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Metaloid: Origin

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Nell’ormai lontano 2016 RetroRevolution rilasciò Metagal, un action 2D con protagonista una ragazza la cui missione era quella di scontrarsi con le sue tre sorelle diventate malvagie. Il gioco prendeva molta ispirazione dalla più famosa serie Mega Man non solo dal punto di vista visivo, ma anche sul versante del gameplay, con la protagonista era in grado di ottenere i poteri dei boss sconfitti. Metagal era un prodotto molto promettente ma alcuni difetti gli impedirono di diventare un classico.

Metaloid: Origin d’altro canto riesce perfettamente dove il precedente ha fallito. Il videogioco è un action-platformer 2D con tre diversi protagonisti giocabili, ambientato attraverso nove diversi scenari di gioco con nemici unici e pericoli ambientali: oltre a questo, potenziamenti e oggetti nascosti nelle varie aree di gioco, sequenze “di guida” che strizzano l’occhio a vecchi capolavori del genere e molti boss e miniboss, tutti diversi tra loro. L’ispirazione a Mega Man è sempre presente ed evidente, tuttavia il gioco sembra aver trovato la sua strada senza dover dipendere da meccaniche già viste.

Gli omaggi alla saga di Mega Man sono evidenti.

Il gioco permette di scegliere uno tra tre personaggi giocabili ed affrontare l’avventura con una difficoltà normale o difficile. Il personaggio non può essere cambiato una volta iniziata la partita: per provare tutti i personaggi sarà necessario iniziare una nuova partita, scegliendo un nuovo slot di gioco.
Erika è in grado di sparare delle palle di fuoco: il suo attacco speciale è una meteora che attraversa lo schermo e lascia una scia di fuoco dietro di sé. Zeta spara degli impulsi elettrici che si propagano verso l’esterno: come attacco speciale spara un raggio d’energia in entrambe le direzioni. Neva infine spara una sventagliate di proiettili e il suo attacco speciale è costituito da un ampio raggio laser.

 

Ognuno dei tre personaggi è ben diversificato dall'altro.

Una volta iniziato il gioco, solo sei stage saranno visibili al giocatore e i restanti tre saranno sbloccati in successione. Ogni stage, ad esclusione dei tre finali, ha un totale di 6 collezionabili da trovare e raccogliere, divisi in 5 gemme dal valore di 400CR (la valuta di gioco) e un’abilità passiva. Al termine del livello una schermata di completamento mostrerà quanti e quali collezionabili sono stati raccolti. Ciò va ad aumentare la rigiocabilità, visto che si avrà bisogno di ogni gemma possibile per poter acquistare tutti i potenziamenti. Ogni abilità passiva è totalmente opzionale ma può risultare fondamentale averle tutte nelle sezioni finali di gioco. Ad esempio, uno dei potenziamenti potrebbe fornire al giocatore un maggior tempo di invincibilità dopo aver preso danno oppure potrebbe permettere la ricarica più veloce della barra d’energia.

La valuta di gioco, come detto in precedenza, è usata per acquistare e ottenere abilità passive, altri attacchi speciali e tre armi secondarie (diverse per ogni personaggio): in aggiunta a questi elementi, può altresì essere utilizzata per continuare il gioco in caso di morte, senza dover ricominciare da inizio livello o da un checkpoint precedente. Tuttavia non è consigliabile abusare di questa funzionalità, altrimenti si rischia di dover perdere molto tempo per rigiocare i livelli ed accumulare abbastanza gemme per acquistare i potenziamenti. Livelli che, peraltro, sono abbastanza lunghi: alla prima run, alcuni possono durare anche 20/25 minuti per poter esplorare tutto e arrivare al boss di fine stage.

 

I livelli sono vari ed abbastanza lunghi.

 

Come ogni platform che si rispetti anche i livelli di Metaloid: Origin hanno percorsi secondari e sentieri nascosti: per molti di questi percorsi però potrebbe essere necessario rivisitare il livello, in quanto sono richieste abilità da sbloccare (quali doppio salto o volo), sbloccabili accumulando una quantità ragionevole di gemme. Ogni livello dispone di un miniboss e di un boss finale che, come ci si può aspettare, richiedono un approccio cauto e ragionato per poter portare a casa la vittoria. Gli scontri con questi nemici si svolgono in arene chiuse e bisognerà dar fondo a tutta la riserva di armi secondarie e poteri dei nostri protagonisti. Ognuno di questi nemici ha a disposizione una discreta varietà di attacchi e non userà sempre lo stesso ordine d’attacco; quindi, bisognerà prestare attenzione ad ogni movimento.

Un elemento fondamentale ma che non viene spiegato molto bene è il cosiddetto origin level del nostro protagonista. Molti upgrade  saranno infatti bloccati finché non si raggiungerà un idoneo origin livel. Per poter avanzare col proprio livello ed avere la possibilità di mettere le mani sull’intero arsenale di potenziamenti, sarà necessario affrontare un miniboss speciale nascosto in alcuni livelli.

 

Bisognerà sfruttare ogni risorsa per avere ragione dei boss.

 

La storia e la narrazione del gioco purtroppo lasciano a desiderare, con una localizzazione un po’ grossolana. Ma Metaloid non è un gioco che punta tutto sulla narrazione ma sul gameplay, quindi è un elemento che la maggior parte dei giocatori non approfondirà con grande attenzione.

Graficamente il gioco si presenta benissimo, con uno stile retrò e scenari coloratissimi, ognuno diverso dall’altro. E tutto questo con un accompagnamento musicale che si adatta perfettamente ad ogni scenario di gioco.

 

VOTO: 7,5

Metaloid Origin trova finalmente la sua identità dopo il passaggio in sordina sotto i riflettori di Metagal e riesce a dare al giocatore ciò di cui aveva bisogno, ossia un ottimo platform vecchio stile capace di regalare qualche ora di puro divertimento.

Pro

  • Tre protagonisti, tutti diversi tra loro
  • Gameplay soddisfacente e mai troppo proibitivo

Contro

  • Alla lunga può risultare ripetitivo