioco avrà funzionato oppure ha compromesso il solido gameplay che caratterizzava i predecessori?

Una storia debole

La storia è forse la più grande pecca di quest’opera, infatti sin da subito i dialoghi sembrano privi di mordente e le svolte della trama sono telefonate praticamente sempre senza mai lasciarci spiazzati. Un’involuzione netta, soprattutto se la confrontiamo con quella di Metro 2033 che riesce a trasmettere suspance costantemente. Il problema forse consiste nel fatto che il grande obiettivo al quale sembra puntare la storia si risolve in realtà nelle prime ore di gioco, lasciando la stessa allo sbando per il resto dell’opera, riprendendo una direzione chiara solo nel finale. La maggior parte della storia evolve tramite dialoghi tra un capitolo e l’altro che non fanno altro che rallentare il ritmo.

Una struttura solida, un’evoluzione scricchiolante

Dopo due capitoli ambientati nelle profondità della Metro era naturale aspettarsi un cambio di direzione per questa produzione. Non aspettatevi di trovarvi di fronte ad una strana versione dei vecchi S.T.A.L.K.E.R., procedendo nel gioco vi troverete di fronte a diverse aree che hanno alcuni punti d’interesse che sarete liberi di esplorare. Quelli più importanti sono segnalati da subito da qualche personaggio secondario, osservando la mappa potrete quindi dirigervi in queste zone senza problemi.

La progressione delle armi è a tratti confusionaria, portando spesso a scoprire accessori o armi particolari che sono molto potenti e che, virtualmente, potreste usare fino alla fine del gioco. La scelta di aprire le aree inoltre disperde i momenti di tensione che erano il punto forte delle precedenti produzioni, inoltre non introducendo un’economia, dei mercanti o qualcosa del genere si ha la sensazione di esplorare senza una meta precisa e senza scopi veri e propri.

Metro Exodus

Proprio quando il tempo si sta per esaurire arriviamo alla fase che più ricorda le sensazioni dei predecessori e si recupera il ritmo e la claustrofobia che caratterizzavano l’esplorazione dell’ambiente. Di certo è la migliore sezione del gioco.

Un motore pesante

Il motore grafico lo abbiamo conosciuto anni fa, di certo non una piuma, anche se in grado di regalare scorci incredibili ed un livello di dettaglio raramente riscontrabile nelle produzioni odierne. Per quanto riguarda l’ottimizzazione su PS4 standard, abbiamo un livello di dettaglio non altissimo ma che comunque consente di godere del lavoro fatto da 4AGames. In alcune scene, soprattutto quando ci sono molti effetti particellari a schermo, il frame rate crolla notevolmente. Difficile comunque fare di meglio, anche se qualcosa sui caricamenti si sarebbe dovuto fare dato che, soprattutto al primo avvio, superano abbondantemente il minuto.

+ Gameplay solido
+ Intelligenza artificiale reattiva
+ Sonoro di buona qualità
- Frame rate instabile
- Caricamenti eccessivamente lunghi
- Storia debole

7.5

Metro Exodus è un gioco che si lascia giocare in tutta tranquillità e che non deluderà chi cerca una sfida alta e uno sparatutto dotato di meccaniche profonde. Chi cerca una storia evoluta e ricca di colpi di scena dovrà però guardare altrove, non è di certo questa l’opera che fa per voi.




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