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Marvel’s Avengers

Un gioco non all'altezza degli eroi più potenti della Terra

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Ho atteso con grandissime speranze il lancio di Marvel’s Avengers sin dal primissimo teaser di annuncio. Fresco dell’esperienza di Marvel’s Spider-Man, mi ero immaginato la possibilità di estendere il divertimento all’ennesima potenza controllando la squadra dei supereroi che tanto mi aveva esaltato anche nei film. Con l’arrivo delle prime informazioni riguardo al gioco e dei primi trailer, l’entusiasmo è andato calando, se non altro perché sembrava che l’impostazione scelta per il titolo non fosse quella della classica avventura per singolo giocatore, bensì un ibrido molto più sbilanciato verso la componente online. Le recensioni non stellari delle testate specializzate e il feedback tiepido, a usare un eufemismo, da parte dell’utenza non hanno contribuito a spingermi a un acquisto prima rimandato e poi completamente dimenticato.

L’inclusione di Marvel’s Avengers nel catalogo del PlayStation Now è stata però l’occasione ideale per poter mettere alla prova il gioco senza il rischio di investire malamente il mio denaro. Pur avendo ricevuto da più parti l’avvertimento di non imbarcarmi in un’avventura che non mi avrebbe dato soddisfazione, ho deciso di dedicare il mio tempo libero a sviscerare il più possibile i contenuti che la missione dei Vendicatori aveva da offrire, se non altro per farmi una mia idea personale. La quale, dopo decine di ore di gioco, non è per nulla negativa, anche se conferma la diffidenza che le opinioni altrui avevano suscitato e ferma il mio giudizio numerico sul titolo a un valore solo discreto.

Marvel’s Avengers è un prodotto che a un amante delle avventure per giocatore singolo avrebbe avuto molto da offrire. In realtà, la campagna sembra essere stata introdotta per completare l’esperienza e non per esserne il pilastro portante. Siamo chiari: le dieci/dodici ore nelle quali dedicarsi alla storia non sono male e possono dare soddisfazione a un fan degli Avengers. Il problema è che, considerando il materiale di partenza, questa longevità risulta un po’ troppo risicata. Inoltre, la decisione di strutturare il gioco in missioni a cui accedere da un hub centrale potrebbe risultare castrante per qualcuno. Personalmente non ne ho sofferto in modo eccessivo, anche perché di open world ce ne sono a bizzeffe.

A lasciarmi perplesso è stata piuttosto la limitazione di avere poche location a disposizione, le quali fanno da teatro per missioni diverse tra loro ma che, di fatto, risultano tutte simili proprio a causa delle mappe in cui si svolgono. Per passare al concreto, quando usiamo uno degli eroi messi a disposizione possiamo accedere alla già citata campagna oppure alla cosiddetta Iniziativa Avengers, una serie di missioni da affrontare in singolo o in cooperativa online in giro per il mondo. Mondo che è esemplificato da una manciata di location (foresta, deserto, tundra, città, e così via) costituite da mappe di dimensioni generose ma comunque “chiuse“. All’interno di queste enormi arene, se così vogliamo definirle, possiamo prendere parte a una di diverse categorie di missioni, che in realtà si differenziano per pochi dettagli.

Che si tratti della purificazione di una zona dal controllo criminale, dell’accesso a sistemi informatici da parte dell’intelligenza artificiale Jarvis, della liberazione di inumani (umani con poteri soprannaturali) o dell’accesso a camere di sicurezza segrete, infatti, nella maggior parte dei casi l’impressione è quella di trovarsi di fronte a una continua modalità orda. In qualunque tipo di missione, in qualunque location, ci sposteremo da un obiettivo all’altro seguendo le indicazioni a schermo. Raggiunta l’area di missione, verremo accolti da ondate successive di nemici dei quali sbarazzarci usando le mosse corpo a corpo o i poteri dei diversi eroi. In alcune missioni il tutto viene condito con una modalità simil-dominio in cui conquistare e mantenere le aree A, B e C per un tempo definito, in altre con reattori da distruggere, in altre ancora con boss finali da eliminare, ma il canovaccio di base è sempre il medesimo.

