Metro Exodus

In una Metro lontana lontana...

A cura di Gamesforum - 12 Gennaio 2020 - 20:10

Autore della recensione: David-Senpai 95

La serie Metro nasce come romanzo singolo pubblicato gratuitamente online dall’autore russo Dmitry Glukhovsky nel 2002 e arricchito nel corso degli anni grazie ai consigli dei fan fino a venire poi pubblicato in versione cartacea nel 2005 col titolo ufficiale di Metro 2033. Quello che Glukhosvky non sapeva è che da quel romanzo sarebbe nata una trilogia letteraria e, grazie agli sviluppatori ucraini di 4A Games, una serie di videogiochi di enorme successo. Questi talentuosi sviluppatori hanno sfidato apertamente il mercato degli FPS, dominato da giochi competitivi e MMO, proponendo un prodotto esclusivamente single player con focus sulla narrazione curata interamente da Glukhovsky stesso. Il terzo capitolo della saga prende e migliora ogni aspetto dei suoi predecessori e mantiene la sua filosofia story driven per regalarci una delle esperienze più belle e coinvolgenti attualmente disponibili sul mercato: Metro Exodus. Preparate armi e maschere antigas, l’esodo ha inizio.

Il treno della vita

“C’è qualcosa nel fischio di un treno che è molto romantico e nostalgico e pieno di speranza”
-Paul Simon

Nel mondo tratteggiato dall’autore russo, la terza guerra mondiale è realtà e il mondo è in rovina. Solo pochi fortunati hanno trovato rifugio nella metropolitana della capitale sovietica e ora sono costretti a vivere nei tunnel bui e umidi della Metro, dove paura, malattie e ignoranza regnano sovrane. Dopo le sue precedenti avventure in questo spietato mondo, Artyom, protagonista assoluto fin dal primo capitolo, è cresciuto e ha una moglie ma la Metro inizia a stargli stretta. Davvero la sua famiglia dovrà vivere come roditori nella metropolitana moscovita? Forse potrebbe esserci una speranza per evitare questo destino per lui e i suoi cari: dopo aver sentito una strana interferenza alla radio, il nostro eroe decide di avventurarsi sempre più spesso nella Mosca radioattiva devastata dalle bombe per trovare tracce di sopravvissuti in superficie.

Armato di radio portatile e maschera antigas il ragazzo fa di tutto per trovare tracce di presenza umana nella capitale mettendo a rischio la sua vita. Essendo un prodotto puramente story driven, non andremo ad approfondire oltre il comparto narrativo, vero fiore all’occhiello della produzione, ma ci basti sapere che, dopo una serie di rocamboleschi eventi, ci troveremo con un equipaggio e una locomotiva pronti per esplorare le distese nucleari di una Russia radioattiva in un viaggio che, siamo certi, resterà indelebile nella mente dei videogiocatori.

War… war never changes

Il gioco, così come in passato, si struttura in livelli. La differenza sta nel fatto che, visto che abbandoneremo la Metro per la prima volta nella serie, gli spazi che andremo ad esplorare saranno molto più ampi. Quasi ogni livello avrà una struttura free roaming dove saremo liberi di esplorare in cerca di risorse, oggetti, armi, attrezzature o documenti contenenti informazioni su vari eventi accaduti nella zona. Da un punto di vista puramente ludico il gioco si presenta come una naturale evoluzione dei capitoli precedenti ma con delle gradite novità.

Nei vari livelli che comporranno la campagna avremo infatti sempre a disposizione vari approcci per affrontare le varie situazioni. Potremo decidere di usare un approccio furtivo o uno più votato all’azione o magari uno misto agendo nell’ombra e tramortendo (o uccidendo) i nemici corpo a corpo, tutto sarà lasciato al giocatore e alla sua inventiva. Se sceglieremo di muoverci restando nell’ombra, potremo decidere di riposare in uno dei vari rifugi presenti nell’area per aspettare che cali la notte per poi affidarci all’ottimo level design in grado di fornirci sempre varie strade per raggiungere il nostro obiettivo ed evitare nemici e mutanti che ci sbarreranno la strada. Se decideremo che lo stealth non fa per noi, potremo tranquillamente eliminare ogni minaccia grazie al vario armamentario a nostra disposizione e, l’ottimo gunplay del titolo, ci darà un senso di brutalità e appagamento come mai prima nella serie.

