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Mask of Mists

Scuola di arcimagia

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Nel panorama dei videogiochi indipendenti è attualmente possibile trovare un ecosistema di prodotti di ogni tipologia e grado di ambizione, facendo la fortuna di quei videogiocatori che cercano esperienze diverse dai blockbuster AAA. Mask of Mists, gioco d’avventura in prima persona sviluppato dallo studio russo 9 Eyes Games Studio ne è un esempio, affrontando un genere solitamente poco toccato dai grossi progetti.

Questo genere, infatti, è solitamente appannaggio degli sviluppatori indipendenti, sebbene sia tipico che essi scelgano di percorrere la strada tracciata circa quattordici anni fa da Portal, offrendo una sequenza di stanze con enigmi basati su una singola meccanica di gameplay, solitamente molto peculiare (come i portali, appunto, in Portal, o l’utilizzo dei colori in The Spectrum Retreat, ad esempio). Mask of Mists invece sceglie un’altra strada preferendo rifarsi a giochi d’avventura più classici, in cui qualsiasi oggetto o situazione costituisce un potenziale enigma.

Una prima sequenza di schermate ci illustra velocemente l’antefatto: il nostro personaggio viene ingaggiato per rintracciare uno degli Arcimaghi dell’Accademia, partito tempo prima alla volta del Territorio Infettato e di cui non si hanno più notizie. In seguito a questa sequenza il giocatore viene catapultato proprio in questo luogo misterioso e vi muove i primi passi, trovandovi già i primi sbarramenti. Sul piano della trama non c’è davvero molto altro da dire se non che il gioco investe pochissimo in questo aspetto, praticamente inesistente.

Mask of Mists è un gioco d'avventura in prima persona in cui esplorare un mondo pieno di magia e segreti!

È chiaro che gli sforzi maggiori sono stati profusi altrove: man mano che si andrà avanti nel gioco si avrà a che fare con enigmi che, seppur mai particolarmente intricati, sono abbastanza acuti da suscitare interesse, ed il tutto è accompagnato da una struttura del mondo di gioco che ne favorisce particolarmente l’esplorazione, con aree in cui bisognerà spesso tornare dopo aver ottenuto oggetti, pozioni o informazioni in grado di permettere di superare ostacoli precedentemente invalicabili. Vi sono, inoltre, una manciata di dungeon ben studiati, in cui sono nascosti anche collezionabili opzionali che permetteranno di sbloccare un finale alternativo.

La principale nota di demerito sul piano ludico riguarda il combattimento, con poche opzioni ed un feeling legnoso nel combattimento ravvicinato, sebbene i duelli con i nemici (il cui aspetto è particolarmente anonimo) siano piuttosto sporadici durante la breve durata dell’avventura. Come accennato, inoltre, l’aspetto estetico di nemici ed ambientazioni non lascia il segno e neanche il comparto sonoro risalta particolarmente.

Si segnala un’ottimizzazione del gioco su PS5 ridotta al minimo indispensabile, con le caratteristiche del Dualsense che non sembrano essere state sfruttate affatto. Il gioco non presenta una traduzione in italiano e neanche quella in inglese è perfetta, sebbene l’esperienza generale non ne venga inficiata. Per la gioia dei cacciatori di trofei, quello di platino è particolarmente facile e veloce da ottenere a patto di salvare manualmente prima di un non segnalato punto di non ritorno.

VOTO: 7

Mask of Mists è un gioco riuscito, che mostra il fianco su alcuni aspetti anche a causa della natura del progetto ma che sa ampiamente intrattenere per tutta la sua breve durata e che è certamente consigliato a chi cerca un gioco incentrato su enigmi ed esplorazione.

Pro

  • Sensazione di esplorazione appagante
  • Enigmi interessanti

Contro

  • Combat system poco riuscito
  • Comparto artistico e sonoro sottotono