La varietà nel titolo nasce solo dalla scelta dell'eroe da utilizzare

La varietà nasce solo dal nostro approccio. Scegliere un eroe piuttosto che un altro, variare le mosse e le combo a disposizione, attivare questa o quella abilità sbloccata dopo essere passati di livello sono alcune delle soluzioni che danno colore e interesse alle nostre partite. Ogni mappa, inoltre, presenta obiettivi secondari facoltativi rispetto a quello primario, costituiti da casse da aprire, inumani da liberare o nemici speciali da sconfiggere. A seconda che il nostro desiderio sia raccogliere equipaggiamento per potenziarci o semplicemente arrivare alla fine della missione possiamo scegliere quali e quante strade seguire.

Il problema, però, rimane. Ogni missione assomiglia a tutte le altre e non aiuta il fatto di trovarsi perennemente negli stessi luoghi. Nel corso di una serata, per fare un esempio, mi sono dedicato a due settori criminali in altrettante missioni, con il risultato di eseguire esattamente le stesse azioni e gli stessi spostamenti in entrambe. La differenza stava solo nel boss finale, in un caso Taskmaster e nell’altro Abominio (non nella location, il tetto di un edificio, che è rimasta uguale anch’essa). Di fronte a una simile ripetitività, l’unico motivo per continuare a dedicarsi a Marvel’s Avengers dopo aver finito la campagna è la volontà di raggiungere il trofeo di Platino o di trascorrere qualche serata in cooperativa con i nostri amici.

Fortunatamente Square Enix e Crystal Dynamics sembrano voler assicurare un supporto duraturo al gioco, con l’aggiunta di nuovi eroi, nuove missioni campagna ed eventi a tema. Per chi ama questo tipo di esperienze che guardano al lungo termine ci sono speranze di poter continuare a trovare soddisfazione con Marvel’s Avengers, ma per tutti gli altri il rischio è di perdere qualunque attrazione dopo la fine della storia principale. Il che è ben testimoniato dalle reazioni dopo il lancio di cui parlavo all’inizio della recensione.

In conclusione, Marvel’s Avengers è un gioco buono nelle intenzioni, ma che scende al discreto a causa delle sensazioni negative che si provano nel momento in cui ci si accorge della ripetitività di fondo. Fermandosi alla sola campagna ed ignorando la longevità non eccelsa ci sono motivi di soddisfazione, divertimento ed esaltazione, ma non sono elementi sufficienti a giustificare l’acquisto di un gioco a prezzo pieno. In questo senso, ottima la possibilità di testarlo con la sua inclusione nel PlayStation Now. Per chi non è abbonato e non riesce a togliersi il pensiero di volerlo provare, il consiglio è di aspettare un significativo calo di prezzo per non soffrire troppo nel caso si decida di abbandonarlo dopo la campagna.

VOTO: 7

Piattaforme: pc, ps4, ps5, xone, xsx
Con Marvel's Avengers, Square Enix e Crystal Dynamics hanno fatto l'ardita scommessa di puntare nella direzione dei looter shooter e di confezionare un gioco dove la componente multi-giocatore online la fa da padrona. Sacrificando in questo modo la campagna principale, il materiale ricchissimo di partenza risulta in parte sacrificato e non è sufficiente a dare a buona parte dei giocatori quello che ci si aspettava. Inutile dire che molti credevano in un'esperienza alla Marvel's Spider-Man, la quale è invece estremamente lontana da quella di Marvel's Avengers. A giudicare dai pareri che si sentono in giro, a vincere la sfida dei supereroi è stata Insomniac Games.

Pro

  • Campagna divertente
  • Gli eroi sono ben rappresentati con stili di combattimento e poteri unici
  • Per chi ama le esperienze multiplayer basate sul loot i contenuti non mancano

Contro

  • L'equilibrio è troppo spostato sul multiplayer
  • Campagna molto breve
  • Le missioni dell'Iniziativa Avengers sono estremamente ripetitive