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Life is Strange 2

Due fratelli

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Life is Strange 2 è un titolo fuori dall’ordinario: non presenta un gameplay particolarmente stratificato né tantomeno un sistema di scelte così elaborato da permettere al giocatore di plasmare la trama a proprio piacimento, come i migliori esponenti del genere riescono a fare. Cos’è allora a rendere la fatica di Dontnod tanto speciale? Per rispondere a tale quesito è fondamentale andare ad analizzare il percorso di crescita dei due protagonisti, e del giocatore, intenti ad attraversare il confine con il Messico in seguito all’incidente che ha cambiato per sempre le loro vite.

 

L'avventura inizierà a causa di un incidente.

 

Quando tutto cambiò

Le vicende dei due protagonisti si aprono sulla città di Seattle dove il sedicenne Sean Diaz vive insieme al padre carrozziere a al fratello minore Daniel. I rapporti tra i due, come è lecito immaginare, sono tipici di quella che è la quotidianità di una famiglia nel 2017, pertanto costituiti da gelosie e compromessi ma anche da affetto e protezione: ed è proprio quest’ultima a fungere da miccia, dopo che un incidente scaturito da una reazione particolarmente violenta di Daniel darà inizio il viaggio dei due ragazzi, costretti a crescere fin troppo in fretta assumendosi responsabilità che mai dovrebbero ricadere su un sedicenne nel pieno della gioventù.

 

Life is Strange 2 è soprattutto la storia di due fratelli.

 

Zaino in spalla

Sconvolto da quanto accaduto a Seattle il giovane Sean decide così di intraprendere un viaggio di sola andata per raggiungere Puerto Lobos, paese natio del padre, nel tentativo di ricostruirsi una nuova vita insieme a Daniel. Tuttavia i due fratelli si ritrovano presto a dover fare i conti con la mancanza di risorse necessarie alla sopravvivenza e all’assenza di una dimora in cui dormire.
Come è lecito aspettarsi, il compito di come spendere il denaro e gli strumenti a disposizione dei fratelli Diaz spetterà al giocatore, il quale sarà tenuto a decidere se anteporre il bene fraterno a quello collettivo attraverso numerose scelte morali che andranno a plasmare radicalmente le loro personalità, le quali avranno a loro volta una rilevanza fondamentale per delineare la conclusione dell’avventura che arriverà dopo circa quattordici ore di gioco.

 

La gestione delle poche risorse a disposizione plasmerà i protagonisti.

 

Pur presentando qualche inciampo di tanto in tanto in termini di originalità (alcuni episodi hanno attinto in maniera fin troppo abbondante da altre produzioni da cui il titolo trae ispirazione) il titolo di Dontnod non cessa mai di sorprendere quando si parla di sviluppo nei rapporti con gli altri personaggi, ed in particolare, tra i due fratelli. Proponendo soluzioni narrative efficaci, il titolo riesce a catturare, emozionare e spesso commuovere anche grazie ad una recitazione pienamente riuscita in grado di trasmettere fin nei minimi dettagli ciò che accade a schermo, condendo il tutto con una colonna sonora sempre azzeccata ed ulteriormente arricchito da ambienti ricreati a mano con encomiabile cura.

 

Le tematiche sociali sono numerose e profonde.

 

Ad occupare parte dell’arco narrativo principale che ruota attorno a Sean e Daniel vi sono inoltre, come da tradizione della serie, numerose tematiche sociali che spaziano dal razzismo al fanatismo religioso, tutte perfettamente contestualizzate e che propongono sequenze di gameplay alternative ai canoni tipici senza mai sfociare nello stucchevole o nel caricaturale. Le battute, anche le più banali, sono contestualizzate a dovere ed hanno il pregio di far riflettere a fondo il giocatore su cosa sia giusto e su cosa sia sbagliato contribuendo ad una maggior immersione in quello che è il rapporto tra i due fratelli.

Dove purtroppo il titolo non riesce a dare il pieno di se è il finale: in questo caso, come già anticipato, a fare da ago della bilancia per la conclusione proposta al giocatore pesano molto le decisioni intraprese durante il corso dell’intera avventura, ma nessuno di queste riesce ad essere pienamente soddisfacente a causa di durata eccessivamente breve rispetto alla sequenza presentata al punto di non ritorno. Questa, di contro, colpisce il giocatore come un pugno allo stomaco generando riflessioni sul percorso intrapreso insieme ai due fratelli chiedendosi se in fin dei conti sia stata fatta la cosa giusta per il bene di entrambi.

 

VOTO: 10

Life is Strange 2 non è un titolo perfetto, e nemmeno ci prova, ma sono le sue imperfezioni a renderlo a suo modo unico e speciale generando una sensazione di costante incertezza su cosa sia giusto e su cosa sia sbagliato, instillando di volta in volta il dubbio al giocatore che una decisione presa di impulso possa influire negativamente sul rapporto tra i fratelli Diaz ed il loro bellissimo viaggio. Tuttavia sarebbe ipocrita da parte di chi vi scrive andare ad intaccare la valutazione di un prodotto così unico e particolare a causa di mancanze talmente marginali da essere spesso impercettibili anche grazie ad un lavoro di recitazione quasi ineccepibile. Il finale avrebbe avuto certamente bisogno di un ulteriore occhio di riguardo, ma una virgola fuori posto non riesce a rovinare quello che è stato un viaggio di crescita e scoperta semplicemente emozionante.

Pro

  • Recitazione ai massimi livelli (soprattutto nel personaggio di Sean)
  • Scenari artisticamente bellissimi
  • Colonna sonora sempre appropriata al contesto
  • Commovente, emozionante e coinvolgente

Contro

  • I finali non convincono del tutto
  • A tratti pecca di originalità