Metro Exodus

Viene, inoltre, introdotto anche un semplice ed intuitivo sistema di crafting: potremo infatti personalizzare le nostre armi con una quantità sorprendente di accessori (trovati durante le nostre esplorazioni) che a volte cambieranno addirittura categoria all’arma, il tutto semplicemente aprendo il nostro zaino in un sistema in tempo reale basato sul crafting visto in The Last of Us. Inoltre trovando banchi da lavoro in punti predefiniti potremo riparare la nostra fidata maschera antigas che ci servirà per superare le zone altamente radioattive, cambiare attrezzatura scegliendo, ad esempio, se portare una corazza in grado di proteggerci dagli attacchi nemici od una più versatile che ci permetterà di portare più munizioni e tantissime altre chicche che non abbiamo intenzione di svelarvi. Ai banchi da lavoro potremo, infine, anche utilizzare le risorse raccolte per pulire le nostre armi che, in caso di mancata manutenzione, tenderanno ad incepparsi mettendoci in seria difficoltà.

Infine fa il suo ritorno il sistema di Karma che, come da tradizione della serie, è nascosto ma terrà conto di tutte le nostre azioni compiute e determinerà quale dei due possibili epiloghi vivremo alla fine delle circa 13 ore che ci serviranno per giungere ai titoli di coda.

E’ la fine del mondo

Il comparto tecnico di Metro Exodus si attesta su ottimi livelli anche su console grazie ad effetti luci e ombre eccezionali e un impatto visivo davvero splendido, soprattutto grazie ad un ciclo giorno notte ottimamente implementato, un meteo dinamico che renderà il tutto più affascinante e un ispirato comparto artistico che, con alcuni paesaggi della Russia post-atomica, ci regala uno dei giochi più belli da vedere in questa generazione di console.

Bocciata totalmente invece l’i.a. dei nemici umani. Non è raro, infatti, passare davanti a nemici che non ci noteranno o, questo molto più raramente, nemici che una volta individuatoci inizieranno a sparare nel vuoto o in tutt’altra direzione.

Ottimo invece il sonoro, con strepitosi effetti ambientali e musiche sempre adatte alle varie situazioni. Chiudiamo parlando del doppiaggio in italiano, buono ma molto altalenante. Inspiegabile invece la decisione di non doppiare, anche in questo terzo capitolo, Artyom. Questa scelta renderà molto meno realistica la narrazione in determinati momenti creando situazioni grottesche dove ci verrà rivolta la parola dai nostri compagni di viaggio o addirittura da nostra moglie e non ci sarà nessuna reazione da parte del nostro protagonista che sembrerà un fantoccio in un mondo ricco di personaggi memorabili e tutti ottimamente caratterizzati.

+ Storia, personaggi e situazioni memorabili
+ Grande libertà di approccio
+ Sistema di crafting semplice e funzionale
+ Ottimi comparti tecnico e sonoro
- I.A. dei nemici umani non pervenuta
- Il mutismo di Artyom rovina alcune situazioni
- Doppiaggio italiano altalenante

8.8

Nonostante alcuni gravi difetti, Metro Exodus riesce nell’arduo compito di portare una ventata d’aria fresca alla serie senza però snaturare l’anima alla base dell’esperienza tradizionale Metro. Con una storia ricca di dettagli e situazioni e personaggi memorabili degni di un film di George Miller, Metro Exodus si candida come uno dei migliori titoli dell’anno appena passato e come uno dei migliori titoli post apocalittici di sempre. Assolutamente consigliato a tutti gli amanti della serie e a tutti gli appassionati del genere, Metro Exodus è un’esperienza potente, in grado di lasciare il segno e far riflettere sull’uomo e la sua natura scatenando in noi un mare di emozioni e sentimenti per tutta la durata dell’indimenticabile viaggio di Artyom.




TAG: 4a games, Deep Silver, metro exodus

OffertaBestseller No. 1